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The Italian Blog

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venerdì, 31 ottobre 2008

Secondo la leggenda, gli spiriti erranti di chi è morto durante l'anno tornano indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l'anno successivo.

I Celti credevano che in questa magica notte tutte le leggi fisiche che regolano lo spazio e il tempo venissero sospese, rendendo possibile la fusione del mondo reale e dell'aldilà. Per non essere posseduti, i contadini dei villaggi rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini e rendevano i loro corpi orribili mascherandosi da mostri gironzolando tra le case
per far scappare di paura tutti gli spiriti che incontravano e non farsi riconoscere.
Un'altra spiegazione del perché i Celti spegnessero ogni fuoco non risiede nello scoraggiare la possessione dei loro corpi, ma nel fatto che riaccendessero ogni focolare prendendo la fiamma da un unico gigantesco fuoco druidico che veniva acceso nella notte del 31 ottobre nel mezzo dell'Irlanda a Usinach.

La chiesa affermava infatti che gli dei e le dee e tutti gli altri esseri soprannaturali delle religioni antiche fossero di impronta diabolica, che le forze spirituali con cui le persone venivano in contatto erano vere, ma che costituivano delle manifestazioni del diavolo, principe della beffa, che conduceva l'uomo verso l'adorazione di falsi idoli. Così, durante le celebrazioni per Halloween, apparvero rappresentazioni di fantasmi, scheletri, simboli della morte, del
diavolo e di altre creature maligne, come le streghe.
La festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi che fuggivano dalla carestia di patate che aveva colpito la loro patria.

Cosa significano Halloween e Samhain?

La parola Halloween ha lontana origine anglosassone; si fa risalire alla tradizione della chiesa cattolica e deriva probabilmente da una contrazione della frase "All Hallows Eve" ovvero la notte di ognissanti festeggiata il 31 ottobre, data che nel quinto secolo avanti Cristo nell'Irlanda celtica coincideva con la fine dell'estate: in questa ricorrenza - chiamata Samhain (pronunciata soueen) - i colori tipici erano l'arancio per ricordare la mietitura e quindi la fine dell'estate ed il nero a simboleggiare l'imminente buio dell'inverno.
Samhain è noto come "La Festa dei Morti," perché si pensava che in questo periodo i morti potessero tornare nella terra dei vivi per celebrare con la propria famiglia, tribù o clan. Samhain è considerato il periodo in cui si concludono i vecchi progetti, si valuta criticamente quanto si e' ottenuto nell'anno e si pensa ai nuovi progetti ed alle nuove imprese per l'anno nuovo.

I simboli e le usanze tradizionali di Halloween

Dolcetto o Scherzetto? La tradizione di trick-or-treat pare non abbia origine dai celti bensì da una pratica europea del nono secolo d.C. chiamata in inglese souling che in italiano si puo' tradurre con "elemosinare anima".
Il 2 novembre, Ognissanti, i primi Cristiani vagavano di villaggio in villaggio elemosinando per un po' di "pane d'anima" dolce fatto di forma quadrata con l'uva passa. Più dolci ricevevano più preghiere promettevano per i parenti defunti dei donatori.
A quell'epoca si credeva che i morti rimanessero nel limbo per un certo periodo dopo la morte e che le preghiere anche fatte da estranei potessero rendere più veloce il passaggio in paradiso.

Jack- o -Lantern

la tradizione di Jack-o-lantern (l'equivalente in inglese) deriva probabilmente dal folklore irlandese. Narra la leggenda che un uomo di nome Jack, noto baro e malfattore, ingannò Satana  sfidandolo nella notte di Ognissanti a scalare un albero sulla cui corteccia incise una croce intrappolandolo tra i rami. Jack fece un patto col diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione lo avrebbe fatto scendere dall'albero. Alla morte di Jack, continua la leggenda, gli venne impedito di entrare in paradiso a causa della
cattiva condotta avuta in vita, ma gli venne negato l'ingresso anche all'inferno perché aveva ingannato il diavolo.
Allora Satana gli porse un piccolo tizzone d'inferno per illuminare la via nella tremenda tenebra che lo attorniava. Per far durare più a lungo la fiamma Jack scavò un grosso cavolo rapa e ve la pose all'interno.

La zucca di Halloween

Dalle rape alle zucche: gli irlandesi usavano in origine i cavoli rapa ma quando nel 1840 arrivarono negli USA scoprirono che le rape
americane erano piccole, ma anche che le zucche erano più grosse e più facili da scavare dei cavoli rapa.
Ecco perché a tutt'oggi Jack-o-lantern è una zucca intagliata al cui interno è posata una lanterna.
E' ancora costume mettere un posto in più durante la cena la sera di Samhain in onore dei defunti. A Samhain erano associate molte pratiche divinatorie. Fra le più comuni c'erano quelle che riguardavano l'unione di coppie, l'andamento del tempo e gli eventi dell'anno.

 

 

 

da http://lacasadegliorrori.blogspot.com/

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categoria:curiosità
giovedì, 30 ottobre 2008

Il T9 (acronimo di "text on 9 (keys)") è un software, inventato da Tegic Communication ed utilizzato principalmente su telefoni cellulari, PDA e touch screen, che consente una composizione guidata nella digitazione di stringhe alfanumeriche. Sebbene il T9 sia il più noto software di "predictive text", sistemi con analoghe funzionalità sono stati sviluppati anche da altre aziende informatiche (come, ad esempio, l'"iTAP" utilizzato dalla Motorola e "LetterWise" dalla Eatoni).

Tale sistema (disponibile, a settembre 2005, nella versione 7.3) viene principalmente utilizzato per la composizione degli SMS, ma può essere utilizzato anche per la digitazione di note, nomi in rubrica ed altri tipi di testi.

Il sistema si basa sull'utilizzo di un dizionario integrato che associa determinate sequenze nella pressione dei tasti numerici del terminale a possibili parole (in una lingua determinata, scelta dall'utente: le lingue attualmente supportate dal sistema sono circa quaranta) proponendo per prime, in caso la sequenza digitata possa corrispondere a più di un termine, le parole statisticamente più utilizzate (da qui l'importanza di rileggere quanto automaticamente composto dal software a séguito della digitazione di una determinata sequenza di tasti: alcuni dei termini selezionati dal software potrebbero non corrispondere a quelli che erano nell'originaria intenzione dell'utente).

Su alcuni modelli di telefoni cellulari è inoltre possibile personalizzare il dizionario integrato nel sistema aggiungendo nuove parole all'interno dello stesso. In generale, comunque, i cellulari permettono di disattivare questa funzionalità e di scrivere SMS senza composizione guidata delle parole.

La prima casa produttrice di cellulari ad includere tale software nei propri terminali è stata la finlandeseNokia.

da www.wikipedia.org

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categoria:invenzioni, curiosità
mercoledì, 29 ottobre 2008

Con l'espressione architettura di von Neumann (o macchina di von Neumann) ci si riferisce a uno schema di progettazione di calcolatori elettronici che prende nome dal matematico John von Neumann e che fu sviluppato per il sistema IAS machine e dell'Institute for Advanced Study.

Lo schema si basa su cinque componenti fondamentali:

  1. CPU o unità di lavoro che si divide a sua volta in
    1. Unità operativa, nella quale uno dei sottosistemi più rilevanti è l'ALU (Arithmetic Logic Unit)
    2. Unità di controllo
  2. Unità di memoria, intesa come memoria di lavoro o memoria principale (RAM, Random Access Memory)
  3. Unità di input, tramite la quale i dati vengono inseriti nel calcolatore per essere elaborati
  4. Unità di output, necessaria affinché i dati elaborati possano essere restituiti all'operatore
  5. Bus, un canale che collega tutti i componenti fra loro

L'immagine “http://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/8/86/Schema_macchina_von_neumann.png” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.All'interno dell'ALU è presente un registro detto accumulatore, che fa da buffer tra input e output grazie a una speciale istruzione che carica una parola dalla memoria all'accumulatore e viceversa.

È importante sottolineare che tale architettura, a differenza di altre, si distingue per la caratteristica di immagazzinare all' interno dell' unità di memoria, sia i dati dei programmi in esecuzione che il codice di questi ultimi.

Bisogna comunque precisare che questa è una schematizzazione molto sintetica, sebbene molto potente: basti pensare che i computer di uso comune sono progettati secondo l'architettura Von Neumann (ciò non è necessariamente vero, ad esempio, per un mainframe aziendale).
Inoltre, quando si parla di unità di memoria si intende la memoria principale, mentre le memorie di massa
Il motivo di ciò è innanzitutto storico, in quanto negli anni Quaranta, epoca a cui risale questa architettura, la tecnologia non lasciava neanche presupporre dispositivi come hard disk, CD-ROM, DVD-ROM o anche solo nastri magnetici, ma anche tecnico, se si considera che in effetti i dati da elaborare devono comunque essere caricati in RAM, siano essi provenienti da tastiera o da hard-disk.

da www.wikipedia.org


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categoria:informatica, invenzioni, curiosità
martedì, 28 ottobre 2008
La Storia
I raggi X furono scoperti,quasi per caso, dal tedesco Roentgen (premio Nobel per la Fisica nel 1901), una sera del Novembre 1895.
Roentgen era intento a studiare i fenomeni associati al passaggio di corrente elettrica attraverso gas a pressione bassa.Stava lavorando in una stanza oscura ed aveva avvolto il tubo di scarica in uno spesso foglio di cartone nero per eliminare interamente la luce, quando un foglio di carta ricoperto da un lato da una sostanza fosforescente, che si trovava su un tavolo vicino, divenne fluorescente.
Lui si spiegò il fenomeno come dovuto all'emissione, dal tubo di scarica, di raggi invisibili che eccitavano la fluorescenza.
Da quel momento si iniziò a parlare di raggi Roentgen che poi divennero raggi X (chiamati così dallo stesso Roentgen per indicare che si trattava di una radiazione "X", sconosciuta).

Impiego Attuale
Comune è l’impiego dei raggi X nella radiografia e nella tomografia (TAC) moderne. Quando un fascio di radiazioni X passa attraverso l'oggetto da esaminare, viene assorbito (o meglio attenuato) in modo esponenziale in funzione dello spessore e della densità della materia penetrata. Così,i raggi X passanti e attenuati impressionano una lastra fotografica posta dietro appena l'oggetto da esaminare.

Sviluppo Futuro
Alcuni ricercatori dell'Università della California hanno scoperto e pubblicato sulla rivista Nature un modo semplice ed incredibilmente economico per generare i raggi X: occorre solo srotolare del nastro adesivo nel vuoto.
Se questa scoperta fosse davvero confermata, come sembra,per fare una radiografia non serviranno più apparecchi ingombranti, costosi e pericolosi (si tratta comunque di radiazioni assorbite): basterà solo un rotolo di nastro adesivo.
Ma vediamo in dettaglio l'esperimento
Gli scienziati sono arrivati alla conclusione che srotolare dello scotch alla velocità di 1,18 pollici (quasi 3 centimetri) al secondo, in un contenitore in cui sia stato fatto il vuoto, produce delle radiazioni.
I ricercatori sono riusciti a ottenere con tale sistema addirittura la radiografia di un pollice e già stanno progettandi la realizzazione di una macchina a raggi X con tale semplice tecnologia che soppianterebbe in toto i macchinari enormi attualmente utilizzati.
Anche i rischi sarebbero praticamente azzerati: le radiazioni sarebbero generate solo se prima viene fatto il vuoto e solo se il nastro viene srotolato.Si tratta di apparecchi,quindi, completamente sicuri, da spenti.

da http://seriomanontroppo.it
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categoria:scienza, invenzioni, curiosità
domenica, 26 ottobre 2008






da www.thepolloweb.blogspot.com

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categoria:
domenica, 26 ottobre 2008

Un Paese fermo, consegnato all'immobilità: ecco come appare oggi l'Italia. Non già nella cronaca convulsa del giorno per giorno, nell'agitazione della lotta politica, nei movimenti sempre imprevedibili di una società composita, frammentata e priva di inquadramenti istituzionali forti. Ma un Paese fermo perché anche nelle sue élites prigioniero dei luoghi comuni, incapace di pensare e di fare cose nuove in modo nuovo, di sciogliere i nodi che da tanto tempo ostacolano il suo cammino.

Da trent'anni ci portiamo sulle spalle un debito pubblico smisurato che non riusciamo a diminuire neppure di tanto. Da decenni dobbiamo riformare la scuola, la Rai, la sanità, le pensioni, la magistratura, la legge sulla cittadinanza, e siamo sempre lì a discutere come farlo. Da decenni dobbiamo costruire la Pedemontana, le prigioni che mancano, il sistema degli acquedotti che fa acqua, il ponte sullo Stretto, le metropolitane nelle città, la Salerno- Reggio Calabria, la Tav del corridoio 5, e non so più cos'altro. Ma non lo facciamo o lo facciamo con una lentezza esasperante. Nel tempo che gli altri cambiano il volto di una città, costruiscono una biblioteca gigantesca, un museo straordinario, noi sì e no mettiamo a punto un progetto di massima sul quale avviare discussioni senza fine.

Perché in Italia le cose vanno così? I motivi sono mille ma alla fine sono tutti riconducibili a una sensazione precisa: siamo una società prigioniera del passato. Con lo sguardo perennemente rivolto all'indietro, che ama crogiolarsi sempre negli stessi discorsi, nelle stesse contrapposizioni, nelle stesse dispute, assistere sempre allo spettacolo degli stessi gesti e degli stessi attori. Da noi il passato non diviene mai inutile o inutilizzabile. Non si butta via mai niente. Ogni cosa è potenzialmente per sempre: ogni ruolo, ogni carica è a vita, e pure se siamo reduci da qualcosa lo siamo comunque in servizio permanente effettivo. In un'atmosfera di soffocante ripetitività siamo sempre spinti a conservare o a replicare tutto: idee, appuntamenti stagionali, parole d'ordine, comizi, titoli di giornali.
Ci domina una sorta di freudiana ritenzione anale infantile: paurosi di abbandonarci alla libertà creativa e innovativa dell'età adulta, a staccarci dalla comodità del già noto, solo noi, nella nostra vita pubblica, abbiamo inventato la figura oracolare e un po' ridicola del «padre della patria» con obbligo di universale reverenza. È, il nostro, l'immobilismo di un Paese abbarbicato a ciò che ha vissuto perché non riesce a credere più nel proprio futuro, di un Paese che sotto la vernice di un'eterna propensione alla rissa in realtà fugge come la peste ogni rottura e conflitto veri, e desidera solo continuità. Che come un vecchio Narciso incartapecorito anela solo a rispecchiarsi nel già visto.

Un Paese, come c'informa La Stampa di qualche giorno fa, dove Guido Viale, antico giovane di un remoto «anno dei portenti », si compiace — invece di averne orrore — che oggi «le occupazioni delle scuole si fanno assieme ai genitori», e che «questi ragazzi lottano accanto ai professori e ai presidi». Già, «accanto ai professori e ai presidi»: che lotte devono essere! E comunque è con queste, buono a sapersi, che l'Italia si allena ai duri cimenti dell'avvenire.

di Ernesto Galli della Loggia

da www.corriere.it

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categoria:italia, dibattito
sabato, 25 ottobre 2008
Gia' nel 1784 l'inventore del parafulmine Benjamin Franklin pubblico' un'idea sul quotidiano francese Journal de Paris. Le riflessioni di Franklin si basavano sulla volonta' di risparmiare energia ma non trovarono seguito.
Oltre un secolo dopo (nel 1907), l'idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovo' seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna in quanto in tempo di guerra il risparmio energetico era una priorita'.
In Italia l'ora legale e' stata adottata per la prima volta nel 1916 fino al 1920. Da allora fu abolita e ripristinata diverse volte tra il 1940 e il 1948.
Tuttavia, dal 1966 (in periodo di crisi energetica) e' stata utilizzata con continuita', pur con modalita' varianti negli anni: dal 1966 al 1980 venne stabilito che l'ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre; dal 1981 al 1995, invece, si stabili' di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre.
Il regime definitivo e' entrato in vigore nel 1996, quando si stabili' di prolungarne ulteriormente la durata dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre.
Nel mondo l'ora legale non segue sempre le stesse regole, e talvolta non e' neppure utilizzata.
Nell'emisfero australe, l'ora legale segue ovviamente un calendario invertito rispetto all'Europa e al Nord America: in Australia - negli Stati che l'adottano - e' in vigore dalla fine di ottobre alla fine di marzo, mentre in Brasile si va da novembre a febbraio.
In Africa e' scarsamente usata, cosi' come in Asia, dove si usa nelle Repubbliche dell'ex Unione Sovietica, ma non in molti stati in quanto i calendari non sono omogenei.

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categoria:invenzioni, curiosità
giovedì, 23 ottobre 2008
501 foto, disegni e messaggi sono stati inviati il 10 ottobre dall'Ucraina verso Gliese 581C, un pianeta distante 20 anni luce da noi, per mezzo di un radiotelescopio utilizzato solitamente per seguire le traiettorie degli asteroidi. Il pianeta , che se tutto va bene dovrebbe ricevere i messaggi nel 2029, è stato scelto in quanto si pensa, in base alle sue caratteristiche, possa ospitare la vita.
Qualsiasi risposta ai messaggi, raccolti con una gara, "Un messaggio dalla Terra", lanciata da un network chiamato Bebo, non raggiungerà la Terra prima di 40 anni. Alla gara hanno partecipato 12 milioni di utenti che sono stati invitati a scrivere messaggi su argomenti vari che hanno toccato l'ambiente, la politica, e persino la sfera personale come le relazioni familiari e il primo bacio.
I 500 messaggi selezionati, convertiti in linguaggio binario, viaggeranno nello spazio per 123 trilioni di chilometri dopo essere stati "sparati" da Evpatoria una località dell'Ucraina, via onde radio altamente energetiche, dal radiotelescopio RT-70 dell'Agenzia Spaziale nazionale.
Il "pacchetto" di messaggi, secondo Oli Madgett, direttore scientifico della missione, ha superato la Luna dopo 1.7 secondi, Marte in quattro minuti e ha lasciato da poche ore il Sistema Solare. La speranza degli organizzatori è che questo "carico utile" altamente tecnologico possa raggiungere il pianeta come previsto all'inizio del 2029.
Secondo Seth Shostak, astronomo del programma SETI, Search for Extra Terrestrial Intelligence Institute, California, se c'è qualcuno su quel pianeta che riceverà i segnali inviati, saprà, almeno, che da qualche parte,in direzione di quel sistema di stelle, esiste un pianeta che ospita forme di vita intelligenti.

MANDA IN ORBITA IL TUO NOME
Se vi piace l’idea, anche voi potete inviare il vostro nome attraverso questo link al sito della NASA:
http://polls.nasa.gov/utilities/sendtospace/jsp/sendName.jsp
inserite anche un vostro indirizzo e-mail, il vostro stato e i codici di controllo presenti nel box in basso

Verrete subito indirizzati sulla pagina contenente il vostro certificato personale,
che potete anche scaricare in formato PDF.
Riceverete inoltre una e-mail con il link che punta sul vostro certificato.

da http://gabry58.spaces.live.com
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categoria:scienza, spazio, curiosità, nasa
lunedì, 20 ottobre 2008

Aveva fatto causa a Dio, responsabile, a suo dire, di aver diffuso paura e terrore in tutto il mondo. Ma il procedimento giudiziario non avrà alcun seguito: un giudice del Nebraska lo ha infatti respinto, perché Dio non ha alcun indirizzo al quale poter notificare l'avvio della causa. Si chiude così la vicenda che vede protagonista lo storico senatore democratico del Nebraska, Ernie Chambers, che, il 14 settembre dello scorso anno, aveva depositato la sua provocatoria causa in una corte del Nebraska.
Secondo il documento redatto dal senatore 71enne (definito da molti "l'uomo di colore più arrabbiato di tutto lo Stato"), Dio e tutti i suoi seguaci, sarebbero responsabili "delle continue minacce terroristiche, con conseguenti danni per milioni e milioni di persone in tutto il mondo". Minacce la cui credibilità è avallata, secondo Chambers, "dalla storia personale di Dio".
Nel documento gli si attribuisce anche la responsabilità di "terremoti, uragani, guerre e nascite di bimbi con malformazioni". Ancora: Dio è accusato di aver "distribuito, in forma scritta, documenti che servono a trasmettere paura, ansia, terrore e incertezza, al fine di ottenere obbedienza" da parte degli uomini.
Chambers ha spiegato di aver avviato questo procedimento per dimostrare che "tutti possono avere accesso a una corte, indipendentemente dal fatto se siano ricchi o poveri" e per sottolineare che "ognuno può essere citato in giudizio". Il suo obiettivo era di ottenere dai giudici una diffida, in cui si sarebbe dovuto sollecitare Dio a interrompere ogni genere di "minaccia" sul mondo.

La causa, comunque, non avrà alcun seguito, perché "non è stato possibile reperire un indirizzo ufficiale di Dio". Il giudice Marlon Polk si è appellato a una legge del Nebraska, secondo la quale chi avvia un procedimento giudiziario deve avere l'indirizzo della persona chiamata a difendersi in aula.
Chambers non si dà per vinto, e anzi si è detto soddisfatto della decisione del giudice. "La corte - ha dichiarato - ha ammesso l'esistenza di Dio. La conseguenza di questa decisione è che viene riconosciuta l'onniscienza di Dio. Quindi, se è vero che sa tutto, deve anche essere a conoscenza di questa causa". Il senatore, che è in carica da 38 anni, ha adesso 30 giorni di tempo per decidere se fare appello.

da www.repubblica.it

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categoria:curiosità
giovedì, 16 ottobre 2008

Simo Hayha venne soprannominato “La morte bianca” dalle truppe sovietiche. Era un cecchino finlandese, impegnato tra il 1939 e il 1940 nella Guerra d’ Inverno tra l’ Unione Sovietica e la Finlandia.
In quel periodo, a delle temperature che oscillavano tra i -20 e i -40 gradi, Simo Hayha condusse la sua personale carneficina contro i soldati dell’ Armata Rossa. Col suo fedele M28, detto anche il fucile “Pystykorva”, nascosto da una tuta mimetica bianca uccise una media di 5 persone al giorno. La cosa più impressionante è che un giorno, in Finlandia, in quel periodo ammontava a 5 ore di luce.

Un morto l’ ora. Per un totale di 505 morti ufficializzate, 542 se si contano anche quelle non ufficialmente riconosciute. 740 se si considerano anche quelle non di cecchinaggio, con la mitragliatrice KP - 31.

Vengo al punto: in guerra si uccide perchè altrimenti verremmo uccisi. Ma un cecchino no, lui non si trova in mezzo alla bolgia.
Un cecchino non è solo colui che preme un grilletto. Un cecchino è colui che osserva la sua vittima, la guarda in faccia consapevole del fatto che quelli saranno i suoi ultimi istanti di vita. Colui che si sforza di trovare una ragione per vederla morire, che si autoconvince di possedere l’ autorità per farlo.


 

da www.thepolloweb.blogspot.com

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categoria:curiosità, storia nera
martedì, 14 ottobre 2008

L’invenzione della matita e della sua industrializzazione è argomento molto ricco ed interessante, come curioso è tutto il movimento di collezionisti che gira intorno a questo importante, quanto semplice, oggetto di tutti i giorni.

La matita è oggi senza alcun dubbio lo strumento più comune per scrivere e disegnare, ma non è il più antico. Furono infatti i sumeri alla fine del quarto millennio A.C. a inventare la più antica forma di scrittura conosciuta: la scrittura cuneiforme.
scrittura cuneiformeI sumeri e gli assiro-babilonesi utilizzavano un semplice strumento metallico per incidere solitamente tavolette in argilla (prima che seccasse) o anche in pietra. Uno strumento simile era utilizzato anche dagli antichi Romani per graffiare il papiro: ero lo stilo, il nonno della moderna matita.

La matita è invenzione relativamente recente: la grafite che ne è la base fu infatti scoperta solo nel 1564.
Dopo una fortissima tempesta fu scoperto un enorme giacimento di grafite pura in Borrowdale, in Inghilterra. Era il 10 settembre, data che è considerata il compleanno della matita.

I pastori del luogo si accorsero subito che questo nuovo misterioso minerale naturale poteva essere molto utile: cominciarono ad utilizzarlo per marchiare le loro pecore e successivamente in pezzi più minuti avvolti in lembi di tessuto o di lana per scrivere.

In poco tempo la grafite diventò molto famosa tra chi necessitava di un materiale con cui scrivere o disegnare e si cominciò ad inserirla tra i materiali più disparati per avere un supporto più stabile che consentisse anche di non sporcarsi le mani. La grafite pura è infatti un minerale molto morbido e che lascia una impronta molto decisa anche al minimo contatto.

Furono gli italiani i primi a pensare ad un contenitore in legno: Simonio e Lyndiana Bernacotti realizzarono dei progetti per la realizzazione di matite attraverso la creazione di fori in un’anima ovale di ginepro abbastanza compatta, in cui veniva poi inserita e incollata un’anima di grafite.

Poco dopo, nel 1762 a Nuremberg, in Germania, ebbe inizio la prima produzione industriale di matite. La fabbrica Faber, dal cognome del suo fondatore, ideò un processo industriale che inserisce, tra due fogli di legno di cedro poi incollati, una anima di grafite, detta poi mina. Era nata la matita moderna.

Nel 1795 Nicholas Jacques Conte, uno scienziato francese, inventò il procedimento di mescolare alla grafite pura anche dell’argilla per ottenere mine più “dure”: è infatti in base alla quantità di argilla contenuta nella mina che le matite sono più o meno dure e lasciano quindi segni più o meno evidenti. Le diverse quantità di argilla vennero studiate e inventate dall’austriaco Joseph Hardtmuth della Koh-I-Noor e sono a tutt’oggi in uso.

L’argilla era mescolata alla polvere di grafite, modellata nella forma giusta e poi fatta passare in fornace prima di essere inserita nell’adeguato astuccio di legno.

Ma come sono costruite esattamente le matite?

Costruzione di una MatitaL’immagine a sinistra illustra i vari procedimenti che vengono eseguiti in fabbrica per la costruzione industriale delle matite.

Si parte da un blocco di cedro (1) che viene poi tagliato in assi (2). Le assi di cedro vengono poi tinte (3) e vengono praticate delle incisioni (4).
In queste incisioni vengono inserite le mine (5) e viene incollata una nuova asse sopra alla precedente (6).
Il sandwitch che si ottiene viene fatto passare in un tornio (7) che divide le singole matite (8) e da la forma definitiva (esagonale, tonda, quadrata, ecc.).
Successivamente le matite vengono colorate e rifinite (9 e 10). Eventualmente viene anche inserito un supporto in ferro per la gomma (11) e la gomma stessa (12).

Hyman L. Lipman di Filadelfia ha brevettato la prima matita con gomma nel 1858. Il particolare anello di metallo che collega la gomma alla matita si chiama puntale.

Le prime matite prodotte industrialmente non venivano colorate in modo da mostrare la qualità del legno utilizzato, particolare al tempo molto ricercato e tenuto in grande considerazione da chi doveva acquistare una nuova matita.

Verso il 1890 si cominciò a colorare le matite e ad imprimere i marchi e i nomi delle aziende produttrici, fu uno delle prime forme di immagine coordinata applicata al prodotto.

Matite

I produttori americani usavano al tempo grafite cinese. Quella cinese era infatti considerata la migliore al mondo e quindi gli americani cominciarono a dipingere le loro matite di giallo.
In Cina il giallo è infatti un colore associato al rispetto e alla nobiltà, i produttori americani utilizzavano il giallo proprio per esprimere questa nobiltà e superiorità delle loro matite con grafite cinese.

Ancora oggi negli Stati Uniti (e non solo) il 75% delle matite sono gialle: la tradizione e la consuetudine sono rimaste anche se non viene quasi più utilizzata grafite cinese per le matite.

Le prime matite americane erano realizzate con Cedro dell’est, proveniente dal Tennessee e da altri stati del sud-est degli Stati Uniti, era un legno molto forte e resistente. Nel 1900 però i produttori di matite necessitavano di sempre più riserve di legno per la loro produzione e lo andarono a scovare dall’altra parte degli Stati Uniti, in California.
Il Cedro Californiano si rivelò un legno ancora migliore per la produzione di matite ed è ancora oggi il legno più utilizzato a livello mondiale.

La storia della matita è comunque alquanto complicata e nelle mie ricerche ho trovato varie versioni su chi ha inventato cosa, ho cercato di riportare in questo articolo un riassunto il più veritiero possibile.

Ma comunque sia tutta questi complicati procedimenti ed invenzioni hanno portato fino ai giorni nostri uno degli oggetti più utilizzati e prodotti in assoluto: la matita. Ogni anno vengono prodotte miliardi di matite in tutto il mondo da centinaia di diverse fabbriche, ognuna delle quali ha storia e modelli diversi: diverse matite quindi.. migliaia, milioni di diversi modelli di matita.

Matite

Tutta questa diversità e storia non poteva non fare nascere un movimento attivissimo di collezionisti di matite.

Su internet sono presenti vari siti che parlano di collezionismo di matite, con migliaia di foto accuratamente catalogate per marca, modello, uso.. insomma un universo di matite vero e proprio, dalle più antiche e rare, alle più comuni. Da quelle destinate ad usi professionali (da carpentiere, da bozzetto, ecc) a quelle più strane e assurde prodotte per scopi professionali.

da www.thepolloweb.blogspot.com

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categoria:invenzioni, curiosità, grandi persone
lunedì, 13 ottobre 2008

IL DENARO
può comprare una casa, ma non una famiglia;
può comprare un letto ma non il sonno;
può comprare un orologio ma non il tempo;
può comprare un libro ma non la conoscenza;
può comprare una posizione ma non il rispetto;
può pagare il medico, ma non la salute;
può comprare perfino il sangue, ma non la vita;
può comprare il sesso ma non l'amore.

da www.thepolloweb.blogspot.com

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categoria:curiosità
domenica, 12 ottobre 2008

Pensavate che fosse possibile osservare nei musei sola ossa di dinosauro?! Per egoismo o per scopi scientifici, invece, l'uomo si è permesso di conservare anche dell'altro. Buona lettura

GAMBA DI SICKLE

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Il generale Dan Sickle dell'Unione perse la sua gamba in seguito ad una cannonata nella battaglia di Gettysburg durante la guerra di secessione americana. La sua gamba fu colpita da una palla di cannone e la stessa fu amputata poco dopo. La gamba e la palla sono conservate al Museo Nazionale della Sanità e della medicina negli USA.

CERVELLI DI BROCA

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Paul Pierre Broca è stato un antropologo, neurologo e chirurgo francese. I suoi interessi sulla craniometria, lo portarono a fare studi e scoperte eclatanti, tanto che ancora oggi si parla di afasia di Broca per indicare quell'afasia determinata dalla lesione dell'area (detta area di Broca) della circonvoluzione frontale inferiore dell'emisfero sinistro. Nel 1861, grazie ad una autopsia svolta su un suo paziente, che da vivo aveva mostrato segni di inabilità a parlare, Broca scoprì la presenza di una lesione nell'emisfero cerebrale sinistro, originata dalla sifilide, e proprio a questo danno addebitò la difficoltà ad esprimersi del paziente. Ancora oggi i cervelli di alcuni pazienti analizzati da Broca, vengono esposti nei musei della scienza francesi.


VERTEBRA DI RIZAL

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José Rizal è stato un medico, scrittore e poeta lirico, didatta, pittore, scultore, agricoltore filippino. Come Gandhi, Rizal ha sempre creduto in mezzi pacifici per la riforma, che era ciò che voleva per il suo paese. E' ora un eroe nazionale. Circa 17 anni dopo la sua morte il suo corpo è stato riesumato trasportato a Manila e durante il trasporto una sola vertebra è stata racchiusa in un reliquiario di vetro per per essere esposto presso il museo Rizal a Fort Santiago. Presumibilmente è stato l'unico osso colpito in pieno durante la fucilazione dei filippini collaborazionisti inquadrati nell’esercito spagnolo.

BRACCIO DI SAN BONAVENTURA
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Il santo braccio della scrittura a mano di San Bonaventura (religioso, filosofo e teologo italiano autore della famosa ' L'itinerario della mente verso Dio') è stato incassato in un braccio d'argento a forma di reliquiario che ora risiede nella sua città natale (Bagnoregio-VT) nella chiesa parrocchiale di San Nicola.

CAPELLI DI G.WASHINGTON

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Il vero padre della nazione americana : George Washington. Alcuni suoi parenti chiesero di conservare una ciocca dei suoi capelli in ricordo del grande uomo che fu. Così nel 1850 la ciocca dei capelli fu racchiusa in un medaglione d'oro,ed è stata donata più tardi al Maine Historical Society dove è conservata.

DITO DI GALILEO

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Galileo Galilei è stato dichiarato uno dei padri della "scienza moderna" e della "fisica moderna." Fu arrestato da parte della Inquisizione durante il suo ultimo anno di vita a causa della sua convinzione che il sole era il centro del cosmo, e non la Terra. Quando morì il suo dito fu prelevato da Francesco Gori nel 1737 ed ora è in mostra al Museo di Storia del Scienza in Italia.

CERVELLO DI EINSTEIN

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Albert Einstein non ha bisogno di presentazioni. La mattina del 18 aprile 1955, poche ore dopo la morte del più grande e stupefacente scienziato di tutti i tempi, il patologo Thomas Stoltz Harvey dell’ospedale di Princeton ebbe la felice idea di “rubare” il suo cervello.Nelle ore successive indisse una conferenza stampa in cui dichiarò che la preziosa reliquia sarebbe stata conservata da lui per carpire i segreti di cotanta genialità.
Per diversi anni però cervello e ladro scomparvero dalla scena fino a riapparire in tempi recentissimi.
Da quel momento sono stati diversi gli studi condotti sulla materia grigia più famosa del mondo, ma nessuno è giunto a conclusioni significative.


da www.seriomanontroppo.it

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categoria:curiosità, grandi persone
sabato, 11 ottobre 2008

Questo simpatico giochino permette di verificare il senso della misura nella geometria. Provatelo, è interessante!

http://woodgears.ca/eyeball/

 

Il mio miglior punteggio è 11.30, fatemi sapere il vostro!

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categoria:matematica, curiosità
sabato, 11 ottobre 2008

I premi Ig Nobel sono assegnati ogni anno, alla vigilia dei veri premi Nobel, dalla rivista Annals of Improbable Research.
Questi i dieci premi assegnati:

Alimentazione - A Massimiliano Zampini e Charles Spence per aver dimostrato che il cibo ha un sapore migliore quando suona meglio.
Lo studio, in particolare, ha dimostrato che le patatine fritte sembrano più buone perchè masticandole fanno rumore.

Pace - Al Comitato etico della federazione svizzera per la biotecnologia non umana e ai cittadini della Svizzera per l'approvazione del principio legale che i vegetali hanno dignità.

Archeologia - A Astolfo Gomes de Mello Araujo e Josè Carlos Marcelino per aver dimostrato che gli armadilli sono in grado di inerpicarsi su uno scavo archeologico.

Biologia - A Marie-Christine Cadiergues, Christel Joubert e Michel Franc per aver scoperto che le pulci che vivono su un cane possono saltare in alto più di quelle che vivono su un gatto.

Medicina - A Dan Ariely per aver dimostrato che i farmaci falsi di costo elevato sono più efficaci dei farmaci falsi poco costosi.

Scienza cognitiva - A Toshiyuki Nakagaki, Hiroyasu Yamada, Rio Kobayashi, Atsushi Tero, Akio Ishiguro e Agotha Toth per aver scoperto che i tasselli di fango possono saldare i puzzle.

Economia - A Geoffrey Miller, Joshua Tyber e Brent Jordan per aver scoperto che il ciclo mestruale delle danzatrici di lap-dance condiziona i loro guadagni in mance.

Fisica - A Dorian Raymer e Douglas Smith per aver provato che i mucchi di spaghi o di capelli si aggrovigliano inevitabilmente.

Chimica - A Sheree Umpierre, Joseph Hill e Deborah Anderson per aver scoperto che la Coca Cola è un efficace spermicida e a C.Y.
Hong, C.C. Shieh, P. Wu e B.N. Chiang per aver dimostrato che non è vero.

Letteratura - A David Sims per il suo studio "Voi bastardi: una esplorazione narrativa della pratica dell'indignazione nelle organizzazioni".

da www.ilrolla.blogspot.com

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categoria:invenzioni, curiosità
mercoledì, 08 ottobre 2008

evoluzione 280

Ne avevamo avuto il sospetto guidando nel traffico cittadino o guardando un talk show televisivo: l'evoluzione umana si è fermata.
Ma il punto non è che l'attuale homo sapiens sia il culmine ormai insuperabile della Creazione.
Il fatto è che ci si riproduce a un'età media troppo bassa per favorire le mutazioni necessarie, come riporta il quotidiano britannico The Times.

Come spiega il genetista Steve Jones, il numero di divisioni cellulari - e quindi di probabilità di introdurre un errore "utile" di replicazione del dna - nei maschi aumenta con l'età: se un padre di 35 anni conta circa 300 divisioni cellulari tra lo sperma da cui ha avuto origine e quello che ha trasmesso, per un cinquantenne la cifra supera il migliaio.
Insomma, bisogna fare figli più tardi, indicazione in controtendenza rispetto alle diffuse lamentazioni su calo delle nascite e genitori-nonni.

Un secondo fattore è l'indebolimento della selezione naturale: se nelle epoche passate metà dei bambini moriva prima dei vent'anni, oggi in Occidente la percentuale di sopravvissuti supera il 98%;
infine, la popolazione umana - grazie all'agricoltura - è 10mila volte superiore a quanto dovrebbe essere,  "tutte le popolazioni stanno diventando collegate globalmente e l'opportunità di una mutazione accidentale sta diminuendo: la Storia si fa a letto, ma oggi i letti sono sempre più vicini, ci stiamo mischiando in una massa globale", conclude il ricercatore.

da www.notizie.alice.it

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categoria:scienza, curiosità
martedì, 07 ottobre 2008

Anno 2106, fuga dalla Terra. Non è il titolo di un film di fantascienza, bensì la profezia di Stephen Hawking, il grande astrofisico, autore del best-seller «Dal big bang ai buchi neri» e di innumerevoli studi sull' universo. Interpellato in una conferenza stampa sulla data in cui gli esseri umani potrebbero risiedere su un altro pianeta, lo scienziato britannico ha risposto che «tra vent' anni potremmo avere una base permanente sulla Luna e tra quaranta su Marte». Ma poi ha osservato che, per svariate ragioni, la Luna e Marte non sono adatti a ospitare qualcosa di più di minuscoli avamposti di umani: «Non troveremo niente di bello come la Terra, a meno che non andiamo a cercare in un altro sistema solare. Del resto, se vogliamo garantire la sopravvivenza della nostra specie, dovremo allargare la conquista dello spazio. La vita sul nostro pianeta è sempre più a rischio di estinguersi a causa di disastri naturali, surriscaldamento globale, guerre nucleari, virus geneticamente modificati o altri pericoli». Ce la faremmo a traslocare, in caso di bisogno, su un altro pianeta? Secondo Hawking sì, a una condizione: «Se riusciamo a evitare di sterminarci gli uni con gli altri nei prossimi cent' anni». In altre parole: nel giro di un secolo, avremo i primi avamposti (Luna e Marte) e probabilmente anche la tecnologia necessaria per erigere colonie spaziali su larga scala. Per cui, se intorno al 2106 un disastro minacciasse la sopravvivenza sulla terra, i terrestri potrebbero fuggire altrove. Già, ma dove esattamente? Il Guardian ha stilato una lista, chiedendo ai suoi esperti di valutare i pro e contro. La Luna, per esempio, ha il vantaggio di essere a soli tre giorni di distanza dalla Terra e di offrire una vista favolosa del nostro pianeta: ma ha un panorama piuttosto deprimente, nel lungo termine la mancanza di gravità distruggerebbe muscoli e ossa dei «coloni» terrestri e comunque non è abbastanza grande da ospitarli tutti. Marte è un po' meglio, ha il 40 per cento di gravità della Terra, un qualche tipo di atmosfera, acqua ghiacciata ai poli e probabilmente sotto terra: ma non è facile atterrarvi e occorrono sei mesi per raggiungerlo. Su Venere, per dirne una, fa troppo caldo: a 450 gradi centigradi di temperatura si scioglierebbe anche l' acciaio. Mercurio è troppo freddo ai poli e troppo caldo sul lato che guarda il Sole. E così via. L' unica soluzione, come dice Hawking, sarebbe trovare una replica della Terra in un altro sistema solare: un pianeta grande circa come il nostro, quindi con una simile forza di gravità e alla distanza giusta dalla stella che lo riscalda. Un pianeta del genere potrebbe certamente esistere, ma sulla Terra non abbiamo ancora telescopi abbastanza potenti per localizzarlo. E, se esiste, sorge un problema etico: se ha gravità, ossigeno e la temperatura giusta, su quel pianeta si è sicuramente sviluppata la vita. Potrebbe, insomma, essere già abitato. Significa che, per salvarci, dovremmo appropriarci del pianeta di un' altra specie o chiedere ospitalità. In entrambi i casi, non sarebbe semplice. venere Sulla carta, è il pianeta perfetto: stesse dimensioni rispetto alla terra, non lontano da raggiungere stesse sostanze di base. Il clima, però, è proibitivo: 450 gradi la temperatura e la pressione atmosferica è 100 volte quella della terra. Non c' è ossigeno o acqua. Mercurio rappresenta la scelta più difficile. La regione più adatta ad un' eventuale colonizzazione umana è quella dei poli, con temperature accettabili e riserve d' acqua. Ma la mancanza di campo magnetico renderebbe la vita impossibile. La luna è a soli tre giorni di viaggio ricca di minerali utili a formare ossigeno e combustibili, che potrebbero creare condizioni possibili per la vita. Ma l' assenza di gravità danneggerebbe ossa e muscoli e se la terra rischia la catastrofe, non si sarebbe al sicuro così vicini. Marte dopo la Luna, il pianeta rosso è in teoria il migliore da colonizzare. E' ricco di acqua congelata e potrebbero esserci forme di vita. E' però molto lontano dalla terra, a sei mesi di viaggio, e atterrare sulla sua superficie scoscesa è molto difficile

da www.repubblica.it

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categoria:scienza, misteri, curiosità
martedì, 07 ottobre 2008
Per uno scienziato la torre di Taipei (700.000 tonnellate) potrebbe scatenare sismi
Sotto al grattacielo più alto del mondo (508 metri), che sorge a Taipei, capitale di Taiwan, sono accaduti alcuni terremoti, il più forte dei quali di magnitudo 3,8. Bisogna precisare che si tratta a tutti gli effetti di piccoli terremoti, in grado al massimo di far cadere dei soprammobili e di spaventare le persone, anche se l'epicentro si trovasse sotto uno dei fragilissimi centri storici italiani piuttosto che sotto una metropoli ultra moderna. Cheng-Horng Un, sismologo dell'Accademia Sinica di Taipei, ha analizzato il fenomeno, concludendo che esiste una correlazione certa tra tali terremoti e la costruzione del grattacielo, iniziata nel 1998 (in precedenza il livello di sismicità era molto più basso); e che il peso dell'edificio' (700.000 tonnellate) ha comportato un aumento del carico Iitostatico di almeno 4,7 bar, un valore confrontabile con i valori degli sforzi in gioco nei terremoti. I sismi sarebbero stati generati da una piccola faglia attiva cieca (ovvero una faglia che non arriva a rompere in superficie), cosa quasi scontata se si pensa che ci troviamo in una regione del globo altamente tettonizzata, e quindi con presenza diffusa di faglie a varie scale.
Inoltre, una piccola faglia è cieca per definizione: se potessimo guardare sotto certe città italiane, Bologna per esempio, troveremmo decine di tali faglie attive, e infatti i bolognesi vengono disturbati ogni tanto da terremoti piccoli e meno piccoli.
Cheng-Horng Un si è però guardato bene dal dire che tale quadro possa scatenare terremoti più catastrofici. E per due ragioni:
O l'aumento di pressione Iitostatica indotto dal grattacielo è comunque modesto in relazione alle dimensioni lineari (almeno 10 km) e alla profondità (10-15 km) tipiche di
un terremoto potenzialmente distruttivo;
f) perché non sono attesi forti terremoti nell'area di Taipei. Quest'ultima affermazione, che va owiamente considerata con attenzione (abbiamo la massima stima della giovane sismologia di Taiwan, ma le indagini in tal senso sono state sufficientemente accurate?), contiene la chiave di lettura di tutta la notizia: una cosa è generare sforzi che potrebbero poi dar luogo a un terremoto, una cosa (molto più semplice) è innescare un processo naturale a spese di sforzi già compiuti dalle forze tettoniche globali.
Questo secondo scenario, l'innesco dei terremoti osservati negli ultimi anni a causa del sovraccarico, è molto più verosimile del primo. L’uomo è certamente responsabile dell'estinzione di molte specie animali e di numerosi fenomeni di subsidenza e erosione accelerata, ed è sicuramente sospettabile di aver introdotto elementi di modificazione del clima. Ma, anche volendo, non sarebbe in grado di creare le condizioni per futuri terremoti.
da http://architettura-ingegneria.blogspot.com
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categoria:scienza, curiosità
domenica, 05 ottobre 2008

Questo link vi farà vedere youtube in una versione mai vista, davvero molto bello, provatelo!!

http://it.youtube.com/experiencewii

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categoria:informatica, invenzioni, curiosità
domenica, 05 ottobre 2008
 Viveva nel mare 570 milioni di anni fa, il più "vecchio" animale con le zampe a tutt'oggi noto.
Aveva un corpo lungo circa un centimetro e un numero imprecisato, ma sicuramente numeroso, di zampe, piuttosto lunghe e molto sottili, tanto da lasciare impronte simili a punte di spillo. Con questi arti si spostava sul tappeto di sedimenti soffici e compatti del mare poco profondo che si estendeva dove oggi si trova lo Stato americano del Nevada.

Un nome non lo ha ancora ricevuto, perché tutto quello che resta di questa strana creatura sono le impronte, scoperte dal gruppo di geologici dell'Università dell'Ohio coordinato da Loren Babcock e presentate per la prima volta oggi negli Stati Uniti, nel congresso della Società Geologica Americana in corso a Houston. La scoperta è tutt'altro che una semplice curiosità: l'evidenza che 570 milioni di anni fa sulla Terra vivessero animali in grado di camminare sposta infatti indietro di 30 milioni di anni il momento in cui sono comparsi sul nostro pianeta i primi animali dotati di zampe. A riscrivere la storia della vita animale sulla Terra sono due file parallele di minuscole impronte simili a puntini, ognuno del diametro di circa due millimetri.

Alla luce di questa scoperta, quindi, il primo animale con le zampe è vissuto nel periodo Ediacarano, il cui inizio è fissato a 635 milioni di anni fa, l'era geologica che precede il Cambriano, nel quale la vita sulla Terra è letteralmente esplosa, con la comparsa di numerose nuove specie. L'Ediacarano è da sempre considerato un periodo popolato da organismi estremamente semplici, come coralli o vermi, ma la scoperta delle impronte suggerisce che forse le cose non era così. Per la prima volta, osserva Babcock, "abbiamo l'evidenza che in quell'epoca è esistito un animale dotato di zampe e in grado di camminare". Babcock ha scoperto le tracce per caso, mentre studiava le rocce in una località del Nevada vicina a Goldfield.


"Arrivammo su un affioramento che risaliva all'epoca a cavallo fra Precambriano e Cambriano, così ci siano fermati a dare un'occhiata. Ci siamo seduti e abbiamo cominciato a cercare tra le rocce. Nemmeno un'ora dopo abbiamo visto le impronte". Il primo sospetto è stato che si trattasse di un animale simile a un millepiedi o comunque a un verme con piccole zampe.
I fossili più antichi finora scoperti risalgono a circa 520 milioni di anni fa e a 540 milioni di anni fa, in pieno Cambriano. Le impronte fossili del Nevada, invece, non solo appartiene al più antico animale con le zampe finora noto, ma sono la prova che animali complessi popolavano la Terra prima del Cambriano.

Adesso il gruppo di Babcock sta proseguendo le ricerche nella stessa regione in cui sono state scoperte le impronte, ma ci sono anche altre località nelle quali potrebbero trovarsi fossili antichissimi: per esempio, in passato, fossili di animali molto semplici che risalgono all'Ediacarano sono stati scoperti in Russia (nell'area del Mar Bianco), in Australia meridionale o in Namibia.

da http://repubblica.it

postato da: T3rminator alle ore 18:57 | Permalink | commenti
categoria:scienza, misteri, curiosità
venerdì, 03 ottobre 2008

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postato da: T3rminator alle ore 14:46 | Permalink | commenti (2)
categoria:matematica
giovedì, 02 ottobre 2008

In occasione del decimo compleanno Google ha deciso di tornare indietro nel tempo offrendo i risultati che comparivano nel 2001 effettuando una ricerca con bigG, potete utilizzare il motore di ricerca a questa pagina.

E' curioso vedere come molte cose siano cambiate, provate ad esempio a scrivere qualcosa di "moderno" come bittorrent, la ricerca non produce alcun risultato.

da www.geekissimo.com

postato da: T3rminator alle ore 22:32 | Permalink | commenti (1)
categoria:informatica, curiosità
mercoledì, 01 ottobre 2008

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 L'uomo la abita da centinaia di migliaia di anni, eppure non ha ancora risolto tutti i misteri che avvolgono il pianeta che chiama casa. Tra i tanti dubbi e interrogativi che devono ancora essere risolti, la prestigiosa rivista New Scientist ne seleziona sette, a suo dire i più importanti per la comprensione del nostro "bellissimo ed enigmatico mondo".
IL SONDAGGIO DI REPUBBLICA.IT
Come mai sulla terra si sono create le condizioni migliori? Il nostro pianeta, l'unico conosciuto dove c'è vita, è nato dalla stessa nuvola di gas e polvere di cui sono composti gli altri corpi del sistema solare. Mancano però tanti dettagli su come possano essersi manifestate le giuste condizioni per la comparsa della vita e la giusta distanza dal Sole non basta come risposta.
Cosa è successo durante l'Età Oscura della Terra? I primi 500 milioni di anni del pianeta, il cosiddetto "eone adeano", sono ad oggi avvolti dal mistero. Quando la giovane Terra fu investita da un corpo celeste delle dimensioni di Marte, i detriti sollevati dalla collisione hanno oscurato la luce e generato la Luna, ma "di questo periodo - dichiara la rivista scientifica - non sappiamo pressoché nient'altro".

Da dove viene la vita sulla Terra? E' uno degli interrogativi più affascinanti. Accantonata la remota possibilità che la vita sia arrivata sul pianeta attraverso un meteorite partito da chissà dove, esistono ad oggi numerose idee contrastanti che affrontano la difficoltà di trovare ed analizzare materiali risalenti ad oltre 4 miliardi di anni fa, periodo al quale si fa risalire la comparsa delle prime forme di vita.
Perché la Terra ha la tettonica a zolle? Tra tutti i pianeti conosciuti, il nostro è l'unico che presenta una divisione in placche, in continuo movimento e alla base della continua rigenerazione della crosta terrestre. Alle zolle si ricollegano fenomeni come la formazione dei pozzi petroliferi e la varietà dei minerali.
Cosa c'è al centro della terra? La risposta in realtà esiste ed è ferro. Ma New Scientist invita a non fermarsi a questo perché in realtà rimangono molti interrogativi. Il nucleo terrestre, dal diametro simile alla Luna, è composto da un involucro liquido di ferro e nichel e da un cuore solido quasi esclusivamente ferroso, ma alla nascita del pianeta la situazione era molto diversa, e proprio sul quando e perché di questa modifica, il dibattito scientifico è ancora fermo.
Perché il clima della Terra è così stabile? Un tempo la Terra non era l'unico corpo celeste ricoperto per gran parte della sua superfice da acqua (indispensabile per il mantenimento della vita) ed anche su Venere e Marte esistevano distese liquide, che sono però scomparse a causa di un clima estremamente variabile. Sul nostro pianeta invece la temperatura è rimasta pressoché stabile per almeno 4 miliardi di anni, una "fortuna" che non ha ancora trovato motivazioni certe.
Possiamo prevenire i terremoti e l'eruzione dei vulcani? La facilità di stabilire dove si verificheranno i fenomeni dovuti al movimento delle placche si scontra con la quasi impossibilità di dire esattamente quando questi accadranno. Le attuali "previsioni" si basano sul calcolo delle probabilità che parte dai terremoti registrati nei passati anni. Un sistema tutt'altro che solido e che presenta numerose lacune.

da www.thepolloweb.blogspot.com

postato da: T3rminator alle ore 21:40 | Permalink | commenti (2)
categoria:scienza, curiosità

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