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The Italian Blog

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martedì, 30 dicembre 2008
Ho creato questo video, nel quale ho inserito i principali avvenimenti del 2008. Colgo l'occasione per farvi i miei migliori auguri di un felice 2009, sperando che sia migliore di quello passato.
postato da: T3rminator alle ore 20:14 | Permalink | commenti (12)
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domenica, 28 dicembre 2008

Ho ricevuto questo premio da Desy che ringrazio. Questo è un premio destinato "ai blog che hanno dimostrato impegno nel trasmettere valori culturali, etici, letterari o personali."










Il regolamento del premio è il seguente:

  1. accettare (ma chiaramente non si è obbligati) e comunicare il regolamento visualizzando il logo del premio;
  2. linkare il blog che ti ha premiato:
  3. premiare altri 15 blog meritevoli avvisandoli del premio.

1.  Leo54
2.  Mauro Piadi
3.  The pollo web
4.  Il potere della fantasia
5.  Picnicconlefragole
6.  Lario3
7.  Seriomanontroppo
8.  Drink
9.  Webepoque
10. Slashdoc
11. Il rompi blog
12. Il rolla
13. Mirco Comico
14. Follerumba
15. Mytechnology
postato da: T3rminator alle ore 17:35 | Permalink | commenti (10)
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venerdì, 26 dicembre 2008
"Due diverse visioni del mondo si sono scontrate fin dai primordi della civiltà, da quando due tra i più antichi filosofi greci presero posizioni contrapposte in materia di tempo e mutamento: Eraclito, che sosteneva la necessità dell'eterno scorrere del tutto, e Parmenide, che pensava addirittura che il tempo e il moto non esistessero. Ben pochi pensatori, nelle epoche successive, hanno preso sul serio le idee di Parmenide; io invece sosterrò qui che l'eterno fluire eracliteo forse non è che una radicata illusione. Vi condurrò in un punto in cui il tempo finisce".

Una volta Richard Feynman disse che il tempo è ciò che accade quando non accade nient'altro. Julian Barbour non è d'accordo: se non accadesse niente, se tutto restasse immutato, anche il tempo si fermerebbe. Il tempo non è altro che cambiamento. Ciò che percepiamo di quanto accade attorno a noi è il cambiamento, non il tempo. Di fatto il tempo non esiste.

Questa è la presentazione del libro di Julian Barbour "La fine del tempo". Libro che mi appresto a leggere. Voi cosa ne pensate? Che idea avete del tempo, ci avete mai pensato?
postato da: T3rminator alle ore 23:27 | Permalink | commenti (5)
categoria:scienza, curiosità
mercoledì, 24 dicembre 2008
Ho trovato in giro per la rete, questo simpatico servizio che consente di creare una video cartolina di Natale personalizzabile con una propria foto. Colgo l'occasione per fare i migliori auguri a tutti di un felice e sereno Natale!!

Send your own ElfYourself eCards
postato da: T3rminator alle ore 11:23 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 21 dicembre 2008

aspettandoellis:
(via placidiappunti)

da www.thepolloweb.blogspot.com

postato da: T3rminator alle ore 21:51 | Permalink | commenti (6)
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domenica, 21 dicembre 2008

Fine del mondo 

Ogni tanto qualcuno dice che la fine del mondo è vicina. In realtà non è così infrequente, diciamo che quasi ogni anno qualcuno fa previsioni di sventura e di fine del mondo. Forse ci gode a dirci che non abbiamo un futuro. Per fortuna che tutti coloro che hanno fatto questo tipo di previsione si sono sbagliati ;-)

La (prossima) fine del mondo stavolta è prevista per il 21/12/2012, cioè tra esattamente quattro anni. Non sappiamo se in questi quattro anni, che sono lunghi, qualcuno prevederà altre "fini del mondo".

E' ovvio che dovesse accadere veramente, la cosa non sarebbe molto grave, perché una volta che finisce il mondo finiscono anche tutti (dico tutti) i nostri problemi.

Il problema è se invece non ci dovesse essere nessuna fine del mondo, e quindi saremo costretti a tirare avanti per chissà quanto tempo ancora!

L'ultima fine del mondo NON si è verificata lo scorso ottobre, quando l'accelleratore del CERN, il famoso (o famigerato, ormai) LHC, non ha prodotto il buco nero che avrebbe dovuto inghiottire la Terra e, forse, tutto l'Universo.

Con questa frase vi aspetto alla prossima fine del mondo... ;-)

 

da http://miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com/

postato da: T3rminator alle ore 20:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:curiosità
sabato, 20 dicembre 2008
È un progetto della Hybrid Medical Animation questo fantastico flash 3D del cuore umano in movimento. È possibile, tramite i controlli, visualizzare il flusso ematico del muscolo cardico e visualizzarlo in trasparenza. Utilissimo a fini didattici ma spettacolare per chi non è del mestiere. Nel sito della Hybrid Medical Animation oltre al cuore è possibile vedere altre fantastiche animazioni sempre sul corpo umano e più precisamente su come trattare determinate malattie con ausilio della chilurgia. Ecco i link:
da www.disinformato.ch
postato da: T3rminator alle ore 22:10 | Permalink | commenti
categoria:scienza, curiosità
mercoledì, 17 dicembre 2008
Sono storiche le discussioni tra i fan di Vasco e quelli di Liga per le presunte copie di stile da parte di Luciano. In parte è vero, ma non vedo perchè ad una persona amante della musica, come me e molti altri, non possano piacere entrambi. Sono indiscutibilmente grandi comunicatori. Oggi posto un video di una delle più belle canzoni di Ligabue, a mio parere. Si adatta perfettamente al momento un pò strano che sto vivendo...

postato da: T3rminator alle ore 21:40 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 17 dicembre 2008

108.000 Km/h

E' la velocità media a cui andiamo tutti noi, ancorati alla superficie del nostro pianeta!

La Terra ha un'orbita di  924 375 700 chilometri che percorre in un anno, che corrisponde a  31 536 000 secondi. Facendo un rapido calcolo si ottiene una velocità di circa 30 chilometri al secondo, da qui, moltiplicando per i 3600 secondi che compongono un'ora, si ottiene la fantastica velocità di 108000 chilometri orari!

da www.thepolloweb.com

postato da: T3rminator alle ore 20:43 | Permalink | commenti (1)
categoria:curiosità
sabato, 13 dicembre 2008

Il post precedente parla di Sarrus e delle sue scoperte in campo matematico e non solo. Qui vi propongo la regola di Sarrus.


Il determinante di una matrice  3\times 3

 A =
\begin{pmatrix}
a & b & c \\
d & e & f \\
g & h & i
\end{pmatrix}

è dato da

det(A) = aei + bfg + cdh − [ceg + afh + bdi].

La regola di Sarrus è un artificio che permette ricordare agevolmente questa formula. Si riscrivono le prime due colonne a destra della matrice:

 A =
\begin{pmatrix}
a & b & c &| a & b\\
d & e & f &| d & e\\
g & h & i &| g & h
\end{pmatrix}

quindi si sommano le 3 "diagonali" che partono dall'alto a sinistra (diagonali principali)

aei + bfg + cdh

e si sottraggono le 3 "diagonali" che partono dal basso (sempre a sinistra) (diagonali secondarie):

ceg + afh + bdi

e si ottiene la formula del determinante scritta sopra.

da www.wikipedia.org

postato da: T3rminator alle ore 15:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:invenzioni, curiosità
venerdì, 12 dicembre 2008

Professore presso l'Università di Strasburgo (1826-1856) e membro dell'Accademia delle Scienze di Parigi, fu autore di numerosi trattati, tra cui uno sulla soluzione di equazioni numeriche con incognite (1842), uno sugli integrali multipli e le loro condizioni di integrabilità, uno sulla determinazione delle orbite delle comete (1842).

È noto per aver scoperto una regola mnemonica, poi denominata regola di Sarrus, per calcolare il determinante di una matrice 3x3. L'espediente fornisce un metodo facilmente memorizzabile per lavorare con determinanti di matrici quadrate del terzo ordine, ma il suo limite sta nella sua non applicabilità per matrici quadrate di ordine diverso. Sarrus dimostrò anche il lemma fondamentale del calcolo delle variazioni.

I numeri di Sarrus sono pseudoprimi* di base 2.


*Un numero pseudoprimo è un numero che si comporta come un numero primo, senza essere tale. La definizione di numero pseudoprimo dipende quindi dal contesto, e da cosa si intende per "comportarsi come un numero primo".

Il più piccolo pseudoprimo (di Fermat) in base 2 è 341. Sappiamo che 341=11*31, quindi 341 non è primo, ma esso soddisfa il Piccolo teorema di Fermat, ossia (2)340 ≡ 1 (mod 341). Un numero pseudoprimo in base 3 e non in base 2 è 91, e sappiamo che 91=7*13.
I numeri pseudoprimi in base 2 si dicono numeri di Poulet o numeri di Sarro o Fermatiani.
Data una base h, vi sono infiniti pseudoprimi in quella base, ma sappiamo anche che sono molto “rarefatti” negli interi (sono infiniti, ma se si considera un qualsiasi intervallo di un milione di interi consecutivi, ne troviamo al massimo qualche centinaia).

da www.wikipedia.org


postato da: T3rminator alle ore 16:38 | Permalink | commenti (3)
categoria:invenzioni, curiosità, grandi persone
giovedì, 11 dicembre 2008
L'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stato annunciato da radio e tv anche a Kabul. Poiché nessuno dei lavoratori del centro di riabilitazione, anche i più istruiti, sapeva cosa fossero, ho chiamato un esperto a spiegare. Ora mi trovo al reparto accettazione: trenta i pazienti in attesa di essere registrati. Col numero ciascuno avrà un piano di trattamento. I più fortunati anche un impiego, qualcuno imparerà un mestiere, altri torneranno a scuola.

Per molti, ahimè, potremo fare ben poco.
Oggi però, una novità, un esercizio consigliato dall'esperto: dare ai pazienti un secondo numero. Non un voto, ma quello dell'articolo della Dichiarazione violata.

Si parte con Nik e Jakùb, vittime di mine anti-uomo: articolo 3, diritto alla sicurezza della persona. Stesso numero per Lailà, ferita dalle bombe americane durante un matrimonio. Ecco Naim, viso orientale, etnia hazarà, la più strapazzata del Paese. Dimostra quindici anni, ha un piede torto. In Europa si cura alla nascita. Ora ci vorrà un'operazione e tre mesi di gesso.

A Jalal invece il 9, l'articolo che vieta l'arresto arbitrario: ha la protesi a pezzi, rotta in carcere. Ce l'hanno messo al posto del fratello accusato di un furto per forzarlo a costituirsi. Minà ha orrende detrazioni della pelle su braccia e collo. Data in sposa per saldare una faida familiare, si è cosparsa di benzina e data fuoco.

L'esercizio si fa pensoso, ma andiamo avanti. Marùf, vecchia conoscenza, vuole la sesta protesi: 19, diritto di opinione: perché anticomunista, al tempo dei russi ha passato in carcere una vita. Là, per le botte ha perso la gamba.

5 a Wassè: accusato di furto, anni fa i Taliban gli hanno amputato mano destra e gamba sinistra. Arriva Simà, la schiena a pezzi, sorretta dai figli, dei bambini. A loro, che non vanno a scuola per mantenere la madre vedova, 26, diritto all'istruzione. Faisal, 23, diritto alla sicurezza sul lavoro ed a un equo compenso: in Iran, clandestino è caduto da un'impalcatura malferma. Paralizzato.

Su trenta pazienti sedici hanno un secondo numero. Penso ai commenti al primo articolo. Tutti d'accordo sul «nati liberi e gli uguali diritti», hanno riso per lo «spirito di fratellanza» che dovrebbe regolare le azioni fra persone. «In Afghanistan, sei fratello in casa o con quelli del clan. Devi, se non vuoi essere schiacciato. Il resto è lotta ovunque». L'entusiasmo all'arrivo degli stranieri, cacciati i Taliban, è sparito assieme al sogno di un Paese senza etnie e fazioni. «Se il primo articolo è calpestato, chi rispetterà gli altri?»

Alberto Cairo lavora al Progetto ortopedico della Croce Rossa in Afghanistan.
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categoria:dibattito, grandi persone, storia nera
mercoledì, 10 dicembre 2008

Il 2008, con tutti suoi guai economici, non vuol proprio finire. E ci farà soffrire (ma qualcuno certamente gioirà) un secondo di più. Il Naval Observatory di Washington che governa il tempo americano, ma di fatto quello del pianeta perché controlla buona parte degli orologi atomici di riferimento nel mondo, ha deciso di aggiungere alle 24 ore del 31 dicembre un altro secondo quando nella capitale degli States saranno le 18, 59 primi e 59 secondi.

«Guarderemo l'orologio, ma siamo sicuri che non succederà nulla — precisa Geoff Chester, portavoce dell'Osservatorio — sarà soltanto una celebrazione anticipata dell'anno nuovo». In Italia, per la differenza del fuso orario, l'aggiornamento sposterà di un secondo il brindisi della mezzanotte. Tenendo conto che quest'anno era anche bisestile, il 2008 è da record. L'intervento degli scienziati americani è necessario per tener conto del progressivo rallentamento della rotazione della Terra causato da fatti naturali come l'azione di marea esercitata dalla forza gravitazionale della Luna, oppure dal Sole, ma anche da grandi eventi analoghi allo tsunami in Indonesia nel dicembre 2004. È tutto normale, comunque: lo studio dei depositi mareali di circa novecento milioni di anni fa raccolti in varie parti del mondo, dallo Utah all'Indiana, dall'Alabama all'Australia, dimostrano che allora il giorno era di circa 18 ore. E quindi continuando a rallentare, fra qualche centinaio di milioni di anni il giorno sarà di addirittura di un paio di mesi. Tutto cambia inesorabilmente. Oggi, però, il tempo è diventato un riferimento importante perché ogni marchingegno elettronico ha a che fare con l'orologio: dai computer ai satelliti, ai cellulari. Ed è stata la diffusione di queste tecnologie che ha reso necessario da una parte misurare meglio il tempo e dall'altra aggiornare il suo scandire secondo i ritmi astronomici.

 

da www.thepolloweb.blogspot.com

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categoria:curiosità
domenica, 07 dicembre 2008
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categoria:vasco
sabato, 06 dicembre 2008
Liu Bolin è uno tra i più significativi artisti del Camouflage, l'arte dell'invisibilità, ecco alcune sue opere.


 Liu Bolin, Telephone booth

 Liu Bolin, No. 31 of HITC -  No.1 of full scope of democracy and carry on strictly according to the law


 Liu Bolin, Ponte di Castelvecchio

 Liu Bolin, Loggia di Fra Giocondo
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categoria:invenzioni, curiosità, grandi persone
venerdì, 05 dicembre 2008
Nell'ultimo post di  Leo54  Si parla di domande interessanti sui pensieri e sui sogni. La mia attenzione è caduta sui sogni dei non vedenti. Ma quando sognano vedono delle immagini? Ho trovato in rete una recente pubblicazione, ecco la sintesi.

I sogni dei non vedenti sono identici ai nostri: soggetti a colori e in movimento, figure umane, paesaggi naturali. È quanto hanno scoperto i ricercatori del Laboratorio del sonno della Facoltà di Medicina dell'Università di Lisbona, provando l'esistenza, nei sogni dei ciechi, degli stessi contenuti visuali di quelli dei vendenti. «Finora si riteneva che i ciechi non avessero lo stesso immaginario visuale dei vedenti durante i sogni - spiega il biofisico Helder Bértolo, responsabile dello studio -. La letteratura scientifica in materia si limita ad analisi di tipo psicologico per spiegare alcune somiglianze. La nostra ricerca, invece, grazie alla misurazione quantitativa e qualitativa dell'attività onirica, ha dimostrato che nei sogni i ciechi congeniti hanno la possibilità di visualizzare immagini senza averle mai viste. E i contenuti visuali sognati sono gli stessi dei vedenti». Un campione di 20 persone, suddiviso a metà tra ciechi dalla nascita e vedenti normali, è stato sottoposto a elettroencefalogramma (Ecg) durante il sonno per due notti consecutive. I volontari dello studio sono stati svegliati quattro volte per notte, a intervalli di un'ora e mezzo. A ogni risveglio, hanno registrato il racconto dei sogni, «generalmente avvenuti nei cinque minuti di sonno precedenti», aggiunge il ricercatore portoghese. Dall'esame comparato dei tracciati dell'Ecg durante la fase di sonno Rem, quando l'attività onirica è più intensa, sono arrivati i risultati utili alla ricerca. «Abbiamo scoperto che durante questo periodo di sonno anche nei ciechi l'onda cerebrale "alpha" si attenua - spiega Bértolo-.
L'inibizione di questo segnale è un indicatore dell'attività della corteccia visuale occipitale, la parte del cervello dove arrivano le immagini. Il comportamento dell'onda "alpha" avviene con le stesse modalità quantitative e qualitative sia nei ciechi che nei vedenti: ciò significa che durante il sonno è in corso un'attività visuale anche nei ciechi. L'attività visuale è il sogno, con gli stessi contenuti dei vedenti, ossia immagini, colori e movimenti, come risulta dalle registrazioni a ogni risveglio». Oltre al test sui tracciati Ecg, la ricerca ha utilizzato l'analisi grafica dei disegni sui sogni realizzati dai volontari al risveglio. «Prendendo ad esempio la figura umana, su 51 linee d'identificazione grafica, nei disegni dei ciechi discordava solo quella relativa alle orecchie, che apparivano più grandi per l'abitudine dei non vedenti a riconoscere una persona toccando questa parte del corpo». Ma se i ciechi congeniti sognano persone, paesaggi, nuvole, colori senza averli mai visti, da dove arrivano queste immagini? «È ancora presto per poter dare una risposta scientifica - premette il ricercatore -. Al momento esistono due ipotesi principali: le immagini dei sogni dei ciechi possono generarsi dall'integrazione di elementi dell'esperienza di vita con l'attività della corteccia visuale. Oppure, l'essere umano dispone geneticamente di una banca dati di immagini, utilizzata per preservare la specie. Questa seconda ipotesi è confermata dalle ricerche sui sogni dei feti nel grembo materno». I risultati della ricerca dell'équipe portoghese sono stati pubblicati sulla più autorevole rivista scientifica del settore, l'inglese «Cognitive brain research» (www.elsevier.com/locate/cognbrainres), e sono stati premiati all'ultimo congresso annuale della Società europea di ricerca sul sonno.
postato da: T3rminator alle ore 15:07 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 05 dicembre 2008
E' morto nel Connecticut a 82 anni Henry Gustav Molaison. Era conosciuto dai neurologi di tutto il mondo, ma solo con le sue iniziali. «H.M» è infatti considerato il più importante paziente della storia della neurologia. Henry, come ricorda il New York Times riportando la notizia, sapeva come si chiamava, sapeva che la sua famiglia veniva dalla zona di Los Angeles, era al corrente del crack del 1929 e della Seconda Guerra Mondiale. Ma dal 1953 , per ben 55 anni, ha vissuto ogni giorno come fosse «nuovo», perchè da allora non è stato più in grado di costruire memorie recenti e di accumulare esperienze. l

L'OPERAZIONE - L'episodio che ha cambiato per sempre la sua vita fu un intervento chirurgico al cervello cui si sottopose per cercare di curare attacchi epilettici che erano diventati insostenibili per frequenze e gravita Gli attacchi erano cominciati dopo una caduta in bicicletta con conseguente trauma cranico. I medici, dopo aver tentato tutte le terapie decisero di asportargli una piccola porzione di tessuto nervoso ritenuta l'origine delle «scariche» . Il problema è che in quegli anni gli specialisti non disponevano di Tac, risonanze magnetiche o altri strumento per «guardare» dentro il cervello e tantomeno sapevano della «distribuzione» delle varie funzioni nelle diverse aree cerebrali. la memoria, per esempio, era ritenuta una funzione diffusamente distribuita a tutto il cervello. Dopo l'intervento cominciarono consulti con specialisti fatti arrivare anche da oltre confine per studiare il caso. Dall'età di 27 anni «H.M». ha sostanzialmente vissuto ogni giorno come un caso clinico, e ogni giorno gli specialisti , sottoponendolo a innumerevoli test, hanno dovuto «ricominciare daccapo» insieme a lui.

DUE MEMORIE - La svolta negli studi sulla memoria stimolati dal caso «H.M» avvenne nel 1962, quando fu pubblicato uno studio che dimostrava che il paziente aveva una parte di memoria intatta. La scoperta aprì alla comprensione dell'esistenza di due tipi di memoria fondamentali: uno riferito a nomi, facce, avvenimenti e nuove esperienze che devono essere archiviate e essere recuperate cosciente, e un'altro tipo che vince viene archiviato e utilizzato in modo inconscio. Questi secondo tipo è quello che permette, per esempio, di guidare o di risalire su una bicicletta dopo molto tempo e di mettersi a pedale immediatamente senza sapere bene come mai si è ancora capaci.

COME EINSTEIN - Fu solo l'inizio. da allora il caso «H-M» è stato da stimolo diretto o indiretto a molte scoperte che hanno permesso di conoscere i meccanismi della memoria. Henry Molaison ha vissuto la sua vita nel Connecticut, prima coi genitori, poi coi familiari, infine in un'istituzione. Studiosi nell'MIT di Boston che l'hanno studiato per anni hanno ottenuto il permesso di conservare che il suo cervello, esattamente come quello di Einstein, in quanto, come nel caso dello scienziato, caso più unico che raro per la ricerca

da www.corriere.it

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martedì, 02 dicembre 2008

Edward Kasner (1878-1955) è stato un importante matematico statunitense, meglio ricordato oggi per avere reso popolare il termine googol.


Kasner studiò alla Columbia University ed ebbe come docente Cassius Jackson Keyser. Conseguì il Ph.D. nel 1899; la sua tesi era intitolata La teoria invariante del gruppo di inversione.

Intorno al 1920, per stimolare l'interesse dei bambini, Kasner cercò un nome "che suonasse bene" per un numero molto grande: 1 seguito da 100 zeri. Durante una passeggiata nelle New Jersey's Palisades con i suoi nipoti, Milton (1911-1980) ed Edwin Sirotta, Kasner chiese loro delle idee. Milton, che aveva nove anni, suggerì "googol". Il motore di ricerca Internet Google fu chiamato così con un gioco di parole sul numero googol. Kasner coniò anche il nome "googolplex" per il numero scritto come 1 seguito da un googol di zeri; gli uffici di Google sono chiamati Googleplex per questo motivo.

Nel 1940, insieme a James Roy Newman, Kasner scrisse un libro divulgativo che presentava l'intero campo della matematica intitolato Mathematics and the Imagination (La matematica e l'immaginazione). È in questo libro che la parola "googol" fu introdotta.

da www.wikipedia.org

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martedì, 02 dicembre 2008
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lunedì, 01 dicembre 2008

Oggi durante la lezione di matematica tenuta dal prof Leo54, ha parlato di Lagrange e del moltiplicatore di Lagrange appunto.Incuriosito come sempre,  ho fatto una piccola ricerca su questo personaggio dal nome francese, ma piemontese.

Joseph-Louis Lagrange, nato Giuseppe Lodovico Lagrangia o ancora Giuseppe Luigi Lagrangia o Lagrange (Torino, 25 gennaio 1736 – Parigi, 10 aprile 1813), è stato un matematico e astronomo italiano, sicuramente uno tra i maggiori e più influenti matematici del XVIII secolo. La sua più importante opera è il testo Mécanique analytique, pubblicato nel 1788.

In campo matematico Lagrange è ricordato per le sue attività in teoria dei numeri, per aver sviluppato il calcolo delle variazioni, per aver delineato i fondamenti della meccanica razionale, per i risultati nel campo delle equazioni differenziali e per essere stato uno dei pionieri della teoria dei gruppi.

Nel settore della astronomia condusse ricerche sui calcoli della librazione lunare e al moto dei pianeti.


  « Quando chiediamo un consiglio, stiamo di solito cercando un complice. »

Lagrange, la cui famiglia aveva origini francesi (il bisnonno paterno era stato ufficiale dell'esercito francese prima di trasferirsi a Torino), nacque a Torino da una famiglia tutt'altro che agiata. Lagrange era il maggiore di 11 fratelli ma di questi solo lui e un altro riuscirono ad arrivare all'età adulta. Studiò all'Università di Torino.

La sua materia preferita era il latino. Si appassionò di matematica solo dopo aver letto un testo di Edmund Halley. Venne nominato professore di "matematiche" alle Scuole teoriche di Artiglieria e Fortificazione del capoluogo piemontese all'età di appena diciannove anni. Della sua attività didattica presso la scuola resta un manoscritto delle sue lezioni intitolato Principi di analisi sublime; è invece andato disperso un trattato di maccanica. Lo stesso anno, in una corrispondenza con Eulero, espose le sue idee sul calcolo delle variazioni.

Ritratto di Lagrange

Eulero rimase impressionato dalle sue doti e nel 1759 lo fece eleggere membro dell'Accademia di Berlino.

Nel 1758 partecipò alla fondazione di una società scientifica, che si sarebbe poi trasformata nell'Accademia reale delle Scienze di Torino. I nervi risentirono forse del suo incessante lavoro e divenne ipocondriaco.

Nel 1766, su proposta di Eulero e di D'Alembert, venne chiamato da Federico II di Prussia a succedere a Eulero stesso come presidente della classe di scienze dell'Accademia di Berlino. In questo anno si sposò con Vittoria Conti. Il matrimonio fu felice. Rimase a Berlino fino alla morte del sovrano. Nel 1783 Vittoria morì. Nel 1786, su invito del re Luigi XVI di Francia, si trasferì a Parigi per entrare a far parte dell'Académie des Sciences.

Nel 1787, nonostante fosse all'apice della sua fama, venne colpito da un periodo di forte depressione. Durante la Rivoluzione francese gli fu offerto di tornare a Berlino ma egli rifiutò. In questo periodo si mosse sempre con prudenza per evitare guai politici e non finire ghigliottinato.

Nel 1792 si risposò con Adelaide Le Monnier. Divenne presidente della commissione cui era stato affidato il compito di fissare un nuovo sistema di pesi e misure, il sistema metrico decimale dal quale avrà origine l'odierno Sistema Internazionale. Dal 1797 insegnò all'École polytechnique appena fondata.

Con l'affermarsi al potere di Napoleone Bonaparte la sua posizione si consolidò: ricevette la Legion d'Onore, venne eletto al Senato di Francia e nominato conte dell'impero. Si spense nel 1813 e venne sepolto nel Pantheon.

Ci sono diverse grafie del cognome di Lagrange: da giovane si firmò "De la Grangia Tournier", "Tournier de la Grangia" e anche "Tournier".

Successivamente si trova scritto come "De la Ganja", e "la Grange". Dopo essersi trasferito a Berlino e soprattutto a Parigi (dove un'origine nobile non era vista di buon occhio) si firmò sempre "Lagrange".

Lo storico della matematica Gino Loria al fondo della p.747 della sua Storia delle matematiche (1950) scrive testualmente:

« Nel registro dei nati questo è designato così: "Lagrangia Giuseppe Lodovico"; ciò giustifica il modo di scriverne il cognome adottato in parecchie occasioni, per documentare l'italianità del soggetto. »
postato da: T3rminator alle ore 21:08 | Permalink | commenti (4)
categoria:invenzioni, curiosità, grandi persone

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