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The Italian Blog

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venerdì, 27 febbraio 2009

 E' chiamata illusione dei serpenti rotanti. L'immagine che vedete qui sotto è. garantito al 100%, un'immagine statica (una gif per essere precisi),ma se la guardate vi sembrerà che tutto si muove e che tutto è dinamico. E' solo un'illusione poichè, come verifica, potete concentrarvi bene su ogni singolo serpente (cerchio) arrotolato e capirete che tutti sono immobili, ma il vostro occhio, se visti nell'insieme, li interpreta in movimento.

Image

da www.seriomanontroppo.it

postato da: T3rminator alle ore 19:29 | Permalink | commenti (2)
categoria:curiosità
giovedì, 26 febbraio 2009

Nebulosa Helix

postato da: T3rminator alle ore 21:24 | Permalink | commenti (1)
categoria:spazio, curiosità
domenica, 22 febbraio 2009

 

L’algoritmo è un procedimento logico che permette di risolvere un problema eseguendo una serie di istruzioni in una determinata sequenza.

Il termine algoritmo viene dall’arabo e precisamente deriva dal nome di un grande matematico chiamato Abu Ja'far Muhammad ibn Musa al-Khwarizmi. A parte il nome chilometrico, questo matematico visse tra il 780 e l’850 dopo Cristo.

Per avere un esempio semplice di algoritmo pensiamo ad una ricetta di cucina. Prima di tutto vengono indicati tutti gli ingredienti, poi vengono descritti tutti i vari procedimenti per arrivare al risultato finale. I vari “passi” da eseguire devono essere seguiti secondo l’ordine indicato nella ricetta, altrimenti viene fuori un pasticcio.

L’algoritmo negli ultimi decenni è diventato soprattutto un procedimento per scrivere programmi per computer. Dal punto di vista logico esistono quattro proprietà fondamentali che tutti gli algoritmi devono rispettare:

 

postato da: T3rminator alle ore 14:51 | Permalink | commenti (2)
categoria:informatica, curiosità
lunedì, 16 febbraio 2009
postato da: T3rminator alle ore 21:50 | Permalink | commenti (5)
categoria:curiosità, grandi persone
lunedì, 16 febbraio 2009
Ho messo via delle parole per te. Ho messo via i  miei sentimenti per te. Ho messo via i miei sorrisi. Sto facendo un po' di posto per la tua partenza. Sto facendo un po' di posto per il nostro viaggio lontano..... Ho messo via.....

postato da: T3rminator alle ore 21:30 | Permalink | commenti (2)
categoria:curiosità, grandi persone
giovedì, 12 febbraio 2009
Che in Italia fossimo indietro sotto molti punti di vista è risaputo, ma non avrei mai pensato che l'Italia cercasse legislare l'intero Internet.

E invece mi sono sbagliato. Certo, ci abbiamo provato in passato: prima vietando The Pirate Bay (e poi ripensandoci), poi cercando di mandare in prigione quattro dirigenti di Google per un video caricato da un utente e prontamente rimosso da Youtube dopo una segnalazione.

Sembra che adesso l'obbiettivo Italiano sia quello di oscurare Facebook e YouTube.

Alessandro Gilioli, giornalista de L'Espresso e noto blogger, ha intervistato il senatore Gianpiero D'Alia, autore dell'emendamento che ha inserito controlli particolari per la Rete partendo dai casi specifici dei gruppi pro-mafia nati su Facebook. Nell'intervista Gilioli interroga il senatore mettendolo di fronte ai diversi casi specifici che la rete può presentare: da Facebook ai video su YouTube, dai flame su forum ai commenti sui blog.

Se è vero che oltre il testo del dispositivo di legge è utile leggere anche il reale e concreto intento del legislatore, allora l'intervista firmata da Gilioli non fa altro che confermare tutto ciò che di catastrofico si era ipotizzato nel momento in cui l'emendamento è stato rapidamente approvato dal Senato: la legge, così come è formulata ad oggi, è pensata e voluta per censurare interi siti web al fine di eliminare eventuali contenuti documentanti o inneggianti a reati di varia natura. Alle specifiche domande, infatti, D'Alia risponde esplicitamente su candido "sì": sì, Facebook potrebbe essere chiuso in Italia se non interverrà sui gruppi che dispongono apologia di reato; sì, YouTube potrebbe essere chiuso se non censurasse video segnalati dalle autorità.

da http://pc-facile.com
postato da: T3rminator alle ore 19:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:dibattito, libertà violata
lunedì, 09 febbraio 2009
Dopo aver fatto tanto discutere di se, dopo aver scatenato una battaglia politica, Eluana Englaro ci lascia per sempre. Mi sento di ringraziarla per lo scuotimento di coscienze che in questo periodo ha sollevato su un problema delicatissimo. Come al solito, in Italia è emerso che la libertà non esiste, un padre non può scegliere per la vita della figlia, la Chiesa ha manie di potenza e imposizione, i nostri politici sanno solo attaccarsi e litigare senza risolvere nulla. Oggi si chiude per la famiglia Englaro un calvario durato 17 anni. Personalmente mi sento molto vicino a loro...
postato da: T3rminator alle ore 20:36 | Permalink | commenti (1)
categoria:
domenica, 08 febbraio 2009
Noi sappiamo che la velocità della luce non è infinita, anche se è molto alta rispetto alle velocità a cui siamo abituati. Nel passato molti hanno misurato la velocità della luce e ovviamente le misure più recenti sono le più sofisticate e precise.

Ufficialmente la misura più precisa di questa velocità, che è un limite nell’Universo, è di 299792458 metri al secondo.

All'inizio del XVII secolo, molti scienziati erano convinti che la luce si propagasse in maniera istantanea, cioè che essa non impiegasse alcun tempo per andare da un luogo ad un altro. Questo equivoco era giustificato dal fatto che in effetti nell’esperienza quotidiana non si assiste ad alcun effetto dovuto a questa propagazione.

Galileo però aveva intuito che ciò non era vero, per questo ideò un esperimento per misurare la velocità della luce: insieme ad un assistente, presero una lanterna schermata e andarono sulla cima di due colline che distavano un miglio. Galileo scoprì la sua lanterna, e l'assistente, non appena vide la luce, scoprì a sua volta la lanterna. Galileo avrebbe quindi dovuto misurare il tempo necessario per vedere la luce dall'altra collina.

A quel punto era sufficiente dividere la distanza per il tempo per ottenere la velocità della luce.

Ovviamente l’esperimento non portò ad alcun risultato, questo perché la velocità della luce è troppo grande per essere misurata in questo modo. Infatti i tempi da misurare sarebbero stati di circa 0,000005 secondi, cioè intervalli di tempo troppo piccoli per essere misurati con la strumentazione a disposizione di Galileo a quel tempo.

Restò il fatto che Galileo mantenne la sua convinzione che la luce avesse una velocità finita e che si sarebbe potuta comunque misurare con strumenti più precisi o con metodi che lui non era riuscito ancora a pensare.

E aveva perfettamente ragione, tanto che questa sua intuizione può essere considerata un vero e proprio esempio di “lungimiranza scientifica”, qualità che Galileo ha dimostrato anche in altri casi. E fu nel 1676 che Rømer riuscì a misurare efficacemente la velocità della luce, notando delle anomalie nei tempi delle eclissi dei satelliti di Giove. Egli trovò una velocità di circa 210800000 m/s, che differisce significativamente dalle misure più moderne. Tuttavia fu il primo ad avere successo nel misurare questa immensa velocità.

da http://miaplacidusedaltriracconti.blogspot.com/

postato da: T3rminator alle ore 20:13 | Permalink | commenti (2)
categoria:scienza, invenzioni, curiosità
venerdì, 06 febbraio 2009

Una stima del 600, dello studioso britannico Robert Hooke, affermava che la nostra mente può contenere 3.155.760.000 idee distinte.

Questa è stata in seguito smentita, secondo recenti studi comparsi sulla rivista New Scientist, la stima più realistica si aggirerebbe intorno a:
10 elevato a 80.000.000.000.000 che equivale a 1 seguito da 80 miliardi di zeri (pensiero + pensiero - ), un numero enormemente più grande perfino di tutti gli atomi contenuti nell’universo.
Il calcolo è stato fatto in base a tutte le possibili connessioni neuronali, considerando che il cervello contiene circa 10 miliardi di neuroni e che ogni neurone ha circa un migliaio di estensioni ( i dendriti), che lo connnettono ad altri mille.
Semplice no?

 

da http://thepolloweb.blogspot.com

postato da: T3rminator alle ore 20:17 | Permalink | commenti (5)
categoria:scienza, medicina, curiosità
lunedì, 02 febbraio 2009
postato da: T3rminator alle ore 21:37 | Permalink | commenti (5)
categoria:curiosità
domenica, 01 febbraio 2009

 Il silenzio parla. Il silenzio è una lingua. Il silenzio è quando le parole non bastano, e nemmeno una canzone.

Il silenzio non è un vuoto cerebrale, non è un vuoto. E’ ciò che riempie gli spazi fra le nostre idee formulate e campionate. Il silenzio quando lo si rompe, non funziona più come si deve.

Il silenzio è quella massa uniforme che riempie il tempo e lo spazio. Nel silenzio ci si può immergere, nuotare.

Il silenzio trascende tutto. Trascende le parole, trascende le idee, trascende la nostra percezione. Il silenzio guarda oltre.

Il silenzio è saper ascoltare. Il silenzio è quando le nostre idee hanno esaurito la loro funzione.

E chi lo sa, l’illusione di saper parlare troppe volte ci illude anche di saper pensare. Parole, e altre parole ancora riempiono il nostro cervello. Perchè noi pensiamo a parole, con regole e numeri. Noi siamo logici, come la grammatica. E quando ragioniamo tra noi e noi siamo convinti di stare lì ad ascoltare, ascoltare noi stessi mentre parliamo… ma ascoltare e parlare sono cose che possono avvenire solo separatamente. E noi parliamo, parliamo, parliamo. Parliamo.

E con le nostre parole costruiamo un mondo di idee, fatto di fili logici. E le nostre idee, come marionette, pendono. Controllate dalle nostre parole. Un mondo molto ben definito, di sicuro. Perchè senza definizioni le idee non si sviluppano, non si muovono. E se tristemente la nostra vita gira attorno ad esse, beh, la nostra esistenza è appesa a un filo, un filo logico, un mucchio di parole.

E quando ci mancano le parole ci sentiamo quasi spersi. E quando mancano le idee pare quasi che sia franata la terra da sotto i nostri piedi. E mi sembra quasi che il nostro mondo inizi con la A e finisca con la Z. Pare che oltre le parole non ci sia niente.

Eppure quando tutte le lettere a mia disposizione sono terminate, il silenzio m’ha parlato. Forte e chiaro. Cosa mi ha detto? Beh, non lo si può dire a parole. Il silenzio non lo si può mica tradurre. Così come le parole non possono essere tradotte in silenzio.

D’altra parte le parole sono fatte per dire, il silenzio per ascoltare. E forse il problema sta nell’invertire le cose.

 da http://thepolloweb.blogspot.com

postato da: T3rminator alle ore 11:33 | Permalink | commenti (3)
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