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The Italian Blog

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lunedì, 11 agosto 2008

Una recente intervitsa di Carlo Rubbia sui problemi energetici planetari.

“Il petrolio e gli altri combustibili fossili sono in via di esaurimento, ma anche l’uranio è destinato a scarseggiare entro 35-40 anni. Non possiamo continuare perciò a elaborare piani energetici sulla base di previsioni sbagliate che rischiano di portarci fuori strada. Dobbiamo sviluppare la più importante fonte energetica che la natura mette da sempre a nostra disposizione, senza limiti, a costo zero: e cioè il sole che ogni giorno illumina e riscalda la terra”.

” Quando è stato costruito l’ultimo reattore in America? Nel 1979, trent’anni fa! Quanto conta il nucleare nella produzione energetica francese? Circa il 20 per cento. Ma i costi altissimi dei loro 59 reattori sono stati sostenuti di fatto dallo Stato per mantenere l’arsenale atomico. Ricordiamoci che per costruire una centrale nucleare occorrono 8-10 anni di lavoro che la tecnologia proposta si basa su un combustibile, l’uranio appunto, di durata limitata. Poi resta, in tutto il mondo, il problema delle scorie“.

Non esiste un nucleare sicuro. O a bassa produzione di scorie. Esiste un calcolo delle probabilità, per cui ogni cento anni un incidente nucleare è possibile: e questo evidentemente aumenta con il numero delle centrali.”

” Il carbone è la fonte energetica più inquinante, più pericolosa per la salute dell’umanità. Ma non si risolve il problema nascondendo l’anidride carbonica sotto terra. In realtà nessuno dice quanto tempo debba restare, eppure la CO2 dura in media fino a 30 mila anni, contro i 22 mila del plutonio. No, il ritorno al carbone sarebbe drammatico, disastroso”.

“C’è un impianto per la produzione di energia solare, costruito nel deserto del Nevada su progetto spagnolo. Costa 200 milioni di dollari, produce 64 megawatt e per realizzarlo occorrono solo 18 mesi. Con 20 impianti di questo genere, si produce un terzo dell’elettricità di una centrale nucleare da un gigawatt. E i costi, oggi ancora elevati, si potranno ridurre considerevolmente quando verranno costruiti in gran quantità. Basti pensare che un ipotetico quadrato di specchi, lungo 200 chilometri per ogni lato, potrebbe produrre tutta l’energia necessaria all’intero pianeta. E un’area di queste dimensioni equivale appena allo 0,1 per cento delle zone desertiche del cosiddetto sun-belt. Per rifornire di elettricità un terzo dell’Italia, un’area equivalente a 15 centrali nucleari da un gigawatt, basterebbe un anello solare grande come il raccordo di Roma“.

“I nuovi impianti solari termodinamici a concentrazione catturano l’energia e la trattengono in speciali contenitori fino a quando serve. Poi, attraverso uno scambiatore di calore, si produce il vapore che muove le turbine. Né più né meno come una diga che, negli impianti idroelettrici, ferma l’acqua e al momento opportuno la rilascia per alimentare la corrente”.

Se è così semplice, perché allora non si fa?

“Il sole non è soggetto ai monopoli. E non paga la bolletta. Mi creda questa è una grande opportunità per il nostro Paese: se non lo faremo noi, molto presto lo faranno gli americani, com’è accaduto del resto per il computer vent’anni fa”. (30 marzo 2008)

da http://circoloprcgr.altervista.org

postato da: T3rminator alle ore 10:31 | Permalink | commenti (2)
categoria:ambiente, energia
mercoledì, 25 giugno 2008

Oggi parlerò del calcolo distribuito e della sua potenziale utilità se ben sfruttato. Innanzitutto, occorre fare un pò di precisazioni su cos'è e come funziona questa particolare tecnica.

Il calcolo distribuito consiste nell'utilizzare i computer sparsi nel globo al fine scientifico e di ricerca, il tutto avviene mediante l'utilizzo di un software che, tramite la connessione internet, elabora e invia a server dedicati le informazioni necessarie.

Il tutto si basa sul problema di costruire una macchina tanto grande e complessa in grado di elaborare una quantità enorme di dati. Questo avrebbe comportato un enorme esborso di denaro e tempo, provocando un ritardo nello sviluppo. Così con l'utilizzo del calcolo distribuito, alcune delle più grandi università americane, hanno lanciato dei programmi di ricerca basati su questa tecnica.

I sotware appositi, sono studiati in modo da lavorare ed elaborare sfrutando le "parti" del processore che l'utente non utilizza, infatti, spesso i nostri pc hanno funzionalità elevate rispetto all'uso che realmente ne facciamo, o entra in funzione come sceensaver, così l'utente non noterà alcun rallentamento nel sistema.

Dopo l'elaborazione e l'invio dei dati, il server li elabora e li "unisce" in modo d ottenere un risultato. Così sono nati laboratori per lo studio della malaria, del cancro e dell'AIDS.

Il programma più noto è quello avviato da un gruppo di astronomi denominato SETI@home, con il quale si incentiva la ricerca di vita extraterrestre sulla base di ricerche di segnali radio inviate da varie sonde. Altro importante progetto è Climate Prediction, per combattere il Global Warming e per studiare i cambiamenti climatici. Il programma Einstein si occupa dell'mpliamento della teoria della relatività e dell'astofisica e il programma Evolution@home si occupa dell'antropologia e dell'evoluzione.

Oggi non si ha nessun compenso per la partecipazione a questo programma, ma con la sua evoluzione in futuro si potrebbero avere agevolazioni fiscali o ricompense.

Qui torvate la pagina per il download del sofware in italiano.

postato da: T3rminator alle ore 15:04 | Permalink | commenti
categoria:ambiente, informatica, invenzioni, curiosità
sabato, 03 maggio 2008

Vi propongo la spiegazione di Marco Pagani sul problema della mancanza di cereali nei paesi in via di sviluppo

 

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Abbiamo parlato dei forti aumenti del prezzo dei cereali  che si stanno verificando in varie parti del mondo e che stanno colpendo soprattutto i paesi più poveri. Il grafico qui sopra ci aiuta a fare luce sulla questione.

Nel 2007 sono stati prodotti 2120 milioni di tonnelate di cereali; di questi solo la metà sono stai destinati all'alimentazione umana. Il resto viene utilizzato come mangime per gli animali, biocombustibile, oppure viene semplicemente sprecato.

Il Presidente Prodi è intervenuto con un articolo su Repubblica, Il mondo senza cibo, un disastro evitabile, in cui prende posizione in modo molto netto contro i biofuel, perchè

Tutti questi argomenti sono stati trattati su Ecoalfabeta oltre un anno fa, come è possibile vedere cliccando sui link precedenti. Peccato che Prodi abbia letto i post solo adesso... :-)  

Se giustamente ci scandalizziamo perchè il 5% dei cereali del mondo finiscono nei serbatoi delle automobili invece che negli stomaci degli affamati, che dire allora di quel 36% che invece va a ingrassare gli animali da allevamento?

I cereali prodotti sul pianeta potrebbero oggi sfamare più o meno 10 miliardi di persone: perchè quindi nel 21° secolo dovrebbero ancora esistere le parole fame, carestia, malnutrizione?

Pensateci la prossima volta che vi sedete a tavola: mangiare meno carne (o meglio ancora non mangiarne affatto) diventa sempre di più una scelta di altissimo valore etico, ambientale e politico.

Per finire, vorrei precisare che non sto auspicando un pianeta con 10 miliardi di homo sapiens. Non per niente qualche riga più sopra ho scritto oggi in corsivo: in un domani non troppo lontano, potremmo avere meno disponibilità di concimi di origine fossile e quindi sognarci di avere rese agricole così elevate. Quindi, meglio non cerscere troppo.

postato da: T3rminator alle ore 20:02 | Permalink | commenti
categoria:politica, ambiente, dibattito
martedì, 22 aprile 2008

Oggi è il 22 aprile. E si “festeggia” una particolare ricorrenza. Oggi, infatti, è la giornata internazionale per la nostra Terra. Oggi è si celebra l’Earth Day. “Il 22 aprile è il giorno in cui l’uomo fa la pace col pianeta”. Queste le parole che l’ecologo Barry Commoner ha pronunciato in questo giorno tanto importante per capire cosa possiamo fare per salvaguardare l’ambiente che ci circonda.

Questa ricorrenza è nata il 22 aprile del 1970, quando almeno 20 milioni di americani scesero in piazza per manifestare per la salvaguardia della terra. L’iniziativa voluta da Gerald Ford, ogni anno anima milioni di persone in tutto il mondo. In questa occasione Sky Cinema e Sky Tg 24 hanno dedicato una programmazione dedicata all’Earth Day, con documentari e un’intervista con Jovanotti, che da tempo si batte per la difesa dell’ambiente.

postato da: T3rminator alle ore 20:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:ambiente, scienza, dibattito

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