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sabato, 10 gennaio 2009
In occasione dell'anno internazionale dell'astronomia, cioè il 2009, vi propongo un post sulla storia del telescopio.

Concettualmente si tratta di apparecchiature molto semplici, composte essenzialmente da due parti ben distinte: il tubo ottico e il supporto meccanico.

A sua volta il tubo ottico si compone dell'obiettivo, che forma un'immagine dell'oggetto da osservare, e dell'oculare, una specie di lente di ingrandimento per consentire all'occhio di apprezzare tutti i dettagli contenuti nell'immagine formata dall'obiettivo. Quest'ultimo, che è il pezzo d'ottica di maggiori dimensioni, è quello rivolto verso l'astro da osservare.

Il supporto meccanico, chiamato montatura, non ha soltanto il compito di sostenere e tenere fermo il tubo nella direzione voluta, ma anche quello importantissimo di consentire un movimento dolce e preciso all'altezza delle prestazioni ottiche. Per questo, una buona struttura meccanica spesso viene a costare più della parte ottica.

Il vocabolo "telescopio", che è stato coniato dal Demisiani nel 1611, deriva dal greco. In Italia, seguendo l'uso anglosassone, si indicano come telescopi tutti gli strumenti ottici destinati all'osservazione del cielo, mentre con "cannocchiali" si designano quelli riservati alla visione di panorami terrestri.

La capacità di vedere distintamente di qualsiasi telescopio è determinata dalle sue dimensioni e, più precisamente, dal diametro del suo obiettivo.

La storia del telescopio è costellata da innumerevoli tappe verso prestazioni sempre più esaltanti. L'invenzione di uno strumento ottico in grado di "avvicinare" risale al 1608 ed è opera di occhialai olandesi, ma il primo ad utilizzare la nuova scoperta per l'osservazione del cielo fu Galileo nel 1609. Il grande pisano apportò notevoli miglioramenti ai primi rozzi strumenti; la sua migliore realizzazione arrivava ad ingrandire 23 volte contro le 3-4 volte dei primi tentativi.

L'arte di lavorare le lenti migliorò lentamente ma costantemente nel diciassettesimo secolo, lo stesso che vide Newton presentare la sua invenzione: il telescopio con obiettivo a specchio o riflettore. Questo si diffuse parecchio nel diciottesimo secolo grazie a W.Hershel, che arrivò a costruirne uno di ben 1,2 metri. Un'enormità per l'epoca.

Il secolo seguente vide invece l'affermazione del telescopio a lenti o rifrattore (dello stesso tipo di quello utilizzato da Galilei), grazie soprattutto alle non comuni doti di J.Fraunhofer, che portò l'arte del telescopio rifrattore quasi ai livelli di oggi. Ma già alla fine del secolo scorso ci si accorse che costruire lenti oltre 1 metro comportava tali e tanti svantaggi da far rifiorire la soluzione a specchio. Attualmente tutti i più grandi telescopi del mondo utilizzano tali tipi di telescopio.

I telescopi si dividono in due o - meglio - tre categorie: con obiettivi a lente, con obiettivi a specchio e misti, cioè caratterizzati da entrambi gli elementi. I primi sono noti come "cannocchiali" o rifrattori, per il fatto che la formazione dell'immagine di basa sulla deviazione (rifrazione) che subiscono i raggi luminosi quando passano attraverso le lenti. Quelli a specchio prevendono l'introduzione appunto di tale elemento nello schema costruttivo, allo scopo di diminuire le dimensioni d'ingombro dello strumento a parità di lunghezza focale.

da http://astrolink.mclink.it/tele.htm
postato da: T3rminator alle ore 22:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:scienza, astronomia, invenzioni, curiosità
domenica, 10 agosto 2008

In queste notti sarà possibile avvistare nei nostri cieli numerose stelle cadenti dette anche lacrime di San Lorenzo. Ma cosa sono?? Da dove vengono??

Le stelle cadenti, o meteore, sono le scie luminose prodotte dall'evaporazione nell'atmosfera di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere. Queste si trovano in grande abbondanza nello spazio intorno alla Terra, rilasciate soprattutto dalle comete lungo la propria orbita. Quando il nostro pianeta le investe, nel suo moto orbitale attorno al Sole, esse vengono distrutte.
Si tratta di particelle veramente minuscole: le più grandi pesano appena un decimo di grammo, ma sono in grado di produrre tracce tanto luminose quanto le stelle più brillanti. Vengono rilasciate nello spazio dalle comete nel loro passaggio attorno al Sole, consumate dal suo calore e dal vento solare, un flusso di ioni molto energico emesso dalla nostra stella.

Ma come avviene in pratica il fenomeno delle meteore ?
Queste particelle cadono sulla Terra a velocità vertiginose (fino a 72 km al secondo, ben 260mila Km all'ora !). Per questo motivo risentono di un enorme attrito con la nostra atmosfera, attrito che li riscalda a temperature elevatissime. I frammenti più piccoli vaporizzano, producendo reazioni fisico chimiche che creano scie luminose di 5-20 Km di lunghezza.

Questo fenomeno avviene durante tutto l'anno, ma in alcuni periodi è più frequente perchè la Terra, nel suo moto attorno al Sole, incontra nubi di detriti più dense, quelle perdute da una cometa per esempio, così si può avvistare un maggior numero di meteore. Quest'anno l'orbita terrestre incrocerà la nube un po' più tardi del solito, quindi il massimo degli avvistamenti di meteore si avrà più tardi.
Oltre allo sciame delle Perseidi (9-14 agosto), i più famosi sono quello delle Leonidi (17- 18 novembre) e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre).

Le stelle cadenti di uno sciame sembrano provenire dallo stesso punto del cielo, detto "radiante". Questo è solo un effetto di prospettiva: in realtà tutti i corpi dello sciame si muovono parallelamente fra loro, in direzione della superficie terrestre, ma dato che li osserviamo dal basso sotto una certa angolazione, le meteore sembrano percorrere un arco nel cielo.

Ecco la cometa che ha dato origine, molti anni fa, allo sciame delle Perseidi. Si chiama Swift-Tuttle, dal nome dei suoi scopritori. Questa cometa ha un nucleo del diametro di circa 10 Km; il suo ultimo passaggio vicino al Sole risale al 1992, ma dovremo aspettare fino al 2126 per rivederla.
Lo sciame delle Perseidi è certamente il più famoso di tutti; fu registrato dai cinesi diverse volte, a partire dal 36 d.C., e successivamente da giapponesi, coreani ed europei.

da http://www.pd.astro.it/othersites/stelle/perseidi.htm

postato da: T3rminator alle ore 22:03 | Permalink | commenti (1)
categoria:astronomia
venerdì, 18 luglio 2008

Continuando con gli argomenti astronomici, dopo il paradosso di Olbers e il bel post sulle stelle scritto dal prof. leo54 (leggetelo, non ve ne pentirete!), parlerò ancora delle stelle, ma di un loro lato particolare cioè il numero. Infatti, questa è sempre stata la domanda che tutti si fanno guardando un cielo stellato; Ma quante saranno??Come si formano?? Bene, la risposta è impossibile darla con certezza e precisione, ma nel corso dei secoli molti esperti ci hanno provato. Si è calcolato pertanto che:

Nell'universo c'è un numero di stelle pari a dieci volte i granelli di sabbia presenti sulla Terra: 70.000 miliardi di miliardi di sstelle (un 7 seguito da 22 zeri). Le stelle ci sembrano tutte uguali ma non esistono due identiche. Le stelle hanno una propria vita che dura milioni di anni e si formano in nubi di polvere a temperature elevatissime a causa della gravità che comprime il "materiale". così il gas si riscalda  a tal punto da far trasformare l'idrogeno in elio creando enormi quantità di energia. Così nasce una stella, continua  a brillare per la combustione tra idrogeno ed elio, facendo raggiungere così temperature fino a 20 milioni di gradi.

Anche il nostro Sole è una stella che brucia da 4600 milioni di anni e dopo aver esaurito il proprio idrogeno inizierà ad espandersi diventando sempre più luminoso. Si chiamerà stella gigante. quando si esaurirà completamente, diventerà una nana bianca (sarà talmente pesante che un cucchiaino della sua materia peserà migliaia di chili) e in seguito una nana nera, così sarà dichiarata ufficialmente morta.(State tranquilli,tutto questo processo avviene in miliardi di anni).

Spero di essere stato chiaro in queste poche righe a descrivere un evento che necessiterebbe di intere enciclopedie. Ovviamente la fonte è sempre il libro su Tunguska.

postato da: T3rminator alle ore 14:45 | Permalink | commenti (1)
categoria:astronomia, spazio, curiosità

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