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The Italian Blog

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martedì, 24 marzo 2009
postato da: T3rminator alle ore 22:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:dibattito
giovedì, 12 febbraio 2009
Che in Italia fossimo indietro sotto molti punti di vista è risaputo, ma non avrei mai pensato che l'Italia cercasse legislare l'intero Internet.

E invece mi sono sbagliato. Certo, ci abbiamo provato in passato: prima vietando The Pirate Bay (e poi ripensandoci), poi cercando di mandare in prigione quattro dirigenti di Google per un video caricato da un utente e prontamente rimosso da Youtube dopo una segnalazione.

Sembra che adesso l'obbiettivo Italiano sia quello di oscurare Facebook e YouTube.

Alessandro Gilioli, giornalista de L'Espresso e noto blogger, ha intervistato il senatore Gianpiero D'Alia, autore dell'emendamento che ha inserito controlli particolari per la Rete partendo dai casi specifici dei gruppi pro-mafia nati su Facebook. Nell'intervista Gilioli interroga il senatore mettendolo di fronte ai diversi casi specifici che la rete può presentare: da Facebook ai video su YouTube, dai flame su forum ai commenti sui blog.

Se è vero che oltre il testo del dispositivo di legge è utile leggere anche il reale e concreto intento del legislatore, allora l'intervista firmata da Gilioli non fa altro che confermare tutto ciò che di catastrofico si era ipotizzato nel momento in cui l'emendamento è stato rapidamente approvato dal Senato: la legge, così come è formulata ad oggi, è pensata e voluta per censurare interi siti web al fine di eliminare eventuali contenuti documentanti o inneggianti a reati di varia natura. Alle specifiche domande, infatti, D'Alia risponde esplicitamente su candido "sì": sì, Facebook potrebbe essere chiuso in Italia se non interverrà sui gruppi che dispongono apologia di reato; sì, YouTube potrebbe essere chiuso se non censurasse video segnalati dalle autorità.

da http://pc-facile.com
postato da: T3rminator alle ore 19:15 | Permalink | commenti (2)
categoria:dibattito, libertà violata
giovedì, 11 dicembre 2008
L'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stato annunciato da radio e tv anche a Kabul. Poiché nessuno dei lavoratori del centro di riabilitazione, anche i più istruiti, sapeva cosa fossero, ho chiamato un esperto a spiegare. Ora mi trovo al reparto accettazione: trenta i pazienti in attesa di essere registrati. Col numero ciascuno avrà un piano di trattamento. I più fortunati anche un impiego, qualcuno imparerà un mestiere, altri torneranno a scuola.

Per molti, ahimè, potremo fare ben poco.
Oggi però, una novità, un esercizio consigliato dall'esperto: dare ai pazienti un secondo numero. Non un voto, ma quello dell'articolo della Dichiarazione violata.

Si parte con Nik e Jakùb, vittime di mine anti-uomo: articolo 3, diritto alla sicurezza della persona. Stesso numero per Lailà, ferita dalle bombe americane durante un matrimonio. Ecco Naim, viso orientale, etnia hazarà, la più strapazzata del Paese. Dimostra quindici anni, ha un piede torto. In Europa si cura alla nascita. Ora ci vorrà un'operazione e tre mesi di gesso.

A Jalal invece il 9, l'articolo che vieta l'arresto arbitrario: ha la protesi a pezzi, rotta in carcere. Ce l'hanno messo al posto del fratello accusato di un furto per forzarlo a costituirsi. Minà ha orrende detrazioni della pelle su braccia e collo. Data in sposa per saldare una faida familiare, si è cosparsa di benzina e data fuoco.

L'esercizio si fa pensoso, ma andiamo avanti. Marùf, vecchia conoscenza, vuole la sesta protesi: 19, diritto di opinione: perché anticomunista, al tempo dei russi ha passato in carcere una vita. Là, per le botte ha perso la gamba.

5 a Wassè: accusato di furto, anni fa i Taliban gli hanno amputato mano destra e gamba sinistra. Arriva Simà, la schiena a pezzi, sorretta dai figli, dei bambini. A loro, che non vanno a scuola per mantenere la madre vedova, 26, diritto all'istruzione. Faisal, 23, diritto alla sicurezza sul lavoro ed a un equo compenso: in Iran, clandestino è caduto da un'impalcatura malferma. Paralizzato.

Su trenta pazienti sedici hanno un secondo numero. Penso ai commenti al primo articolo. Tutti d'accordo sul «nati liberi e gli uguali diritti», hanno riso per lo «spirito di fratellanza» che dovrebbe regolare le azioni fra persone. «In Afghanistan, sei fratello in casa o con quelli del clan. Devi, se non vuoi essere schiacciato. Il resto è lotta ovunque». L'entusiasmo all'arrivo degli stranieri, cacciati i Taliban, è sparito assieme al sogno di un Paese senza etnie e fazioni. «Se il primo articolo è calpestato, chi rispetterà gli altri?»

Alberto Cairo lavora al Progetto ortopedico della Croce Rossa in Afghanistan.
postato da: T3rminator alle ore 21:44 | Permalink | commenti (2)
categoria:dibattito, grandi persone, storia nera
mercoledì, 05 novembre 2008
http://img376.imageshack.us/img376/9641/mappaelettorale3lm9.png
"Ho sognato così tanto questo momento che quasi mi sembra irreale". Alicia piange e ride, non sa neanche lei cose le stia esattamente accadendo. Sono da poco passate le 22 a Chicago, e sul grande schermo di Grant Park, dopo la suspense di exit poll e proiezioni, cala per un attimo il silenzio. La Cnn annuncia: "Barack Obama President". Il popolo di Grant Park si stringe in un unico urlo. Le famiglie si abbracciano. Gli uomini alzano il pugno in segno di vittoria. Centinaia di bandiere americane sventolano verso il cielo.

C'è Les, un pensionato di 68 anni, che non ha dubbi: "Obama mi ricorda Jfk. Ora l'America volta pagina". E ci sono giovani come Alicia, Jennifer o David che non hanno modelli da imitare: votano per la prima volta e resteranno per sempre segnati da queste ore. Anzi: da questi ultimi diciotto mesi. Questa generazione di ragazzi molto cool come il loro leader - festeggiano a pizza e cioccolata calda, niente alcool - è stata contagiata dallo strano virus della politica. "Obama ci insegna che è possibile cambiare le cose". "Change" e "Hope" - gli imperativi di questa campagna elettorale - sono daperttutto. Su magliette e cappelli, ma anche stampati sulla pelle. Il cambiamento e la speranza. E poi quello slogan, pronunciato come un mantra, durante il discorso del nuovo presidente. "Yes, we can". Non ci sono più dubbi. Si può.

Sono le sette quando il sole tramonta sul lago Michigan e si aprono i cancelli di Grant Park: entrano settantamila supporter di Obama, soltanto quelli che sono riusciti a prenotarsi il biglietto online. Election Night 2008. Un ticket per la storia. Il colpo d'occhio è magnifico. Sulle facciate dei grattacieli dello skyline appaiono come per magia le parole "Usa" e "Vote 2008". La scenografia è stata studiata in ogni dettaglio. Il palco del primo discorso di Barack Obama è rivolto verso le telecamere, non verso il pubblico. E ci sono alti vetri antiproiettile che impediscono in parte di vedere. Ma nessuno si sogna di protestare. Tutti vogliono partecipare: solo questo conta. "Come il primo passo sulla Luna, come quando è crollato il Muro" dicono molti giovani che nel 1969 non c'erano e nel 1989 erano appena nati. Questa è la loro storia. Un'avventura "cominciata con pochi soldi e nessun endorsement", ricorda Obama, che è stata costruita passo passo con questo popolo. Grazie all'entusiasmo e a piccoli gesti: donare cinque dollari al mese, bussare alle porte dei vicini, osare telefonare a uno sconosciuto.

Le strade di Chicago sono invase da un esercito pacifico. Tutta Downtown è praticamente bloccata e lo spiegamento della polizia è impressionante. Nessuno si ricorda una celebrazione così grande e gioiosa. Quando sul grande schermo di Grant Park compare McCain i militanti democratici ascoltano, rispettosi. E lui si rivolge anche a loro mentre dice "è stata un'elezione storica". Gli unici fischi si sentono quando il candidato repubblicano cita Sarah Palin: alla governatrice dell'Alaska, che ha sommato gaffe ad attacchi pesanti contro Obama, non viene concesso neanche l'onore della sconfitta. Ma non è tempo per le polemiche: sarebbe così stupido rovinare la festa. "Dopo tanti anni siamo tornati uniti. Non esiste l'America dei repubblicani e l'America dei democratici" dice il pensionato parafrasando un famoso discorso di Obama. "Esistono soltanto gli Stati Uniti d'America". L'America è pronta? Oggi nessuno si farà più questa domanda.

da www.repubblica.it
postato da: T3rminator alle ore 14:11 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, dibattito
domenica, 26 ottobre 2008

Un Paese fermo, consegnato all'immobilità: ecco come appare oggi l'Italia. Non già nella cronaca convulsa del giorno per giorno, nell'agitazione della lotta politica, nei movimenti sempre imprevedibili di una società composita, frammentata e priva di inquadramenti istituzionali forti. Ma un Paese fermo perché anche nelle sue élites prigioniero dei luoghi comuni, incapace di pensare e di fare cose nuove in modo nuovo, di sciogliere i nodi che da tanto tempo ostacolano il suo cammino.

Da trent'anni ci portiamo sulle spalle un debito pubblico smisurato che non riusciamo a diminuire neppure di tanto. Da decenni dobbiamo riformare la scuola, la Rai, la sanità, le pensioni, la magistratura, la legge sulla cittadinanza, e siamo sempre lì a discutere come farlo. Da decenni dobbiamo costruire la Pedemontana, le prigioni che mancano, il sistema degli acquedotti che fa acqua, il ponte sullo Stretto, le metropolitane nelle città, la Salerno- Reggio Calabria, la Tav del corridoio 5, e non so più cos'altro. Ma non lo facciamo o lo facciamo con una lentezza esasperante. Nel tempo che gli altri cambiano il volto di una città, costruiscono una biblioteca gigantesca, un museo straordinario, noi sì e no mettiamo a punto un progetto di massima sul quale avviare discussioni senza fine.

Perché in Italia le cose vanno così? I motivi sono mille ma alla fine sono tutti riconducibili a una sensazione precisa: siamo una società prigioniera del passato. Con lo sguardo perennemente rivolto all'indietro, che ama crogiolarsi sempre negli stessi discorsi, nelle stesse contrapposizioni, nelle stesse dispute, assistere sempre allo spettacolo degli stessi gesti e degli stessi attori. Da noi il passato non diviene mai inutile o inutilizzabile. Non si butta via mai niente. Ogni cosa è potenzialmente per sempre: ogni ruolo, ogni carica è a vita, e pure se siamo reduci da qualcosa lo siamo comunque in servizio permanente effettivo. In un'atmosfera di soffocante ripetitività siamo sempre spinti a conservare o a replicare tutto: idee, appuntamenti stagionali, parole d'ordine, comizi, titoli di giornali.
Ci domina una sorta di freudiana ritenzione anale infantile: paurosi di abbandonarci alla libertà creativa e innovativa dell'età adulta, a staccarci dalla comodità del già noto, solo noi, nella nostra vita pubblica, abbiamo inventato la figura oracolare e un po' ridicola del «padre della patria» con obbligo di universale reverenza. È, il nostro, l'immobilismo di un Paese abbarbicato a ciò che ha vissuto perché non riesce a credere più nel proprio futuro, di un Paese che sotto la vernice di un'eterna propensione alla rissa in realtà fugge come la peste ogni rottura e conflitto veri, e desidera solo continuità. Che come un vecchio Narciso incartapecorito anela solo a rispecchiarsi nel già visto.

Un Paese, come c'informa La Stampa di qualche giorno fa, dove Guido Viale, antico giovane di un remoto «anno dei portenti », si compiace — invece di averne orrore — che oggi «le occupazioni delle scuole si fanno assieme ai genitori», e che «questi ragazzi lottano accanto ai professori e ai presidi». Già, «accanto ai professori e ai presidi»: che lotte devono essere! E comunque è con queste, buono a sapersi, che l'Italia si allena ai duri cimenti dell'avvenire.

di Ernesto Galli della Loggia

da www.corriere.it

postato da: T3rminator alle ore 09:28 | Permalink | commenti
categoria:italia, dibattito
giovedì, 28 agosto 2008

Zeitgeist è un film documentario che ha il compito di farci aprire un pò gli occhi sul mondo. A mio parere, anche se alcune cose sono discutibili, è fatto molto bene, ben curato e con fonti e testimonianze, ci conduce nella realtà politica ed economica del nostro tempo. La prima parte riguarda la religione, probabilmente vi lascerà un pò perplessi, se sarà così, andate avanti dalla seconda parte in poi, inizia il bello...

Qui il link per vederlo online nella versione "continua" altrimenti è su youtube diviso in 14 parti. E' sottotitolato in italiano, dal sito dovete scegliere la lingua.

Buona visione   http://www.zeitgeistmovie.com/

postato da: T3rminator alle ore 14:06 | Permalink | commenti (2)
categoria:dibattito, curiosità, libertà violata
giovedì, 24 luglio 2008

Il Luna Park all’idroscalo di Milano è il primo ad aver acquistato l’attrazione da Las Vegas per 5000 dollari. Si tratta di un manichino in lattice fissato su una sedia che simula in maniera impressionante una condanna a morte, fino ad arrivare addirittura a friggere e contorcersi con tanto di fumo. La faccia del pupazzo è sofferente, contratta dagli spasmi per il dolore, tanto da sembrare vera, come ripetono i ragazzi che da diverse sere ormai circondano il gioco.

Un gioco macabro
“E’ solo una macchina da soldi come tutte le altre” dichiara il giostraio che l’ha acquistata, e non sembra avere tutti i torti: le mamme non si scandalizzano e portano i bambini davanti l’attrazione, che ormai è il principale divertimento per i frequentanti del parco giochi, tanto che su youtube iniziano ad apparire da subito i primi video (
http://it.youtube.com/watch?v=YZShaKzs-W4), dove di sottofondo si sente la gente ridere, scherzare di fronte allo spettacolo macabro. “Inserire la moneta da 1 euro per assistere all’esecuzione”, dice il cartello accanto alla giostra. Un 1 euro che da accesso a 30 secondi di sofferenza e di agonia che si contrappongono all’euforia e al divertimento generale. “E’ soltanto una giostra horror, messa accanto alla casa dei fantasmi. Non capisco perché dovrebbe dare scandalo, sono gli italiani che non sono pronti alle novità”, queste ancora le parole di Renzo Biancato, l’uomo di 47 anni a cui è venuta l’idea di comprare l’attrazione, la prima in Italia.
La morte dà spettacolo
Giocare con la morte diventa quindi ordinaria amministrazione, una cosa normale, in una società continuamente bombardata dai media con immagini di violenza in tempo reale.
A nessuno viene in mente che quella giostra è simulazione di qualcosa che in realtà, in alcuni paesi del mondo, ancora avviene normalmente. Solo che in quel caso a soffrire non è un pupazzo in lattice, ma un uomo in carne ed ossa che diventa vittima di uno stato che va a fare le veci del carnefice. Perché forse è bene ricordare che ogni volta che si uccide un essere umano, che a farlo sia qualcuno con una divisa mimetica o uno stato democratico, si è sempre assassini. Ma a quanto pare, anziché sensibilizzare l’opinione pubblica, si preferisce creare giochi che normalizzino questo tipo di eventi, affinchè la morte di uomo non sia niente più che uno spettacolo.

da http://thepolloweb.blogspot.com/

postato da: T3rminator alle ore 14:47 | Permalink | commenti (1)
categoria:dibattito, curiosità
martedì, 08 luglio 2008

Ho trovato questo articolo su Oknotizie, lo condivido appieno e lo riporto integralmente.

Non è un problema per me. Io l’avevo capito da tempo. Mi spiace per quegli elettori di centrodestra che su queste pagine e altrove si sono battuti, spesso cercando le ragioni più astruse, per convincerci e convincersi che il blocco di un anno dei processi fosse un bene per la giustizia italiana consentendo di celebrare prima i processi più gravi.

Oggi, a quanto pare, della giustizia tout court non importa più nulla a nessuno visto che il governo è disposto a sacrificare la norma che blocca i processi in cambio dell’approvazione immediata del lodo che rende immuni le prime quattro cariche dello stato.

Già, deve essere un bel problema cercare di darsi una spiegazione adesso. Sarei curioso di sapere cosa penserà l’elettore berlusconiano di turno leggendo le notizie pubblicate in queste ore sui giornali. Quali spiegazioni si darà, come giustificherà il fatto che quella che sembrava essere una norma assolutamente essenziale per sbloccare l’ingolfamento della giustizia italiana adesso non serve più, basta che siano salvaguardate le prime quattro cariche pubbliche della repubblica.

Spero sinceramente che qualcuno di loro intervenga e mi spieghi  cos’è che non ho capito per l’ennesima volta, dov’è che mi sbaglio, cosa mi sfugge, perché a me sembra tutto paurosamente chiaro e non mi viene nessuna alternativa in mente.

Di una cosa però sono veramente certo.  La responsabilità della tenebra che è scesa sul mio paese non è sulle spalle di un solo uomo. Tutto è partito da una legge elettorale promossa dal centrodestra e accettata e mai osteggiata dal centrosinistra che si è assolutamente dimenticato di modificarla mentre era impegnato a legiferare sui costi di ricarica dei telefonini. Una legge elettorale che, abolendo il voto di preferenza, consegna il potere della composizione delle liste completamente nelle mani dei padroni di partito.

La legge elettorale non è un’astrusa alchimia per specialisti. E’ il mezzo attraverso il quale un sistema democratico si rinnova. Abolendo il voto di preferenza il parlamentare non ha più nessuna dote da portare al partito ed è completamente nelle mani di chi il partito lo governa, o meglio, lo domina. Fine della rappresentanza del territorio, delle segreterie locali e della raccolta delle istanze, anche se clientelari, della gente. Questo ha prodotto parlamentari la cui unica funzione è quella di premere il pulsante giusto al momento giusto e che per emergere ad incarichi ministeriali devono dimostrare la loro fedeltà completa, assoluta e totale al capetto di turno. Si chiami esso Silvio, Walter o Antonio.

E questa, se non sbaglio, non è democrazia. Potremmo chiamarla mafia, camorra, guerra di bande, baronia, associazione a delinquere, oligarchia, dittatura, club del ricamo e del cucito, ma non democrazia. Quella è tutta un’altra cosa.

In queste ore è difficile pensare positivamente al futuro. Anche chi oggi sta protestando a piazza Navona, quando ha avuto l’occasione di opporsi efficacemente alla legge elettorale attuale non lo ha fatto e quando ha avuto l’occasione di cambiarla ha preferito pensare ad altro. Il baricentro del potere in questo paese si è spostato di molto e non verso gli elettori.

Quando un sistema giunge a questo livello di degenerazione, nessun meccanismo ordinario può ristabilire il diritto senza un immane sacrificio ed uno scontro sociale che rischia di sconvolgere completamente il volto della nazione. E’ ciò che ci meritiamo, ma questo non mi consola.

postato da: T3rminator alle ore 14:14 | Permalink | commenti
categoria:politica, dibattito
mercoledì, 02 luglio 2008
BOGOTA' (Colombia) - Ingrid Betancourt è stata liberata. La notizia è stata diramata dal governo di Bogotà che ha annunciato che all'ex candidata alle elezioni presidenziali, che era nelle mani dei guerriglieri della Farc (Forze armate rivoluzionarie colombiane) dal febbraio del 2002, siano stati recuperati anche altri 14 ostaggi - tre cittadini americani (Thomas Howes, Keith Stansell e Marc Gonsalve) e 11 militari colombiani - che a loro volta erano finiti nelle mani dei rivoltosi.

PORTATI AL SICURO - Gli ostaggi, dopo la liberazione, sono stati trasportati in elicottero verso San Jose del Guaviare. La Betancourt, i tre statunitensi e gli undici militari saranno poi trasferiti nella base aerea di Toleimada, nel dipartimento di Tolima, a meno di 190 chilometri da Bogotà. Secondo quanto annunciato il ministro della difesa colombiano, Manuel Santos, tutte le persone rilasciate sarebbero in buone condizioni di salute, anche se saranno sottoposti a nuovi accertamenti sanitari. Anche il presidente della Colombia, Alvaro Uribe, si è trasferito nella base aerea di Toleimada, per accogliere gli ostaggi liberati dall'esercito.

da www.corriere.it

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categoria:politica, donne, dibattito, libertà violata
sabato, 14 giugno 2008

Forse sarà possibile prevenire un terremoto a migliaia di chilometri di distanza, con un margine di tempo accettabile per salvare tantissime vite umane.

A sostenerlo un gruppo di ricercatori della Nasa. L’Ente Spaziale americano sta approntando uno studio rigoroso che dovrebbe consentire notevoli passi avanti nella diagnosi tempestiva delle scosse telluriche. Il progetto si basa su una controversa teoria scientifica, non accettata comunque da tutta la comunità internazionale, che trae origine dai rilevamenti contenuti in un database della Agenzia spaziale degli Usa sul terrificante sisma che ha colpito la provincia cinese di
Sichuan il 12 maggio scorso.

I ricercatori sperano di attivare una rete globale, approssimativamente di 20 satelliti che dovrebbe monitorare costantemente l’attività tellurica, con metodi infrarossi. Le scosse di assestamento captate dai sismografi spesso sono preliminari ai terremoti di grande
magnitudo. Lo scopo è creare un sistema di allerta che dovrebbe dare almeno due settimane di “preavviso” per prevenire, in qualsiasi parte del mondo, un terremoto, attivando le misure di sicurezza e salvando potenzialmente migliaia di vite. Un vantaggio enorme se si pensa che gli attuali sistemi possono anticipare le calamità di una manciata di minuti al massimo e sono soggetti al problema ricorrente del falso allarme.

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categoria:invenzioni, dibattito, curiosità, nasa
venerdì, 30 maggio 2008

Michele Santoro e il suo staff in generale non hanno preso molto bene la decisione di spostare Annozero 24ore dopo il consueto appuntamento del giovedì, per dar spazio al programma Effetto Vasco. In seguito alla visione del programma, la redazione di Annozero ha scritto una lettera al Blasco che è stata pubblicata sul sito. Il testo integrale è riportato qui:

«Caro Vasco, anche ieri sera è stato ripetuto che noi eravamo arrabbiati con te per la scelta di Rai Due di dedicare una serata al tuo concerto spostando Annozero.

«Si tratta di una bugia perché, indipendentemente dai risultati di ascolto, noi abbiamo, fin dal primo momento, valutato che sarebbe stata una scelta di immagine positiva per la rete trasmettere la tua musica. Inoltre, siamo da sempre tuoi ammiratori e saremmo venuti volentieri a vederti allo stadio, se avessimo avuto il giovedì libero. Ma siccome ci hanno spostato al venerdì siamo stati costretti a lavorare e a seguirti in televisione.

«Purtroppo quello che abbiamo visto non è uno spettacolo capace di raccontare la forza che sprigioni, ma un assemblaggio insensato di clip, interrotto a tratti da un Gene Gnocchi in crisi dì identità. Abbiamo dovuto leggere solo sui giornali di questa mattina i momenti più forti del concerto che non sono stati riportati, con la giusta evidenza, durante la diretta di ieri sera. Ma Vasco Rossi è superiore a queste cose. E Annozero pure.

Affettuosamente,

Michele Santoro e la sua redazione

Un modo gentile per dire: " e ci sostituite con questa roba?!?"

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categoria:televisione, vasco, dibattito, curiosità
venerdì, 16 maggio 2008
LOSANNA (Svi), 16 maggio 2008 - Clamorosa decisione del Tas: il Tribunale arbitrale dello sport si è pronunciato in favore di Oscar Pistorius, l'atleta sudafricano che corre con l'ausilio delle protesi e che spera di partecipare all'Olimpiade di Pechino con i normodotati. Il 14 gennaio scorso, la Iaaf aveva vietato a Pistorius la partecipazione alle proprie competizioni (e quindi, di fatto, anche ai Giochi) perché riteneva che Oscar traesse un "vantaggio tecnico" dall'utilizzo delle protesi. Il ricorso al Tas del sudafricano è stato accettato.
LE PERIZIE - Gli avvocati di Pistorius avevano presantato una perizia condotta dal professore del MIT Hugh M. Herr, che dava risultati in contrasto con quelli della Iaaf: in pratica, i legali dello sprinter intendevano dimostrare che Oscar non poteva avere alcun vantaggio dalle "J-shaped Cheetah" utilizzate in gara. E il Tas ha ritenuto valide queste argomentazioni, spianando la strada a Pistorius verso l'Olimpiade.
IL MINIMO - Ora il sudafricano dovrà centrare il minimo olimpico per correre a Pechino nella gara individuale (45"55, o 45"95 se nessun connazionale corre sotto questo limite), mentre potrà essere selezionato per la staffetta pur senza aver ottenuto il tempo stabilito. Ai Giochi partecipano le prime 16 staffette al mondo e il Sud Africa ha tutte le carte in regola per esserci. Inoltre a settembre Pistorius dovrebbe anche essere ammesso alle Paralimpiadi.
IAAF CONTENTA - E la Iaaf? Pare aver accolto positivamente la decisione del Tas. "La Iaaf è lieta di annunciare che il Tas ha deciso che Oscar Pistorius potrà partecipare alle competizioni disciplinate dai regolamenti della Iaaf", si legge in un comunicato. La decisione, secondo la federazione, "è la fine di un processo nel quale Pistorius e Iaaf hanno collaborato per risolvere il problema se le protesi 'Cheetah' fornissero o meno a Pistorius un vantaggio nelle competizioni. L’udienza al Tas - prosegue la nota - è stata condotta in modo costruttivo e in un clima di collaborazione tra le due parti per ricercare la verità". Il presidente Lamine Diack ha così commentato: "La Iaaf accetta la decisione del Tas e Oscar sarà il benvenuto in qualsiasi competizione parteciperà in estate. E’ un uomo a cui ispirarsi e non vediamo l’ora di ammirare i risultati che riuscirà ad ottenere in futuro".
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categoria:sport, dibattito, olimpiadi
sabato, 03 maggio 2008

Vi propongo la spiegazione di Marco Pagani sul problema della mancanza di cereali nei paesi in via di sviluppo

 

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Abbiamo parlato dei forti aumenti del prezzo dei cereali  che si stanno verificando in varie parti del mondo e che stanno colpendo soprattutto i paesi più poveri. Il grafico qui sopra ci aiuta a fare luce sulla questione.

Nel 2007 sono stati prodotti 2120 milioni di tonnelate di cereali; di questi solo la metà sono stai destinati all'alimentazione umana. Il resto viene utilizzato come mangime per gli animali, biocombustibile, oppure viene semplicemente sprecato.

Il Presidente Prodi è intervenuto con un articolo su Repubblica, Il mondo senza cibo, un disastro evitabile, in cui prende posizione in modo molto netto contro i biofuel, perchè

Tutti questi argomenti sono stati trattati su Ecoalfabeta oltre un anno fa, come è possibile vedere cliccando sui link precedenti. Peccato che Prodi abbia letto i post solo adesso... :-)  

Se giustamente ci scandalizziamo perchè il 5% dei cereali del mondo finiscono nei serbatoi delle automobili invece che negli stomaci degli affamati, che dire allora di quel 36% che invece va a ingrassare gli animali da allevamento?

I cereali prodotti sul pianeta potrebbero oggi sfamare più o meno 10 miliardi di persone: perchè quindi nel 21° secolo dovrebbero ancora esistere le parole fame, carestia, malnutrizione?

Pensateci la prossima volta che vi sedete a tavola: mangiare meno carne (o meglio ancora non mangiarne affatto) diventa sempre di più una scelta di altissimo valore etico, ambientale e politico.

Per finire, vorrei precisare che non sto auspicando un pianeta con 10 miliardi di homo sapiens. Non per niente qualche riga più sopra ho scritto oggi in corsivo: in un domani non troppo lontano, potremmo avere meno disponibilità di concimi di origine fossile e quindi sognarci di avere rese agricole così elevate. Quindi, meglio non cerscere troppo.

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categoria:politica, ambiente, dibattito
mercoledì, 30 aprile 2008

 

Il video in alto è un esperimento condotto dai giapponesi per dimostrare praticamente la presenza di catrame nei polmoni dopo aver fumanto 400 sigarette.

QUESTI SONO UN VIDEO E UN POST DI SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DELLA CAMPAGNA ANTIFUMO. IL FUMO UCCIDE!!!!

Questo, invece, è un banner per continuare a diffondere questo sano messaggio che a fatica sta entrando nella testa dei fumatori incalliti.
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categoria:test, medicina, dibattito, curiosità
martedì, 22 aprile 2008

Oggi è il 22 aprile. E si “festeggia” una particolare ricorrenza. Oggi, infatti, è la giornata internazionale per la nostra Terra. Oggi è si celebra l’Earth Day. “Il 22 aprile è il giorno in cui l’uomo fa la pace col pianeta”. Queste le parole che l’ecologo Barry Commoner ha pronunciato in questo giorno tanto importante per capire cosa possiamo fare per salvaguardare l’ambiente che ci circonda.

Questa ricorrenza è nata il 22 aprile del 1970, quando almeno 20 milioni di americani scesero in piazza per manifestare per la salvaguardia della terra. L’iniziativa voluta da Gerald Ford, ogni anno anima milioni di persone in tutto il mondo. In questa occasione Sky Cinema e Sky Tg 24 hanno dedicato una programmazione dedicata all’Earth Day, con documentari e un’intervista con Jovanotti, che da tempo si batte per la difesa dell’ambiente.

postato da: T3rminator alle ore 20:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:ambiente, scienza, dibattito
mercoledì, 16 aprile 2008
Ho trovato un internet point vicino l'albergo, a Jesolo, aprofitto per dirvi che qui in questi giorni il tempo lascia molto a desiderare, è alternato a pioggia continua e a "sole" (nuvole). Abbiamo visitato Venezia, le isole di Murano, Burano e  Torcello e ci siamo tutti divertiti. Oggi è l'ultimo giorno effettivo di gita, domani si parte e non mi resta che augurarvi buona notte e un saluto da Jesolo. (al più presto continuerà l'"attività" del blog regolarmente. ) Approfitto dell'occasione per portarvi un saluto anche dal prof Leo54 che è qui con noi e anche lui ricomincerà al più presto!!! 
postato da: T3rminator alle ore 22:48 | Permalink | commenti
categoria:dibattito
domenica, 13 aprile 2008

Ecco una lista da preferire alle altre! Liberamente preso da www.drink.splinder.it spero che non gli dispiaccia!

 

vota_pacman

postato da: T3rminator alle ore 16:40 | Permalink | commenti (2)
categoria:politica, dibattito, curiosità
sabato, 12 aprile 2008

Mi unisco anch'io all'iniziativa "Blog deberlusconizzato" all'indomani del "confronto con Veltroni a Matrix. Alla fine pur non potendo votare, sto seguendo un pò la politica e ieri Berlusconi ha dato conferma di quello che tutti ormai abbiamo potuto "ammirare" negli ultimi 15 anni. Ha copnfermato la sua politica infangatrice sugli avversari e proponendo poche soluzioni ha lasciato molto spazio alla contestazione dei programmi del PD.

  

postato da: T3rminator alle ore 12:11 | Permalink | commenti (3)
categoria:politica, dibattito
venerdì, 11 aprile 2008

Il prof. Leo54, ha scritto ieri un post sul suo blog nel quale si parla del raggio verde (per ulteriori informazioni, leggetelo su www.leo54.splinder.it). Incuriosito dal fenomeno, ho trovato online delle foto davvero belle, ve ne propongo alcune, con la speranza che anche voi, e io, magari un giorno possiate vedere questo fenomeno naturale che ha dell'incredibile!

 

 

Il raggio verde
proietta
nel buio del mondo
nuovi orizzonti
di speranza
per costruire
l'unità del cosmo.
                       (P. Candy)

 

postato da: T3rminator alle ore 13:55 | Permalink | commenti (2)
categoria:scienza, dibattito, curiosità
giovedì, 10 aprile 2008
Ieri pomeriggio, è arrivata una telefonata sul numero fisso di casa, invimnate che era? Pierferdinando Casini che, con una frase registrata, invitava la mia famiglia a votare per lui proponendo un governo diverso e più solido. Allora mi sono chiesto, come mai quando loro vogliono qualcosa da noi, ci chiamano, tappezzano le città con i loro manifesti e indicono comizi e quando poi le elezioni finiscono nessuno ci fa tante peoposte e non ci coinvolge in questo modo? Vi semnbra un bel modo di fare politica?
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categoria:politica, dibattito, curiosità
martedì, 08 aprile 2008
Ansia, obesità e disturbi del sonno.

Questi sono i danni riscontrati in alcuni blogger attivi 24 ore no stop.
Ne parla il New York Time in un interessante articolo apparso ieri online: lo stress nel tenere aggiornato un blog ha portato nel corso degli ultimi anni addirittura a decessi di persone coinvolte.

Vittime note, citate nell'articolo, sono due blogger, Russell Shaw e Marc Orhant, morti nelle scorse settimane per infarto.

Il perchè di tutto questo? Per essere sempre i primi, per avere lo scoop della notizia, per posizionarsi come i primi e motivazioni similari: questo porta il blogger ad assentarsi per brevissimi spazi dal "posto di lavoro" inducendo così se stessi ad essere unicamente interessati all'evolversi del proprio blog e a null'altro. Il blog diventa la priorità numero uno. Un terzo blogger è stato salvato in tempo: Om Malik che dichiara di essersi salvato in tempo, il giovane è infatti scampato ad un attacco di cuore.

L'articolo originale dal New York Times.
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categoria:informatica, dibattito, curiosità
sabato, 05 aprile 2008

Il 3 Aprile del 1973 Martin Cooper, al tempo in forza a Motorola, ha effettuato la prima chiamata mobile con il Motorola DynaTAC 8000X, primo dispositivo cellulare portatile. Aveva un peso di 1.35 kg, lungo 25 cm e autonomia di circa 20 minuti. Da quel giorno è trascorso tanto tempo, e il mercato dei cellulari è, ora più che mai, in rapidissima ascesa e in continua evoluzione. Chissà cosa ci riserverà la tecnolgia tra 35 anni!?!

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categoria:invenzioni, dibattito, curiosità
mercoledì, 02 aprile 2008
In fondo alla pagina c'è il Politometro, un simpatico test per "scoprire" l'orientamento politico di una persona. E' veloce e simpatico provatelo!!!
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categoria:politica, dibattito, curiosità
mercoledì, 02 aprile 2008

Papa Giovanni Paolo II, nato Karol Józef WojtyÅ‚a [?] (in latino: Ioannes Paulus II; Wadowice18 maggio 1920 – Città del Vaticano2 aprile 2005), è stato il 264° vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica (il 263° successore di Pietro) e sovrano dello Stato Vaticano (accanto agli altri titoli connessi al suo ruolo). È stato eletto papa il 16 ottobre 1978. Il 2 aprile 2007, a conclusione della prima fase del suo processo di canonizzazione, gli è stato conferito il titolo di servo di Dio (Servus Dei Ioannes Paulus II).

Primo papa non italiano dopo 455 anni, cioè dai tempi dell'olandese Adriano VI (1522 - 1523), è stato inoltre il primo pontefice polacco, e slavo in genere, della storia.

Giovanni Paolo II intraprese sin dal principio del suo pontificato una vigorosa azione politica e diplomatica contro il comunismo e l'oppressione politica, ed è considerato uno degli artefici del crollo dei sistemi del socialismo reale, già controllati dall'ex Unione Sovietica. Combatté la Teologia della Liberazione, intervenendo ripetutamente in occasioni di avvicinamenti di alcuni esponenti del clero verso soggetti politici dell'area marxista. Stigmatizzò inoltre il capitalismo sfrenato e il consumismo, considerati antitetici alla ricerca della giustizia sociale, causa di ingiustificata sperequazione fra i popoli e, per taluni effetti, lesivi della dignità dell'uomo. Nel campo della morale, si oppose fermamente all'aborto e confermò l'approccio tradizionale della Chiesa sulla sessualità umana, sul celibato dei preti, sul sacerdozio femminile.

I suoi più di 100 viaggi in tutto il mondo videro la partecipazione di enormi folle (tra le più grandi mai riunite per eventi a carattere religioso). Con questi viaggi apostolici, Giovanni Paolo II coprì una distanza molto maggiore di quella coperta da tutti gli altri papi messi assieme. Questa grande attività di contatto (anche con le generazioni più giovani, con la creazione delle Giornate Mondiali della Gioventù) fu da molti interpretata come segno di una seria intenzione di costruire un ponte di relazioni tra nazioni e religioni diverse, nel segno dell'ecumenismo, che era stato uno dei punti fermi del suo papato.

Sul piano dei rapporti con l'Italia, i viaggi sottolinearono l'intenzione di separare l'aspetto politico da quello religioso, come il Pontefice stesso tenne a sottolineare, due anni dopo la revisione del Concordato, nel 1986, a Forlì, ricordando che il precedente Papa a visitare quella città era stato Pio IX, in veste anche di capo di Stato: "Da allora, la situazione politica è profondamente mutata, ed è stata come tale ufficialmente riconosciuta dalla Chiesa".

Papa WojtyÅ‚a beatificò e canonizzò molte più persone di ogni altro pontefice: si calcola che le persone da lui beatificate (all'11 ottobre 2003) erano 1338[3] e canonizzate (sempre ad ottobre 2003) circa 482[4], mentre i predecessori nell'arco dei quattro secoli precedenti hanno proclamato soltanto 300 santi[3].

Il 14 marzo 2004 il suo pontificato superò quello di Leone XIII come terzo pontificato più lungo della storia (dopo Pio IX e San Pietro).

La lunghezza del papato di Karol WojtyÅ‚a fu in marcato contrasto con quella del suo immediato predecessore, Giovanni Paolo I, che morì improvvisamente dopo soli 33 giorni di ufficio (e in memoria del quale Giovanni Paolo II scelse il proprio nome).

 

Le origini

Karol Wojtyła a dodici anni.
Karol Wojtyła a dodici anni.

Karol Józef WojtyÅ‚a (IPA: /ˈkarÉ”l ˈjuzef vÉ”jˈtɨwa/) nacque il 18 maggio 1920 a Wadowice, nel sud della Polonia, terzo figlio di Emilia, nata Kaczorowska (1884) e di Karol WojtyÅ‚a senior (1879) ex-ufficiale dell'esercito asburgico. Da giovane veniva chiamato dagli amici e dai familiari Lolek.

Sua madre, Emilia, morì nel 1929 per insufficienza renale ed una malattia cardiaca congenita. Quando Karol, che aveva 9 anni, seppe della notizia disse: «Era la volontà di Dio». Suo fratello maggiore, Edmund, di professione medico, noto anche come Mundek, morì nel 1932 per aver contratto la scarlattina all'età di 26 anni, da un paziente. La sorella Olga, invece, era morta poco dopo la nascita nel 1914 prima ancora, dunque, che Karol nascesse. Dopo la morte della madre Emilia, suo padre, un uomo molto religioso, si impegnò con tutte le forze per poter far studiare il figlio Karol.

La sua gioventù venne segnata da un intenso rapporto con l'allora folta e viva comunità ebraica di Wadowice.

Università

Nell'estate del 1938 Karol WojtyÅ‚a e suo padre lasciarono Wadowice per trasferirsi a Cracovia, dove si iscrisse alla Università Jagellonica nel semestre autunnale. Nel suo primo anno studiò Filologia, Lingua e Letteratura Polacca. Prese anche lezioni private di francese.

Lavorò come bibliotecario volontario, e fece l'addestramento militare obbligatorio nella legione Accademica. Alla fine dell'anno accademico 1938-1939, impersonò il ruolo di Sagittarius nell'opera fiabesca The Moonlight Cavalier, prodotta da una compagnia teatrale sperimentale. Iniziò nel frattempo lo studio delle lingue, che lo portò poi a conoscere e parlare 11 idiomi diversi: polacco, slovacco, russo, italiano, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, ucraino e inglese, oltre ad un'ottima conoscenza del latino ecclesiastico.

La seconda guerra mondiale

La casa natale di Wojtyła a Wadowice.
La casa natale di Wojtyła a Wadowice.

Nel settembre del 1939 la Germania invase la Polonia e la nazione fu occupata prima dalle forze naziste e poi da quelle sovietiche. Allo scoppio della guerra, Karol e suo padre fuggirono da Cracovia verso est, insieme a migliaia di altri polacchi. Durante la marcia dovettero a volte rifugiarsi dentro delle fosse, per nascondersi dai velivoli della Luftwaffe. Dopo avere camminato per 200 chilometri seppero dell'invasione russa della Polonia e furono obbligati a ritornare a Cracovia.

Nel novembre, 184 accademici dell'Università Jagellonica furono arrestati e l'università venne chiusa. Tutti i maschi abili furono costretti a lavorare. Nel primo anno di guerra Karol lavorò come fattorino per un ristorante. Questo lavoro leggero gli permise di continuare gli studi e la carriera teatrale e di mettere in pratica atti di resistenza culturale. Intensificò inoltre lo studio del francese.

Dall'autunno del 1940 Karol lavorò per quasi quattro anni come manovale in una cava di calcare. Il padre morì nel 1941. Nel 1942, entrò nel seminario clandestino diretto dal cardinale Sapieha, arcivescovo di Cracovia.

Il 29 febbraio 1944, tornando a casa dal lavoro nella cava, fu investito da un camion tedesco, perse coscienza e passò due settimane in ospedale. Riportò un trauma cranico acuto, numerose escoriazioni e una ferita alla spalla. Secondo Testimone della Speranza, la biografia scritta da George Weigel, questo incidente e la sopravvivenza ad esso sembrarono a WojtyÅ‚a una conferma della propria vocazione religiosa.

Nell'agosto 1944 iniziò la rivolta di Varsavia e il 6 agosto, il "lunedì nero", la Gestapo perquisì la città di Cracovia deportando i giovani maschi per evitare un'analoga sollevazione. Quando la Gestapo perquisì la sua casa, WojtyÅ‚a riuscì a scampare alla deportazione nascondendosi dietro una porta e fuggì nell'Arcivescovato, dove rimase fino a guerra finita. La notte del 17 gennaio 1945 i tedeschi abbandonarono la città. I seminaristi recuperarono il vecchio seminario, ridotto in rovine.

Servizio ecclesiastico

Karol WojtyÅ‚a venne ordinato sacerdote il 1 novembre 1946 dall'arcivescovo di Cracovia, Adam Stefan Sapieha. Subito dopo egli si trasferì a Roma per proseguire gli studi teologici presso la Pontificia Università San Tommaso d'Aquino (conosciuta anche come Angelicum). Nella tesi di dottorato, che prese in esame la dottrina della fede in San Giovanni della Croce, WojtyÅ‚a pose l'accento sulla natura personale dell'incontro dell'uomo con Dio. Ritornato in Polonia nell'estate del 1948, la sua prima missione pastorale fu nel paesino di Niegowić, a venticinque chilometri da Cracovia. Nel marzo 1949 fu trasferito nella parrocchia di San Floriano a Cracovia. Insegnò etica all'Università Jagellonica della città e successivamente all'Università Cattolica di Lublino. Nel 1958 fu nominato vescovo ausiliario di Cracovia, e quattro anni dopo assunse la guida della diocesi quale vicario capitolare.

Il 30 dicembre 1963 papa Paolo VI lo nominò arcivescovo di Cracovia. Sia come vescovo prima che come arcivescovo poi WojtyÅ‚a partecipò al Concilio Vaticano II, contribuendo ai documenti per la stesura del Dignitatis Humanae e del Gaudium et Spes, due dei documenti storici più importanti ed influenti prodotti dal concilio.

Paolo VI mentre impone la berretta cardinalizia a Karol Wojtyła
Paolo VI mentre impone la berretta cardinalizia a Karol Wojtyła

Fu creato cardinale il 26 giugno 1967 da papa Paolo VI. Nell'agosto del 1978, dopo la morte di Paolo VI, partecipò al conclave che si concluse con l'elezione di Albino Luciani, il cardinale patriarca di Venezia, che divenne papa Giovanni Paolo I. Avendo appena 65 anni, Luciani era considerato un pontefice giovane in confronto ai suoi predecessori. Tuttavia WojtyÅ‚a, che ne aveva 58, avrebbe potuto aspettarsi di partecipare nuovamente ad un conclave prima di raggiungere gli ottant'anni (età massima per i cardinali per partecipare all'elezione del pontefice), ma certo non si aspettava che il suo secondo conclave si sarebbe tenuto così presto. Invece il 28 settembre 1978, dopo solo 33 giorni di pontificato, Giovanni Paolo I morì. Nell'ottobre 1978 WojtyÅ‚a fece ritorno in Vaticano per prendere parte al secondo conclave in meno di due mesi.

Il secondo Conclave del 1978

Qualcuno pensa che la sua nomina, come quella del suo predecessore, fu frutto di un compromesso: il conclave infatti, secondo quanto emerso dai racconti di alcuni Cardinali, vide una netta divisione tra due candidati particolarmente forti quali il cardinale Giuseppe Siri, arcivescovo di Genova, votato dalla parte dell'ala conservatrice, ed il cardinale Giovanni Benelli, arcivescovo di Firenze, molto vicino a papa Giovanni Paolo I e sorretto dall'ala più riformista del Collegio dei Cardinali. Sembra che nei primi ballottaggi Benelli arrivò a nove voti dall'elezione ma WojtyÅ‚a, in parte grazie al supporto ottenuto da cardinali come Franz König ed altri che avevano precedentemente appoggiato Siri, venne eletto con il grande stupore di tutto il mondo.

Il 16 ottobre 1978, all'età di 58 anni, WojtyÅ‚a succedette a papa Giovanni Paolo I. Al momento dell'elezione WojtyÅ‚a avrebbe voluto assumere il nome di Stanislao I in onore del santo patrono della Polonia. Tuttavia, poiché i cardinali gli fecero notare che era un nome che non rientrava nella tradizione romana, WojtyÅ‚a scelse Giovanni Paolo II [5].

L'annuncio della sua elezione (l'Habemus papam) fu dato alle ore 18:45 dal cardinale Pericle Felici. Pochi minuti più tardi il nuovo papa si presentò alla folla riunita in piazza San Pietro, affacciandosi dalla loggia che sovrasta l'ingresso della basilica. Nel suo breve discorso egli si definì come «il nuovo Papa chiamato da molto lontano» e superò subito le diffidenze degli italiani, che vedevano per la prima volta da lungo tempo un pontefice straniero, dicendo «se mi sbaglio mi corrigerete!», frase rimasta famosa e che provocò l'applauso dei presenti. Al termine egli impartì la prima benedizione Urbi et Orbi che fu trasmessa in mondovisione.

Il giorno seguente il nuovo Pontefice celebrò la messa insieme al Collegio cardinalizio nella Cappella Sistina e il 22 ottobre iniziò solennemente il ministero Petrino, quale 263° successore dell'Apostolo Pietro.

Papa Giovanni Paolo II volle iniziare il suo pontificato con il rendere omaggio ai due Patroni d'Italia e così il 5 novembre 1978 visitò Assisi, per venerare San Francesco, e successivamente si recò anche alla basilica di Santa Maria sopra Minerva in Roma, per venerare la tomba di Santa Caterina da Siena. Il 12 novembre Giovanni Paolo II prese possesso, come vescovo di Roma, della cattedra di San Giovanni in Laterano e il 5 dicembre compie la prima visita alle parrocchie della Diocesi di Roma iniziando con San Francesco Saverio nel quartiere della Garbatella.

Da notare che in Italia il cognome di Giovanni Paolo II viene solitamente scritto come Wojtyla.

L'attentato subito 

13 maggio 1981, ore 17.22: Mehmet Ali AÄŸca attenta alla vita di Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.
13 maggio 1981, ore 17.22: Mehmet Ali AÄŸca attenta alla vita di Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro.

Il 13 maggio 1981 subì un attentato quasi mortale da parte di Mehmet Ali AÄŸca, un killer professionista turco, che gli sparò due colpi di pistola in piazza San Pietro, pochi minuti dopo che egli era entrato nella piazza per un'udienza generale, colpendolo all'addome. WojtyÅ‚a fu presto soccorso e sopravvisse. Dopo l'attentato fu sottoposto ad un intervento di 5 ore e 30 minuti[6].

Due giorni dopo il Natale del 1983, volle andare in prigione per incontrare il suo attentatore e dargli il suo perdono. I due parlarono da soli per lungo tempo e la loro conversazione è rimasta ancora oggi privata. Il Papa disse poi dell'incontro: «Ho parlato con lui come si parla con un fratello, al quale ho perdonato e che gode della mia fiducia. Quello che ci siamo detti è un segreto tra me e lui». L'attentatore venne in seguito condannato all'ergastolo dalla giustizia italiana per attentato a Capo di Stato estero. Nel 2000 il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi gli concesse la grazia: Ali AÄŸca, estradato dall'Italia, fu condotto nel carcere di massima sicurezza di Kartal (Turchia), nel quale stava scontando la pena di dieci anni di reclusione per l'assassinio del giornalista Abdu Ipekci, avvenuto nel 1979.

Ali AÄŸca non ha mai voluto rivelare in modo chiaro la verità e ha ripetutamente cambiato versione sulla dinamica della preparazione dell'attentato, a volte suggerendo di aver avuto aiuti dall'interno del Vaticano. I documenti analizzati dalla commissione Mitrokhin dimostrerebbero che l'attentato fu progettato dal KGB in collaborazione con la polizia della Germania Orientale (Stasi) e con l'appoggio di un gruppo terroristico bulgaro a Roma, che a sua volta si sarebbe rivolto ad un gruppo turco radicale, i lupi grigi. Una relazione di minoranza della stessa commissione negò questa tesi; tuttavia, altri documenti scoperti negli archivi sovietici e resi pubblici nel marzo 2005 supportano la tesi che l'attentato sia stato commissionato dall'Unione Sovietica [7].

Le motivazioni che avrebbero portato l'URSS a preparare l'attentato non sono state chiarite; probabilmente, l'Unione Sovietica temeva l'influenza che un Papa polacco poteva avere sulla stabilità dei loro Paesi satelliti dell'Europa Orientale, in special modo la Polonia[citazione necessaria]. Tutte queste informazioni vanno considerate alla stregua di ipotesi, perché ad oggi non sono state comprovate le circostanze e le motivazioni dell'attentato.

Giovanni Paolo II con Sandro Pertini sull'Adamello
Giovanni Paolo II con Sandro Pertini sull'Adamello

Un documento della Congregazione per la Dottrina della Fede analizza l'attentato, mettendolo in relazione con l'ultimo dei Segreti di Fatima[8]. L'attentato è avvenuto nel giorno della ricorrenza della prima apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima e Giovanni Paolo II, convinto che fu la mano della Madonna a deviare quel colpo e a salvargli la vita, volle che il bossolo del proiettile fosse incastonato nella corona della statua della Vergine a Fatima.

Un altro tentativo di assassinio di Giovanni Paolo II avvenne il 12 maggio 1982 a Fatima: un uomo tentò di colpire il papa con una baionetta, ma fu fermato dalla sicurezza. L'uomo, un sacerdote spagnolo di nome Juan María Fernández y Krohn, si opponeva alle riforme del Concilio Vaticano II e definiva il papa un "agente di Mosca". Fu condannato a sei anni di prigione e, quindi, espulso dal Portogallo.

Curiosamente, Padre Pio da Pietrelcina aveva predetto che il suo pontificato sarebbe stato breve e sarebbe finito nel sangue. Il papa, al contrario, si spense serenamente nel suo appartamento dopo uno dei pontificati più lunghi nella storia della Chiesa cattolica.

I problemi di salute

Essendo il più giovane papa eletto dai tempi di papa Pio IX nel 1846 (eletto papa a 54 anni), Giovanni Paolo II iniziò il suo pontificato in ottima salute. Era un uomo relativamente giovane che, diversamente dai suoi predecessori, faceva abitualmente escursioni, nuotava e sciava. Tuttavia, dopo oltre venticinque anni sul seggio papale, un attentato ed un gran numero di traumi fisici, la sua salute cominciò a declinare. Fu vittima di un tumore al colon che gli venne rimosso nel 1992, si slogò una spalla nel 1993, si ruppe il femore nel 1994 e subì l'appendicectomia nell' ottobre del 1996.

Nel 2001 venne stabilito nel corso di una visita ortopedica che, come alcuni osservatori internazionali sospettavano da tempo, Giovanni Paolo II soffriva del morbo di Parkinson. Ciò venne ufficialmente confermato dal Vaticano nel 2003. Oltre all'evidente tremore alla mano, cominciò a pronunciare con difficoltà più frasi di seguito, e vennero notati anche alcuni problemi uditivi. Soffriva anche di un'artrosi acuta al ginocchio destro, che aveva sviluppato in seguito all'applicazione di una protesi all'anca. Nonostante questi disagi, continuò a girare il mondo. Disse di accettare la volontà di Dio che lo faceva Papa, e così rimase determinato a rimanere in carica fino alla morte, o finché non sarebbe diventato mentalmente inabile in maniera irreversibile. Coloro che lo hanno incontrato dicono che, sebbene provato fisicamente, sia sempre stato perfettamente lucido.

Nel settembre 2003, il cardinale Joseph Ratzinger, spesso considerato la «mano destra» del Santo Padre, disse «dovremmo pregare per il Papa», sollevando serie preoccupazioni circa lo stato di salute del Pontefice.

Morte

Il corpo di Giovanni Paolo II.
Il corpo di Giovanni Paolo II.
Il Presidente USA Bush con la moglie e i suoi predecessori Clinton e Bush padre inginocchiati davanti al corpo del Papa
Il Presidente USA Bush con la moglie e i suoi predecessori Clinton e Bush padre inginocchiati davanti al corpo del Papa

 

Il 1° febbraio 2005 fu ricoverato all'Ospedale Gemelli di Roma fino al 10 febbraio; successivamente fu costretto a saltare gran parte degli impegni previsti per l'aggravarsi delle sue condizioni di salute. Il 27 marzo, giorno di Pasqua, apparve alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo. Il cardinale Angelo Sodano lesse il messaggio Urbi et Orbi quando il Papa benedisse la folla di mano sua. Tentò di parlare ma non vi riuscì.

Il 30 marzo, mercoledì, il Papa apparve alla finestra su piazza San Pietro per poco tempo. Tentò inutilmente di parlare. Fu l'ultima volta che si mostrò in pubblico prima di morire.

Morì il 2 aprile 2005 alle ore 21:37 dopo due giorni dal peggioramento del suo stato di salute a causa di un'infezione dell'apparato urinario.

I funerali ebbero luogo sei giorni dopo, venerdì 8 aprile 2005, celebrati dal cardinale Joseph Ratzinger in piazza San Pietro, con la partecipazione di un altissimo numero di capi di stato e di governo (più di 200 delegazioni ufficiali) oltre ai rappresentanti di tutte le religioni . Si è stimato che il rito sia stato seguito direttamente da 250.000-300.000 persone che affollavano la piazza e l'antistante via della Conciliazione, e, tramite maxischermi, da almeno 2 milioni di persone riunite a Tor Vergata e nelle piazze di Roma[9]. L'eccezionalità dell'evento fu sottolineata in quei giorni da diversi commentatori[10], e il rito funebre fu trasmesso in diretta in mondovisione dalla RAI a reti unificate totalizzando, in Italia, quasi 15 milioni di spettatori e uno share del 90%.[11].

L'afflusso di pellegrini a Roma nei giorni precedenti al funerale fu particolarmente intenso e sono state stimate tra i 2 e i 5 milioni di presenze totali.[12] Furono allestite velocemente dalla Protezione Civile, tendopoli e ospedali da campo e furono posizionati nelle piazze cittadine, dal comune di Roma, ventisette maxischermi. La Protezione Civile prevedendo un afflusso straordinario a Roma, inviò, nei giorni precedenti, su scala nazionale a tutti i telefoni cellulari, alcuni SMS che fornivano informazioni sulle condizioni climatiche, i dati d'afflusso, e invitavano i "partecipanti" a seguire l'evento tramite maxischermo poiché piazza San Pietro era divenuta inaccessibile già dal 6 aprile.[13]

La tomba di Giovanni Paolo II situata in Vaticano
La tomba di Giovanni Paolo II situata in Vaticano

Successione

 

Subito dopo la morte di papa Giovanni Paolo II è iniziato il periodo di sede vacante ed il processo di successione. Il suo "Anello del Pescatore" ed il sigillo sono stati distrutti dal cardinale camerlengo, Eduardo Martínez Somalo, a significare la fine della sua autorità papale. L'appartamento papale è stato sigillato ed è iniziato il cerimoniale di nove giorni di esequie. Il corpo di Giovanni Paolo II è stato esposto fino al suo funerale che si è tenuto venerdì 8 aprile.

Dopo l'elezione di Benedetto XVI l'appartamento è stato dissigillato, per consentire al nuovo Papa di prenderne possesso.

Processo di Beatificazione Il 28 aprile successivo alla morte, papa Benedetto XVI ha concesso la dispensa dal tempo di cinque anni di attesa dopo la morte, per l'inizio della causa di beatificazione e canonizzazione di Giovanni Paolo II. La causa è stata aperta ufficialmente il 28 giugno 2005 dal cardinale Camillo Ruini, vicario generale per la Diocesi di Roma.

Il 2 Aprile 2007 a due anni dalla morte, nella basilica di San Giovanni in Laterano in Roma, il cardinale Camillo Ruini ha dichiarato conclusa la prima fase diocesana del processo di beatificazione di Giovanni Paolo II, consegnando le risultanze alla Congregazione per le Cause dei Santi. Tale atto è avvenuto attraverso un iter giuridico-procedurale durante il quale sono stati letti in latino i verbali per il passaggio dei documenti, i quali riguardano la deposizione di 130 testimoni a favore e contro la beatificazione, nonché le conclusioni di teologi e storici a riguardo.

Il Pontificato

Stemma pontificio di Giovanni Paolo II. La M in basso a destra sta per Maria
Stemma pontificio di Giovanni Paolo II. La M in basso a destra sta per Maria

Sull'onda del processo di rinnovamento ecclesiastico avviato dal Concilio Vaticano II, Giovanni Paolo II fece meno - come il suo predecessore - di parte della simbologia e del cerimoniale tradizionale al fine di rendere il suo pontificato meno simile ad un vero e proprio regno. Decise, pertanto, di non usare il pluralis maiestatis, riferendosi a sé stesso con «Io» al posto di «Noi», e optò per una semplice messa di inaugurazione, al posto della tradizionale cerimonia di incoronazione papale. Il suo stemma sarà l'ultimo a adottare la tiara (o triregno), un copricapo extra-liturgico adottato dai papi all'inizio del XIV secolo e visto spesso come un simbolo di potere terreno e di ricchezza, ma egli non la indosserà mai sostituendola con la mitria.

  « Il Papa Giovanni Paolo I, il cui ricordo è così vivo nei nostri cuori, non ha voluto il triregno e oggi non lo vuole il suo Successore. Non è il tempo, infatti, di tornare ad un rito e a quello che, forse ingiustamente, è stato considerato come simbolo del potere temporale dei Papi »
(Giovanni Paolo II, messa di inaugurazione papale, 22 ottobre 1978[1])

Nell'omelia di inizio pontificato si soffermò anche sulla simbologia delle tre corone della tiara interpretandole, innovativamente, come la triplice missione di Cristo di "sacerdote, profeta-maestro e re".

Il suo pontificato è stato caratterizzato da una intensa attività pastorale che lo ha portato in ogni parte del mondo. Ha operato per la difesa della pace e per migliorare le relazioni con le altre religioni, in primo luogo con anglicani ed ortodossi.

Nei confronti degli ebrei, ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Israele ed ha chiesto perdono per le mancanze e i peccati dei cristiani verso i "fratelli maggiori" nel corso dei secoli.

Wojtyła ha avuto anche una grande attenzione ai temi sociali. Ha scritto due encicliche sulle distorsioni delle dottrine capitaliste e comuniste: la Laborem Exercens (14 settembre 1981) e la Centesimus Annus (1 maggio 1991), nel centenario della Rerum Novarum di papa Leone XIII.

Ha richiesto più volte a tutti gli stati di rispettare la libertà religiosa dei propri cittadini, il suo primo pronunciamento in tale senso è stata una lettera al segretario delle Nazioni Unite Kurt Waldheim il 2 dicembre 1978 in occasione del trentesimo anniversario della firma della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo del 1948.

Nel 1982 ha elevato l'Opus Dei al rango di prelatura personale.

Nel 1983 promulgò la nuova versione del Codice di diritto canonico, riformando l'edizione del 1917 che aveva promulgato Benedetto XV.

Il 2 dicembre 1984 confermò la prassi del sacramento della confessione condannando la pratica della confessione comunitaria.

Con la Costituzione Apostolica Pastor Bonus del 1988 stabilì l'organizzazione della Curia Romana ed i compiti dei vari dicasteri.

Nel 1989 respinse le richieste di 163 teologi e teologhe riunite nel documento chiamato Dichiarazione di Colonia in cui essi affermavano che non sarebbe dovuta obbedienza alla Santa Sede su alcune particolari questioni di fede (soprattutto riguardo ai temi della Humanae Vitae) e che sarebbe necessaria una consultazione popolare per l'elezione dei vescovi.

Il 15 agosto 1990 nella costituzione apostolica Ex corde ecclesiae stabilì alcune regole per le Università cattoliche, tra cui il requisito per i docenti dell'approvazione del proprio vescovo.

Il 22 ottobre 1993 confermò la regola del celibato sacerdotale nella Chiesa latina, affermando che «bisogna ardire, mai ripiegare».

L'11 febbraio 1997, su indicazione del cardinale Camillo Ruini, nominò Antonio Buoncristiani come delegato ad «esercitare tutte le funzioni spettanti normalmente sia al Superiore generale che al Superiore provinciale» nella Società San Paolo, e quindi nella direzione della casa editrice delle Edizioni Paoline e di tutti i periodici da esse gestiti, tra cui Famiglia Cristiana. La vicenda portò alle dimissioni dell'allora direttore Leonardo Zega.

Con il motu proprio Ad tuendam fidem del 1998 chiarì il significato della «professione di fede del 1989» che stabilisce la necessità per i teologi cattolici di aderire alle «verità» proclamate dal Magistero «in modo definitivo» anche quando queste non siano stabilite come dogma.

Sempre nello stesso anno, con il motu proprio Apostolos suos del 21 maggio chiarì i limiti delle Conferenze episcopali.

Il Pontefice ribadì ripetutamente la dignità dell'uomo e il diritto alla vita, come fondamento di tutte le posizioni assunte in tema di morale. Ogni individuo è «unico e irripetibile» ed ogni persona in quanto è ad «immagine e somiglianza di Dio» ha una dignità che non è acquisita con meriti, ma è data fin dalla nascita. Il diritto naturale secondo san Tommaso discende dal diritto divino, da un volere del creatore che ha imposto tali leggi alla natura creata. La vita è un diritto in quanto dono di Dio, il Solo che può darla e toglierla. Il diritto alla vita è per il pontefice il fondamento di ogni altro diritto: della persona, e dell'esistenza di una giustizia e di un sistema di diritti a suo riguardo.

Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo! Alla sua salvatrice potestà aprite i confini degli stati, i sistemi economici come quelli politici, i vasti campi di cultura, di civiltà, di sviluppo. Non abbiate paura! Cristo sa cosa è dentro l'uomo. Solo lui lo sa!

 

liberamente tratto da www.Wikipedia.org

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categoria:dibattito, grandi persone
domenica, 30 marzo 2008

Il "calcio violento" torna a far parlare di sè, proprio nella dodicesima giornata di ritorno, che doveva ricordare la morte di Gabriele Sandri, il giovane tifoso laziale ucciso da un colpo di pistola da un poliziotto che tentava di calmare gli animi bollenti degi ultras biancocelesti, da oggi si dovrò purtroppo anche la morte di Matteo Bagnaresi. Erano tre anni che il ventisettenne Matteo, non andava allo stadio a seguire il suo PArma per squalifica, oggi sarebbe dovuto tornare. Ma qualcosa è andato storto, secondo le prime ricostruzioni, così sono andati i fatti:"alle 12.30 arriva presso l'area di servizio un pullman con 25 tifosi della Juve a bordo, proveniente da Crema. Si ferma, gli occupanti scendono, qualcuno si dirige verso il bagno, altri rimangono nei pressi del mezzo fumando sigarette. Dopo circa tre minuti arrivano due pullman dei "Boys" di Parma, alcuni ultrà scendono impugnando minacciosamente le cinghie dei pantaloni e lanciando bottiglie verso il pullman dei bianconeri. Gli juventini, in inferiorità numerica e in preda al panico, risalgono sul loro veicolo, che parte a razzo. Travolgendo Matteo Bagnaresi, a quanto pare apparso all'improvviso da dietro un distributore di benzina. Il giovane viene schiacciato dalla ruota anteriore e dalla quella posteriore del lato sinistro del pullman. Qualcuno a bordo si accorge dell'accaduto e avverte il guidatore che però prosegue la fuga in autostrada per circa 700 metri, poi si ferma e chiama la polizia. Pare che l'autista, già interrogato, abbia dichiarato di non essersi reso conto di aver travolto una persona. Ad avvisarlo, inducendolo a fermare il mezzo, sarebbe stato un tifoso seduto in ultima fila. " E' ancora tutto da chiarire, ma la dinamica è quasi certamente questa. Perchè andare allo stadio con lo scopo di far male qualcuno? Perchè combattere contro un nemico che non esite? Qual'è lo scopo? Tifare per una squadra di calcio invece di un'altra è un reato? E' un gesto per il quale essere puniti? Andare aallo stadio è l'occassione per trascorrere una domenica diversa, in allegria e serenità, non bisogna avere il timore di andarci e non ritornare più, bisogna fare qualcosa, o si fermano loro o si ferma il calcio. Non si può morire per uno sport, per guardare 22 persone che prendono a calci un pallone, le città ogni domenica sono assediate dai tifosi e dalla polizia, ci sono costantemente scontri e il numero di feriti e danni è a volte da bollettino di guerra. Le autorità devono intervenire, non si possono privare le città del servizio pubblico perchè è in corso una partita questo è davvero assurdo!!! 

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categoria:calcio, dibattito, curiosità
sabato, 29 marzo 2008

 

Ritornano le invenzioni bizzarre! Stavolta parliamo di un letto davvero strano. Si chiama Quantum sleeper, ed è una specie di rifugio perfetto per le vostre notti tranquille. Praticamente è un letto che vi proteggerà da qualsiasi attacco chimico o batteriologico, è a prova di poiettile ed ha un bagno. Più sicura di così.....

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categoria:invenzioni, dibattito, curiosità
venerdì, 28 marzo 2008

Oggi esce il nuovo album di Vasco Rossi, Il mondo che vorrei, ed è proprio con questo singolo che già da qualche giorno sta scalando le classifiche radiofoniche. Come sempre il Blasco riesce a scrivere una canzone con un testo e una musica unica e che piace a tutti. Il significato è semplice e bello, soprattutto fa riflettere molto.

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categoria:musica, dibattito, curiosità
venerdì, 28 marzo 2008

 

 

Dopo l'inno del Popolo della Libertà e ancor prima quello di Obama in America, tra gli inni politici per le elezioni politiche italiane arriva anche quello del PD. Fino ad ora la campagna elettorale di Veltroni era stata accompagnata dalla canzone di Jovanotti, Mi fido di te, ma da oggi questo è il nuovo inno ufficiale, scritto rivedendo il testo della famosa canzone dei Village People, YMCA.

postato da: T3rminator alle ore 13:19 | Permalink | commenti
categoria:politica, dibattito, curiosità
giovedì, 27 marzo 2008

Thomas Beatie è nato come donna, ma poi è diventato uomo, e lo è tutt'ora. E' un transessuale come tanti altri, ma ha qualcosa di decisamente diverso dagli altri. E' il primo uomo (transessuale) ad essere incinta. Aspetta una bambina che si chiamerà Nancy ed è al quinto mese di gravidanza. Il tutto è dovuto al fatto che non ha voluto sottoporsi alla sterilizzazione proprio per riservarsi la facoltà di procreare. La notizia ha fatto scalpore e in America è nato un forte tam-tam sulla  rete. Cosa ne dite? E' eticamente corretto che una bambina avrà un padre e una madre che sono esteticamente uomo? Intanto vi riporto una breve intervista rilasciata dallo stesso Beatie.

La sterilizzazione non è un requisito fondamentale per la riassegnazione del sesso, così ho deciso di preservare il mio diritto a procreare“. E com’è vivere una gravidanza da uomo? “Quando abbiamo deciso di avere un figlio, i nostri familiari sono rimasti choccati mentre molti medici ci hanno respinto. Per i vicini eravamo una coppia normale, ora non lo siamo più“. E poi aggiunge “desiderare un figlio non è una prerogativa femminile, ma fa parte dell’essere umano“. “La gravidanza è una sensazione incredibile. Nonostante la mia pancia cresca giorno dopo giorno, io mi sento uomo e quando mia figlia nascerà, io sarò il padre e Nancy la madre“.

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categoria:medicina, dibattito, curiosità
giovedì, 27 marzo 2008

Quanti sono gli indecisi, quelli che non sanno da che parte stare? Sto parlando delle prossime elezioni politiche italiane che si terranno il 13 e 14 Aprile. Sono prorpio gli indecisi che muovono definitivamente l'ago della bilancia a favore di uno schieramento politico. Per aiutaare nella scelta i dubbiosi elettori è nata un'associazione senza scopo di lucro, la Democrazia Elettronica Partecipazione Pubblica (Depp) che ha inserito sulla reta un quastionario per capire da che parte state! Il tutto consiste in 25 domande che "esamineranno" le vostre attitudini e orientamenti, aiutamdovi nella scelta. Il link al test è questo http://www.voisietequi.it/. Provate a fare il test anche se siete già schierati, sarà divertente confrontare i risultati!

postato da: T3rminator alle ore 14:36 | Permalink | commenti
categoria:politica, dibattito, curiosità

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