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sabato, 19 gennaio 2008

Avete mai sentito parlare di elettrosmog?????

Veramente neanch'io ed è per questo che ho deciso di informarmi un pò sulla questione. Ne sono venuto a conoscenza un pò di tempo fa leggendo un giornale d'informatica che parlava di eventuali e potenziali rischi per la salute a causa della tecnologia wireless e bluethoot. Approfondendo la questione, è emerso che da qualche anno gli scienziati stanno studiando il fenomeno con risultati preoccupanti. Ad esempio, una telefonata di 5 minuti, riscalderebbe il cervello di un bambino di 5 anni quasi del tutto,  provocando un calo di concentrazione, mancanza di riflessi e a lungo andare potrebbe provocare tumori!!!

Non sarebbe la prima volta che se ne parla, infatti, una coppia della Lombardia, qualche tempo fa ha visto morire prima i loro figli di tumore al cervello, poi si sono ammalti loro di leucemia, il tutto è incominciato quando una compagnia telefonica ha installato nei pressi della loro abitazione un potente ricevitore. Sarà un caso?? E che caso!!!!!! Realtà drammatiche purtroppo, che ci vedono comunque protagonisti quatiodianamente. A chi non è capitato di rispondere al cellulare per strada, o usare ilo bluethoot o la tecnologia senza fili wireless almeno una volta?? E c'è di più, recenti studi hanno dimostrato che i cordless, sarebbero 100 volte più potenti dei cellulari e quindi 100 volte più dannosi!!!

Da questi dati, sembra che non si possa far niente per "sfuggire" a questa pioggia di radiazioni che quotidianamente ci colpisce,infatti, basta che un nostro vicino di casa abbia un apparecchio quale, cordless o modem wireless, per essere comunque sottosposti. In realtà,m diversi studiosi del settore, negli anni hanno escogitato vari metodi per sottrarsi alle radiazioni, tra le idee più strane c'è una scheda, grande quanto una carta di credito, che se messa vicino al cellulare assorbe la gran parte delle radiazioni, proteggendo così il nostro corpo. questa è solo una delle varie invenzioni, e anche la meno "ingombrante", si possono invece acquistare delle strane tende, di un materiale particolare che isolano le nostre finestre dalle radiazioni. Ma l'idea più sensazionale è quella che è venuta a un gruppo di scienziati finlandesi che, inventando un materiale particolaare, simile al legno, altamente isolante, hanno proposto di rivestire tutte le abitazioni con questo nuovo ritrovato - tra l'altro costosissimo- facendo così diventare le case dei bunker dalle quali non sarà possibile comunicare all'esterno tramite cellulari e cordless.

Per quanto possano essere vere queste affermazioni (definite dagli stessi studiosi "da verificare") purtroppo ora non possiamo fare molto, perchè la tecnologia va avanti più velocemente degli scienziati e quindi i loro studi sono giornalmente surclassati. A questo punto non mi resta che lasciarvi la parola per un vostro giudizio a riguardo.

postato da: T3rminator alle ore 20:18 | Permalink | commenti
categoria:elettrosmog, dibattito
sabato, 19 gennaio 2008
Tratto da Punto Informatico http://punto-informat...

Londra - Il rapporto tra innovazioni tecnologiche e salute vive di opinioni e studi che riportano pareri contrastanti. E l'attenzione che prima veniva rivolta solo a telefoni cellulari, si sta via via sempre più spostando verso altri apparati: quelli delle reti WiFi.

Le prime antenne a rizzarsi nella direzione del wireless e degli eventuali pericoli sulla salute, questa volta, sono state quelle delle scuole britanniche: è infatti nell'ambiente didattico che è stata avviata una campagna di disattivazione delle reti WiFi, dal momento che non esisterebbero - ad oggi - ricerche mediche e/o scientifiche in grado di dare risultati confortanti sulla "innocuità" di tale tecnologia.

Sul banco degli imputati - riferisce il Times - sono state poste le onde degli apparati di trasmissione WiFi. I genitori degli studenti le temono, per gli effetti che possono causare sui figli: emicranie, cali di memoria, minore capacità di concentrazione, e si arriva persino a parlare di rischio tumori.

Le cause di preoccupazione sono le medesime descritte in vari studi e abstracts relativi alla telefonia mobile: i giovani studenti, in piena età dello sviluppo, hanno una struttura ossea e nervosa ancora fisicamente immatura. In particolare, le ossa del cranio avrebbero uno spessore ridotto e una capacità di "schermatura" inferiore a quella di una persona adulta e fisicamente matura.

Judith Davies, la cui figlia frequenta un istituto del Carmarthenshire, ha dichiarato in un'intervista al Times: "Molte persone si attivano con iniziative contro l'installazione di ripetitori di telefonia mobile nei pressi delle scuole, ma c'è molta ignoranza sulle reti wireless e sul fatto che negli istituti ci sono trasmettitori posizionati vicino ai ragazzi". Engadget, in relazione a questa sorta di "testimonianza", fa notare che il paragone con i ripetitori e antenne di reti e telefoni mobili non regge: dimensioni, potenza, copertura di segnale ed emissioni elettromagnetiche degli hotspot sono decisamente inferiori (in termini di valori medi, un hoptspot esprime un output di 100 mW di potenza contro i 2 Watt di un telefonino).

La preoccupazione nel mondo didattico del Regno Unito rimane elevata. Tim Cannell, coordinatore dei docenti di una scuola del West Sussex, riferisce che il corpo docenti ha preferito dare ascolto alle preoccupazioni dei genitori: "Abbiamo anche condotto varie ricerche. Le autorità ci hanno rassicurato sugli aspetti relativi alla sicurezza, ma non esistono studi a lungo termine che ne diano conferma. Abbiamo comunque riscontrato problemi di affidabilità, per cui abbiamo deciso di optare per una convenzionale rete cablata" ha aggiunto.

Non si tratta del primo "allarme salute" relativo al WiFi: nello scorso inverno Fred Gilbert, rettore della canadese Lakehead University, aveva percorso la medesima strada disattivando alcune reti WiFi e limitando l'uso di altri network wireless, sempre per motivi legati ai potenziali rischi correlati alla salute degli studenti. Il professor Gilbert aveva indicato come significativi i contenuti di una ricerca portata a termine dalla California Public Utilities Commission, che riteneva necessario investigare ulteriormente, visti i potenziali rischi per la salute, facendo cenno anche a quanto dichiarato dall'Organizzazione mondiale della Sanità, che tende ad escludere i rischi, ma non al 100 per cento.

È quindi verosimile aspettarsi, anche nell'ambito della tecnologia wireless, il proliferare di ricerche, opinioni e pareri relativi alla presunta nocività, così come è stato per la telefonia mobile. Sul cui capo pendono i medesimi dubbi, per i medesimi motivi: si tratta di soluzioni relativamente giovani, sulle quali non esistono studi condotti a lungo termine che possano dimostrarne gli effetti, nocivi o meno. E non sempre l'opinione pubblica si accontenta delle rassicurazioni degli esperti di settore.

Dario Bonacina
postato da: T3rminator alle ore 15:41 | Permalink | commenti
categoria:elettrosmog

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