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mercoledì, 26 agosto 2009
E' morto a 77 anni seguito di una lunga malattia il senatore democratico americano Edward Kennedy (meglio noto come Ted) fratello dell'ex presidente degli Stati Uniti John Kennedy e del candidato alla presidenza Bob entrambi morti assassinati. «Abbiamo perso il centro insostituibile della nostra famiglia e della luce gioiosa della nostra vita, ma l'ispirazione della sua fede, ottimismo e perseveranza vivrà nei nostri cuori per sempre», si legge in un comunicato della famiglia citato dalla Cnn. «Ringraziamo tutti coloro che gli hanno dato assistenza nell'ultimo anno, e tutti quelli che lo hanno accompagnato nella sua incessante marcia per il progresso verso la giustizia».

Ted Kennedy era malato da tempo di un tumore al cervello. Da giorni si rincorrevano voci circa un drastico peggioramento delle sue condizioni, alimentate anche dalla sua assenza al funerale della sorella Eunice Shriver Kennedy, due settimane fa. Kennedy aveva inoltre scritto una disperata lettera ai vertici del suo Stato, il Massachusetts, chiedendo di essere sostituito nel suo ruolo di senatore a Washington il prima possibile, senza aspettare l’elezione suppletiva necessaria per legge. Il senatore, infaticabile sostenitore di Barack Obama, temeva infatti che la sua assenza nuocesse al partito al momento di votare la tanto discussa riforma sanitaria.

Nato a Boston il 22 febbraio 1932, ultimogenito di Joseph Kennedy e Rose Fitzgerald, cresciuto fra New York, la Florida e l’Inghilterra, Edward Moore Kennedy si laureò ad Harvard nel 1956, dopo essere stato espulso e poi riammesso per aver falsificato un esame di spagnolo. In seguito si specializzò in legge alla University of Virginia, curando nel frattempo la campagna elettorale del fratello John, eletto presidente nel 1960. Divenuto senatore del Massachussetts nel 1962 prendendo il posto del fratello grazie a una elezione suppletiva, Ted Kennedy non lascerà più l’impegno politico, venendo eletto per otto mandati consecutivi dal 1964 al 2006. Durante gli oltre quaranta anni nelle prime fila della politica di Washington, Kennedy ha avuto un ruolo fondamentale nella definizione delle strategie della sinistra americana, contribuendo attivamente alla realizzazione di leggi di impatto decisivo sulla vita dei cittadini. La sua storia riassume in modo emblematico quella della famiglia Kennedy, il più grande clan della politica americana, segnata da grandi trionfi così come da scandali e tragedie. Dopo l’omicidio di Jfk, il 22 novembre del 1963, e dopo averne dovuto comunicare la morte al padre, Ted si salvò nel 1964 da un incidente aereo nel quale morirono il pilota e un suo assistente. Il senatore rimase per diversi mesi in ospedale con alcune costole rotte, un polmone perforato, emorragie interne e forti dolori alla schiena che non lo abbandonarono più. Fu sempre Ted nel 1968 a pronunciare l'elogio funebre di un altro fratello ucciso, Robert, al quale era profondamente legato. Dalla scomparsa del padre, nel 1969, il più giovane dei fratelli Kennedy divenne di fatto il patriarca della famiglia, oltre che il tutore dei 13 figli dei fratelli John e Robert. Lo scandalo che però ne ha segnato indelebilmente, e forse stroncato, l’ascesa politica risale alla notte del 18 luglio 1969. Di ritorno da una festa a Chappaquiddick Island, a Martha’s Vineyard, ebbe un incidente e finì in mare con l’auto. Ted Kennedy riuscì a salvarsi, lasciando però nella vettura la ragazza che era con lui, Mary Jo Kopechne. Il senatore non chiamò la polizia fino al giorno dopo, quando il corpo della donna fu ritrovato. Il 25 luglio si dichiarò colpevole di omissione di soccorso, negando però di essere ubriaco al momento dell’incidente, e fu condannato a due mesi di prigione, condanna poi sospesa. L’anno seguente Kennedy vinse nuovamente le elezioni per il Senato con il 62% dei voti. Nella sua unica corsa per la presidenza, nel 1980, venne sbaragliato durante le primarie dall’allora inquilino della Casa Bianca, Jimmy Carter. In seguito, alla convention democratica di Boston nel 2004, venne celebrato definitivamente come il patriarca del partito. Nel 2005 divenne inoltre il più anziano senatore in carica dopo Robert Byrd. Nel 2006 la rivista Time lo selezionò tra i migliori dieci senatori d’America. Il più giovane dei Kennedy è divenuto negli anni uno degli ultimi baluardi della sinistra del partito democratico, sebbene al Senato fosse tra i principali promotori delle coalizioni.

da www.corriere.it

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categoria:grandi persone
domenica, 24 maggio 2009
 E' morto all'età di 92 anni il Nobel Francis Furchgott, il biochimico statunitense che ha contribuito allo sviluppo del sildanafil, la molecola alla base del Viagra. A quanto riportano fonti di informazione statunitensi, Furchgott è morto a Seattle, nello Stato di Washington, martedì scorso, 19 maggio. Nato il 4 giugno 1916 a Charleston (South Carolina), il biochimico americano aveva ricevuto il Nobel nel 1998 per avere scoperto, venti anni prima, gli effetti dell'acido nitrico sui vasi sanguigni.

Grazie alle sue ricerche è stato possibile mettere a punto il sildenafil, la molecola che ha aperto una nuova strada nella cura della disfunzione erettile. Laureato in chimica nel 1937 nell'università del North Carolina a Chapel Hill, ha insegnato prima nell'università di Washington e in seguito nell'università di New York, quindi dal 1989 al 2004 è stato docente di Farmacologia nell'università di Miami. Negli ultimi anni viveva a New York, nella cui università era professore emerito e si era trasferito a Seattle lo scorso anno. Lascia tre figlie, quattro nipoti e un bis-nipote.

da www.ansa.it
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sabato, 23 maggio 2009

10. Wiley Post & Will Rogers, 1898 –1935, 1879 - 1935.
Wiley Post è stato il primo pilota a volare da solo attorno al mondo ed il suo amico Will Rogers doveva accompagnarlo in un’occasione. Il 15 agosto 1935 poco dopo il decollo il motore del loro aeroplano si è bloccato facendo schiantare a terra entrambi.

Fatto interessante: L’aeroporto di Barrow in Alaska, da cui erano partiti è stato dedicato alla loro memoria.


9. John and Jackie Knill
Il 13 gennaio 2005 sono stati ritrovati i corpi di John e Jackie Knill su una spiaggia Tailandese, due delle vittime del recente tsunami che aveva colpito la zona. Alcune settimane più tardi un uomo ha trovato la loro fotocamera e dal supporto ha recuperato le foto delle loro vacanze e foto di un’onda che diventava sempre più grande e più vicina.

Fatto interessante: L’uomo ha riconosciuto la coppia delle foto di un sito web per le persone scomparse ed ha consegnato personalmente le foto ai figli.


8. Albert Einstein, 1879 - 1955
Questa è l’ultima foto di Einstein, scattata nel marzo del 1955, probabilmente nella sua casa di Princeton.

Fatto interessante: Il cervello di Einstein fu rimosso subito dopo la sua morte per aneurisma aortico senza il consenso della famiglia. Recenti studi hanno scoperto che l’area del cervello dedicata al linguaggio era ridotta a vantaggio di quella dedicata ai numeri.

 

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mercoledì, 13 maggio 2009

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E’ un pezzo di storia che se ne va: è morto la notte scorsa all’ospedale di Aosta l’alpinista Achille Compagnoni, 94 anni, residente a Cervinia (Valtournenche). Insieme a Lino Lacedelli fu il primo a raggiungere, il 31 luglio 1954, la vetta del K2.

Originario di Santa Caterina Valfurva, condusse vita militare per 18 anni, nel 5º Reggimento alpini. Alpinista di buona fama, nel 1953 fu convocato da Ardito Desio per far parte della spedizione italiana che nel 1954 avrebbe tentato la salita al K2, la seconda montagna più alta del mondo. Superate le selezioni preliminari, Compagnoni partì per la spedizione, durante la quale ebbe funzione di braccio destro ed assistente del capo spedizione Ardito Desio.

Il 31 luglio 1954, insieme a Lino Lacedelli, giunse sulla vetta del K2. In quest'occasione riportò il congelamento di alcune dita delle mani, che gli causarono un lungo ricovero al rientro dalla spedizione.

Di ritorno dalla spedizione, Compagnoni ebbe a ridire con il Club Alpino Italiano per la proprietà delle riprese effettuate in vetta al K2, e successivamente utilizzate per il film Italia K2, documentario ufficiale della spedizione; vi fu anche una causa legale. Negli anni successivi fu comunque molto attivo nel propagandare il film Italia K2 presso scuole e sezioni CAI. Fu inoltre campione italiano di sci nordico e scalò il Cervino più volte per vie diverse.

da www.thepolloweb.blogspot.com

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venerdì, 08 maggio 2009
Un ronzio che si ode nello spazio.
Fisici Usa hanno visto che nasce
nelle “Fasce di Van Allen”, zone
piene di particelle d’energia finite
nel nostro campo magnetico.

Le fasce di Van Allen.

l'immagine si apre in una nuova finestra

Le particelle cariche (elettroni, protoni e particelle alfa) non sono in grado di attraversare le linee di forza di un campo magnetico, per cui l’incontro fra le particelle emesse dal Sole, che costituiscono il vento solare, e il campo magnetico terrestre produce due effetti: una distorsione del campo magnetico, sotto la pressione generata dal vento solare, e la deflessione delle particelle lungo le linee di forza del campo.

Le particelle cominciano a spiralizzare attorno alle linee di forza, con una traiettoria ad elica il cui raggio è proporzionale alla carica e inversamente proporzionale all’intensità del campo magnetico.

Quest’ultima proprietà della traiettoria ha una conseguenza interessante, la particella viene portata dalla struttura del campo bipolare verso i poli, dove il campo magnetico, richiudendosi verso terra si intensifica, quindi la spirale della particella si restringe sempre più fino, in molti casi, a zero dopo di che il moto della particella si inverte, ritornando in dietro. In questo modo le particelle vengono catturate e confinate in una zona dello spazio attorno alla Terra, andando a costituire delle vere e proprie fasce, teorizzate da Van Allen da cui prendono il nome, e poi osservate sperimentalmente dai primi veicoli spaziali che sono entrati in orbita attorno alla terra.

Queste fasce di radiazioni hanno a lungo preoccupato i responsabili delle missioni umane nello spazio, ma l’intensità è tale che risulterebbero pericolose solo se, nell'attraversarle, un uomo fosse fuori dei veicoli spaziali.

Talvolta, quando l’energia delle particelle in arrivo dal Sole aumenta, queste riescono ad arrivare in profondità nell’atmosfera e allora abbiamo il fenomeno delle aurore boreali.

da www.thepolloweb.blogspot.com

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domenica, 26 aprile 2009
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venerdì, 17 aprile 2009
Tracy Lee Stum è un grande artista di strada che crea spettacolari disegni che danno l'incredibile impressione di apparire a 3 dimensioni. E' conosciuto come il miglior '3D street painter' de mondo. Eccovi alcune sue creazioni che, logicamente, rendono pochissimo in confronto a vederle sul posto. In alcune immagini compaiono anche esseri umani veri e propri per farvi notare l'incredibile effetto ottico della terza dimensione.

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mercoledì, 08 aprile 2009
La canzoni dei video sono interpretate da Alessandra Cora, giovane promessa del pop, morta sotto le macerie all'Aquila. Una voce per tutti.....
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categoria:grandi persone
domenica, 15 marzo 2009

A volte è la cosa stessa, un gioiello favoloso o una nave perseguitata dalla malasorte, che sembra racchiudere e perpetuare una maledizione; altre volte un personaggio popolare può diventare inesplicabilmente legato a un particolare oggetto, provocando la mano del fato.
Fu forse così con la Porsche a bordo della quale James Dean, il mito degli adolescenti, ebbe un incidente mortale nel 1955, mettendo tragicamente fine a quella che può essere considerata una delle più brillanti e promettenti carriere di Hollywood di tutti i tempi.


Indipendentemente dalle sue vicende precedenti, dal momento in cui Dean morì al volante, quella Porsche parve possedere un suo proprio potere malefico.

Dopo la morte di James Dean, fu acquistata da un patito dei motori, George Barris, ma mentre veniva rimorchiata da un camion si sganciò e spezzo una gamba a un meccanico.

Barris vendette il motore a un medico e pilota dilettante, che l'installò nella sua macchina. Durante una corsa, il medico perse il controllo dell'auto e rimase ucciso. Un altro pilota che partecipava alla stessa gara rimase ferito in un incidente su una macchina con un semiasse proveniente dalla Porsche di Dean.
La carrozzeria e il telaio della Porsche erano rimasti talmente danneggiati durante l'incidente che era costato la vita all'attore che finirono in una mostra viaggiante nell'ambito di una campagna per la sicurezza sulle strade.

A Sacramento precipitarono dalla loro piattaforma e fracassarono l'anca di un visitatore, un ragazzo. I resti contorti della Porsche furono poi trasferiti alla tappa successiva a bordo di un camion, che venne tamponato da un'automobile. Il guidatore dell'auto fu sbalzato fuori, investito e ucciso dalla Porsche maledetta.
Un altro corridore automobilistico sfiorò la morte dopo essersi servito di due copertoni che erano stati della macchina del divo.

Frattanto, la mostra viaggiante continuava a essere perseguitata dalla sfortuna: nell'Oregon, il freno di emergenza del camion si ruppe, mandandolo a infilarsi in una vetrina.

Mentre veniva montata su dei sostegni, a New Orleans, la Porsche si disintegrò letteralmente, rompendosi in undici parti.
L'auto da corsa, con la maledizione di Dean che si portava addosso, scomparve mentre veniva rispedita a Los Angeles in treno. 

 

da http://lacasadegliorrori.blogspot.com

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lunedì, 16 febbraio 2009
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categoria:curiosità, grandi persone
lunedì, 16 febbraio 2009
Ho messo via delle parole per te. Ho messo via i  miei sentimenti per te. Ho messo via i miei sorrisi. Sto facendo un po' di posto per la tua partenza. Sto facendo un po' di posto per il nostro viaggio lontano..... Ho messo via.....

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categoria:curiosità, grandi persone
mercoledì, 21 gennaio 2009
EDVAC (Electronic Discrete Variable Automatic Computer) fu uno dei primi computer elettronici. A differenza del predecessore ENIAC utilizzava il sistema di numerazione binario invece del sistema decimale utilizzato dall'ENIAC. Il computer era basato sull'architettura di von Neumann.

I progettisti del sistema furono John Mauchly e J. Presper Eckert che proposero la costruzione dell'EDVAC nell'agosto del 1944 prima ancora che l'ENIAC fosse pienamente operativo. Il progetto prevedeva diversi miglioramenti all'architettura dell'ENIAC e includeva una memoria seriale ad alta velocità. Come l'ENIAC anche l'EDVAC venne sviluppato per U.S. Army Ballistics Research Laboratory dal Moore School of Electrical Engineering dell'University of Pennsylvania. Eckert, Mauchly e gli altri progettisti EDVAC vennero aiutati nello sviluppo da John von Neumann che si aggiunse al team come consulente. Von Neumann elaborò e presentò l'architettura dell'EDVAC nel rapporto del 1945 dal titolo First Draft of a Report on the EDVAC.

Il contratto per la realizzazione del sistema venne firmato nell'aprile del 1946 con un budget iniziale di 100 000 dollari statunitensi. Il contratto definì il computer con il nome di Electronic Discrete Variable Automatic Calculator. Il costo finale dell'EDVAC fu di quasi 500 000 dollari, quasi cinque volte il costo inizialmente preventivato.

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categoria:informatica, invenzioni, curiosità, grandi persone
domenica, 11 gennaio 2009

Il 18 febbraio 1940 Fabrizio De André nasce a Genova.
Sul giradischi di casa suo padre ha messo il "Valzer campestre" di Gino Marinuzzi, dal quale, oltre venticinque anni dopo, Fabrizio ricaverà la canzone "Valzer per un amore".
Scoppiata la guerra, la famiglia si rifugia nella campagna di Revignano d'Asti, mentre il padre di Fabrizio, ricercato dai fascisti, si dà alla macchia.
Nel '45 i De André tornano a Genova. Fabrizio frequenta le elementari prima presso le suore Marcelline (che lui ribattezza le porcelline) poi alla "Cesare Battisti".
Seguono gli studi ginnasiali, liceali ed infine universitari (interrompe quando gli mancano sei esami dalla laurea in giurisprudenza). Ma intanto è nata di prepotenza la vocazione per la musica: Fabrizio studia prima il violino, poi la chitarra, suona in gruppi jazz, si esibisce in pubblico cantando canzoni francesi, traduce Brassens e comincia a scrivere brani tutti suoi.

Nel 1958 esce il primo disco di De André: un 45 giri contenente due canzoni non sue, "Nuvole barocche" e "E fu la notte".
Nel 1962 Fabrizio sposa Puny, una ragazza genovese che lo stesso anno gli dà un figlio, Cristiano, oggi a sua volta musicista e cantante.
Intanto escono altri dischi contenenti brani destinati a divenire dei classici: "La guerra di Piero", "La ballata dell'eroe", "Il testamento", "La ballata del Michè", "Via del Campo", "La canzone dell'amore perduto", "La città vecchia", "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers" (scritta con Paolo Villaggio) e "La canzone di Marinella", che nel '68 viene incisa da Mina e trasforma De André da autore per pochi intimi ad autore di successo
1968: esce per la Belldisc l'album "Volume I", seguito l'anno dopo da "Tutti morimmo a stento", e da "Volume II": i tre dischi raggiungono il vertice delle classifiche di vendita.
1970: esce "La buona novella" tratto dai Vangeli apocrifi.
1971: esce "Non al denaro non all'amore né al cielo", ispirato a "L'antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters.
1973: la contestazione del'68 fornisce lo spunto all'ellepì "Storia di un impiegato".
1974: in "Canzoni" Fabrizio raccoglie traduzioni da Brassens, Dylan e Cohen e brani suoi degli anni Sessanta.
1975: dalla collaborazione con Francesco De Gregori scaturisce l'album "Volume VIII". Segue il primo tour dell'artista, che comincia ad accarezzare il progetto di trasferirsi in Sardegna: acquisterà a tale scopo la tenuta dell'Agnata, presso Tempio Pausania, dedicandosi all'agricoltura e all'allevamento di animali.
1977: Dori Ghezzi, alla quale Fabrizio si è unito, gli dà una figlia, Luisa Vittoria, detta Luvi.
1978: esce l'album "Rimini".
1979: dal tour con la Pfm, De André ricava un doppio album dal vivo. In agosto, a L'Agnata, lui e Dori Ghezzi vengono sequestrati: saranno rilasciati quattro mesi dopo.
1981: l'esperienza del sequestro e la realtà della gente sarda ispirano parte dell'album senza titolo che i mass media battezzano "L'indiano".
1984: De André realizza con Mauro Pagani il pluripremiato ellepì "Creuza de mâ", che unisce la lingua genovese alle sonorità della tradizione mediterranea e che due referendum tra i critici indicheranno come il miglior album dell'anno e del decennio.
1989: Fabrizio sposa Dori Ghezzi.
1990: esce l'album "Le nuvole", con grande successo di vendite e di critica, e successivo tour trionfale.
1991: esce il doppio live "1991 - Concerti".
1992: nuovo tour, il primo tour teatrale di De André.
1996: esce l'album "Anime Salve".
1997: grande successo per il tour e pubblicazione dell'album raccolta "Mi innamoravo di tutto" contenente "La canzone di Marinella" cantata con Mina.
1998: Continua con successo il tour seguito all'album "Anime salve", prima nei teatri e poi in versione estiva, all'aperto. Il tuor viene interrotto per motivi di salute durante l'estate.
1999: l'11 gennaio, alle 2:30 di notte, Fabrizio ci lascia, stroncato da un male incurabile. Muore a Milano all'Istituto dei Tumori dove era ricoverato. I suoi funerali si svolgono nella basilica di Carignano di Genova il 13 gennaio dove una folla di più di diecimila persone si stringe intorno al dolore della famiglia. Riposa nel cimitero di Staglieno, nella cappella di famiglia, accanto al fratello Mauro e ai genitori.

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categoria:musica, grandi persone
lunedì, 05 gennaio 2009

Il primo worm diffuso in internet, nel lontano 1988, si chiamava Morris, come il suo creatore, Robert Tappan Morris, all'epoca studente al MIT (Massachusetts Institute of Technology).

20 anni fa, i computer connessi a internet erano una rarità, o quasi, e questo ha stimolato il giovane studente, che voleva conoscere il loro numero esatto.

Morris, per trovare la risposta che cercava, creò un piccolo programma che si copiava automaticamente su ogni computer e inviava un messaggio a tutti gli altri per segnalare la propria presenza sulla rete. Il worm sfruttava due falle dei sistemi BSD e SUN. Il 2 novembre 1988, Morris si collega da un computer del MIT e immette in rete il suo programma, che nel giro di brevissimo tempo si propaga a tutta internet.

Morris non aveva intenzione di danneggiare nessuno con il suo worm, ma dimenticò un piccolo dettaglio Un computer poteva essere infettato più volte dallo stesso worm, e quindi mandare in esecuzione più volte lo stesso programma. Viste le limitate risorse hardware dei computer dell'epoca, questi venivano bloccati dall'enorme mole di lavoro assegnata loro dal worm. che trasformò quello che doveva essere un innocuo programma in una catastrofe.

Non dimentichiamo che all'epoca gli antivirus non esistevano, e quindi i computer erano molto più esposti alle minacce provenienti dalla rete di quanto non lo siano adesso. A seguito di questo grave episodio, fu istituito il CERT (Computer Emergency Response Team), allo scopo di prevenire altri problemi simili su internet. Robert Tappan Morris fu processato e condannato a 3 anni di libertà vigilata, 400 ore di lavori socialmente utili e una multa di 10000 $. Attualmente, è professore al MIT.

da www.tomshw.it

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categoria:informatica, invenzioni, curiosità, grandi persone
venerdì, 12 dicembre 2008

Professore presso l'Università di Strasburgo (1826-1856) e membro dell'Accademia delle Scienze di Parigi, fu autore di numerosi trattati, tra cui uno sulla soluzione di equazioni numeriche con incognite (1842), uno sugli integrali multipli e le loro condizioni di integrabilità, uno sulla determinazione delle orbite delle comete (1842).

È noto per aver scoperto una regola mnemonica, poi denominata regola di Sarrus, per calcolare il determinante di una matrice 3x3. L'espediente fornisce un metodo facilmente memorizzabile per lavorare con determinanti di matrici quadrate del terzo ordine, ma il suo limite sta nella sua non applicabilità per matrici quadrate di ordine diverso. Sarrus dimostrò anche il lemma fondamentale del calcolo delle variazioni.

I numeri di Sarrus sono pseudoprimi* di base 2.


*Un numero pseudoprimo è un numero che si comporta come un numero primo, senza essere tale. La definizione di numero pseudoprimo dipende quindi dal contesto, e da cosa si intende per "comportarsi come un numero primo".

Il più piccolo pseudoprimo (di Fermat) in base 2 è 341. Sappiamo che 341=11*31, quindi 341 non è primo, ma esso soddisfa il Piccolo teorema di Fermat, ossia (2)340 ≡ 1 (mod 341). Un numero pseudoprimo in base 3 e non in base 2 è 91, e sappiamo che 91=7*13.
I numeri pseudoprimi in base 2 si dicono numeri di Poulet o numeri di Sarro o Fermatiani.
Data una base h, vi sono infiniti pseudoprimi in quella base, ma sappiamo anche che sono molto “rarefatti” negli interi (sono infiniti, ma se si considera un qualsiasi intervallo di un milione di interi consecutivi, ne troviamo al massimo qualche centinaia).

da www.wikipedia.org


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categoria:invenzioni, curiosità, grandi persone
giovedì, 11 dicembre 2008
L'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stato annunciato da radio e tv anche a Kabul. Poiché nessuno dei lavoratori del centro di riabilitazione, anche i più istruiti, sapeva cosa fossero, ho chiamato un esperto a spiegare. Ora mi trovo al reparto accettazione: trenta i pazienti in attesa di essere registrati. Col numero ciascuno avrà un piano di trattamento. I più fortunati anche un impiego, qualcuno imparerà un mestiere, altri torneranno a scuola.

Per molti, ahimè, potremo fare ben poco.
Oggi però, una novità, un esercizio consigliato dall'esperto: dare ai pazienti un secondo numero. Non un voto, ma quello dell'articolo della Dichiarazione violata.

Si parte con Nik e Jakùb, vittime di mine anti-uomo: articolo 3, diritto alla sicurezza della persona. Stesso numero per Lailà, ferita dalle bombe americane durante un matrimonio. Ecco Naim, viso orientale, etnia hazarà, la più strapazzata del Paese. Dimostra quindici anni, ha un piede torto. In Europa si cura alla nascita. Ora ci vorrà un'operazione e tre mesi di gesso.

A Jalal invece il 9, l'articolo che vieta l'arresto arbitrario: ha la protesi a pezzi, rotta in carcere. Ce l'hanno messo al posto del fratello accusato di un furto per forzarlo a costituirsi. Minà ha orrende detrazioni della pelle su braccia e collo. Data in sposa per saldare una faida familiare, si è cosparsa di benzina e data fuoco.

L'esercizio si fa pensoso, ma andiamo avanti. Marùf, vecchia conoscenza, vuole la sesta protesi: 19, diritto di opinione: perché anticomunista, al tempo dei russi ha passato in carcere una vita. Là, per le botte ha perso la gamba.

5 a Wassè: accusato di furto, anni fa i Taliban gli hanno amputato mano destra e gamba sinistra. Arriva Simà, la schiena a pezzi, sorretta dai figli, dei bambini. A loro, che non vanno a scuola per mantenere la madre vedova, 26, diritto all'istruzione. Faisal, 23, diritto alla sicurezza sul lavoro ed a un equo compenso: in Iran, clandestino è caduto da un'impalcatura malferma. Paralizzato.

Su trenta pazienti sedici hanno un secondo numero. Penso ai commenti al primo articolo. Tutti d'accordo sul «nati liberi e gli uguali diritti», hanno riso per lo «spirito di fratellanza» che dovrebbe regolare le azioni fra persone. «In Afghanistan, sei fratello in casa o con quelli del clan. Devi, se non vuoi essere schiacciato. Il resto è lotta ovunque». L'entusiasmo all'arrivo degli stranieri, cacciati i Taliban, è sparito assieme al sogno di un Paese senza etnie e fazioni. «Se il primo articolo è calpestato, chi rispetterà gli altri?»

Alberto Cairo lavora al Progetto ortopedico della Croce Rossa in Afghanistan.
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categoria:dibattito, grandi persone, storia nera
sabato, 06 dicembre 2008
Liu Bolin è uno tra i più significativi artisti del Camouflage, l'arte dell'invisibilità, ecco alcune sue opere.


 Liu Bolin, Telephone booth

 Liu Bolin, No. 31 of HITC -  No.1 of full scope of democracy and carry on strictly according to the law


 Liu Bolin, Ponte di Castelvecchio

 Liu Bolin, Loggia di Fra Giocondo
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categoria:invenzioni, curiosità, grandi persone
lunedì, 01 dicembre 2008

Oggi durante la lezione di matematica tenuta dal prof Leo54, ha parlato di Lagrange e del moltiplicatore di Lagrange appunto.Incuriosito come sempre,  ho fatto una piccola ricerca su questo personaggio dal nome francese, ma piemontese.

Joseph-Louis Lagrange, nato Giuseppe Lodovico Lagrangia o ancora Giuseppe Luigi Lagrangia o Lagrange (Torino, 25 gennaio 1736 – Parigi, 10 aprile 1813), è stato un matematico e astronomo italiano, sicuramente uno tra i maggiori e più influenti matematici del XVIII secolo. La sua più importante opera è il testo Mécanique analytique, pubblicato nel 1788.

In campo matematico Lagrange è ricordato per le sue attività in teoria dei numeri, per aver sviluppato il calcolo delle variazioni, per aver delineato i fondamenti della meccanica razionale, per i risultati nel campo delle equazioni differenziali e per essere stato uno dei pionieri della teoria dei gruppi.

Nel settore della astronomia condusse ricerche sui calcoli della librazione lunare e al moto dei pianeti.


  « Quando chiediamo un consiglio, stiamo di solito cercando un complice. »

Lagrange, la cui famiglia aveva origini francesi (il bisnonno paterno era stato ufficiale dell'esercito francese prima di trasferirsi a Torino), nacque a Torino da una famiglia tutt'altro che agiata. Lagrange era il maggiore di 11 fratelli ma di questi solo lui e un altro riuscirono ad arrivare all'età adulta. Studiò all'Università di Torino.

La sua materia preferita era il latino. Si appassionò di matematica solo dopo aver letto un testo di Edmund Halley. Venne nominato professore di "matematiche" alle Scuole teoriche di Artiglieria e Fortificazione del capoluogo piemontese all'età di appena diciannove anni. Della sua attività didattica presso la scuola resta un manoscritto delle sue lezioni intitolato Principi di analisi sublime; è invece andato disperso un trattato di maccanica. Lo stesso anno, in una corrispondenza con Eulero, espose le sue idee sul calcolo delle variazioni.

Ritratto di Lagrange

Eulero rimase impressionato dalle sue doti e nel 1759 lo fece eleggere membro dell'Accademia di Berlino.

Nel 1758 partecipò alla fondazione di una società scientifica, che si sarebbe poi trasformata nell'Accademia reale delle Scienze di Torino. I nervi risentirono forse del suo incessante lavoro e divenne ipocondriaco.

Nel 1766, su proposta di Eulero e di D'Alembert, venne chiamato da Federico II di Prussia a succedere a Eulero stesso come presidente della classe di scienze dell'Accademia di Berlino. In questo anno si sposò con Vittoria Conti. Il matrimonio fu felice. Rimase a Berlino fino alla morte del sovrano. Nel 1783 Vittoria morì. Nel 1786, su invito del re Luigi XVI di Francia, si trasferì a Parigi per entrare a far parte dell'Académie des Sciences.

Nel 1787, nonostante fosse all'apice della sua fama, venne colpito da un periodo di forte depressione. Durante la Rivoluzione francese gli fu offerto di tornare a Berlino ma egli rifiutò. In questo periodo si mosse sempre con prudenza per evitare guai politici e non finire ghigliottinato.

Nel 1792 si risposò con Adelaide Le Monnier. Divenne presidente della commissione cui era stato affidato il compito di fissare un nuovo sistema di pesi e misure, il sistema metrico decimale dal quale avrà origine l'odierno Sistema Internazionale. Dal 1797 insegnò all'École polytechnique appena fondata.

Con l'affermarsi al potere di Napoleone Bonaparte la sua posizione si consolidò: ricevette la Legion d'Onore, venne eletto al Senato di Francia e nominato conte dell'impero. Si spense nel 1813 e venne sepolto nel Pantheon.

Ci sono diverse grafie del cognome di Lagrange: da giovane si firmò "De la Grangia Tournier", "Tournier de la Grangia" e anche "Tournier".

Successivamente si trova scritto come "De la Ganja", e "la Grange". Dopo essersi trasferito a Berlino e soprattutto a Parigi (dove un'origine nobile non era vista di buon occhio) si firmò sempre "Lagrange".

Lo storico della matematica Gino Loria al fondo della p.747 della sua Storia delle matematiche (1950) scrive testualmente:

« Nel registro dei nati questo è designato così: "Lagrangia Giuseppe Lodovico"; ciò giustifica il modo di scriverne il cognome adottato in parecchie occasioni, per documentare l'italianità del soggetto. »
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venerdì, 28 novembre 2008

Edmond Halley a volte Edmund, (29 ottobre 1656 – 14 gennaio 1742) è stato un astronomo, matematico, fisico e geofisico e meteorologo inglese.

Halley nacque a Haggerston, Londra, figlio di un ricco fabbricante di sapone. Dal 1673 studiò al Queen's College di Oxford. Prima di laurearsi pubblicò saggi sul Sistema solare e le macchie solari.

Lasciando Oxford, nel 1676, visitò l'isola di Sant'Elena con l'intenzione di studiare le stelle dal emisfero australe. Ritornò in Inghilterra a novembre del 1678.
L'anno seguente pubblicò Catalogus Stellarum Australium che comprendeva 341 stelle meridionali. Per queste aggiunte alla mappa stellare fu paragonato a Tycho Brahe. Conseguì il Master of Arts a Oxford e fu eletto membro della Royal Society.

Nel 1686 Halley pubblicò la seconda parte del resoconto della sua spedizione, un saggio e una carta sugli alisei e i monsoni. Identificò nel riscaldamento solare la causa dei moti atmosferici. Stabilì anche la relazione fra la pressione barometrica e l'altezza sul livello del mare.

Halley si sposò nel 1682 e sì stabilì a Islington. Passò la maggior parte del suo tempo osservando la Luna, ma si interessò anche ai problemi della gravità. Un problema che attirò la sua attenzione fu la prova delle leggi di Keplero sul moto planetario. Nell'agosto del 1684 andò a Cambridge per discuterne con Isaac Newton, scoprì che Newton aveva già risolto il problema ma non aveva ancora pubblicato niente. Halley lo convinse a scrivere Philosophiae Naturalis Principia Mathematica (1687), che fu pubblicato a spese di Halley.

Nel 1693 pubblicò un articolo sulle rendite vitalizie, un'analisi dell'età alla morte presa dagli archivi di una città tedesca nota per tenere una documentazione meticolosa. Questo permise al governo britannico di vendere le rendite vitalizie ad un prezzo adatto, basato sull'età dell'acquirente. Il lavoro di Halley influenzò fortemente lo sviluppo della scienza attuariale.

Nel 1698 ricevette l'incarico di capitano sulla HMS Paramore (His Majestic Ship - nave di Sua Maestà Britannica), per fare approfondite osservazioni sulle condizioni del magnetismo terrestre. Il viaggio nell'oceano atlantico durò due anni, si estese da 52 gradi di latitudine nord a 52 gradi sud. I risultati furono pubblicati in una carta generale delle declinazioni magnetiche nel 1701. Fu la prima carta di questo tipo ad essere pubblicata e la prima su cui apparvero le linee isogone.

Nel novembre del 1703 fu nominato Professore saviliano di Geometria all'Università di Oxford, nel 17101705 pubblicò Synopsis Astronomia Cometicae nel quale espose il suo convincimento che gli avvistamenti cometari del 1456, 1531 1607 e 1682 erano relativi alla stessa cometa, e ne predisse il ritorno nel 1758. Quando ciò accadde, divenne nota come la Cometa di Halley. ricevette una laurea ad honorem in legge. Nel

Nel 1716, Halley suggerì una misurazione precisa della distanza tra la Terra e il Sole basandosi sul transito di Venere. Nel 1718 scoprì il moto proprio delle stelle "fisse", comparando le sue misurazioni astrometriche con quelle riportate nell' Almagesto. L'interesse di Halley per la scienza greca ne fece anche un filologo ed editore di antichi trattati. Nel 1706 curò l'edizione del De sectione rationis di Apollonio di Perga, alla quale aggiunse una sua ricostruzione dell'opera perduta De sectione spatii. Poiché l'opera di Apollonio si era conservata solo in traduzione araba, egli aveva imparato l'arabo per poterla tradurre. Nel 1710 pubblicò un'edizione delle Coniche, alla quale aggiunse il De sectione cylindri et coni di Sereno di Antinoe. La sua traduzione dall'arabo in latino degli Sphaerica di Menelao di Alessandria apparve solo postuma, nel 1758.

Nel 1720, Halley successe a John Flamsteed come Astronomo Reale, impiego che mantenne fino alla sua morte. Fu seppellito nella St. Margaret's Church a Lee, nel sud-est di Londra.

da www.wikipedia.org

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mercoledì, 26 novembre 2008

Nel 1890 nell'Impero Ottomano si contavano circa 2 milioni di armeni, in maggioranza cristiani orientali o cattolici. Gli armeni erano sostenuti dalla Russia nella loro lotta per l'indipendenza, poiché la Russia aspirava ad indebolire l'Impero ottomano per annetterne dei territori ed eventualmente appropriarsi di Costantinopoli. Per reprimere il movimento autonomista armeno, il Governo ottomano incoraggiò fra i Curdi, con i quali condivideva il territorio nell'Armenia storica, sentimenti di odio anti-armeno.

L'oppressione che dovettero subire dai Curdi e l'aumento delle tasse imposto dal governo turco esasperò gli Armeni fino alla rivolta, alla quale l'esercito ottomano, affiancato da milizie irregolari curde, rispose assassinando migliaia di armeni e bruciandone i villaggi (1894). Due anni dopo, probabilmente per ottenere visibilità internazionale, alcuni rivoluzionari armeni occuparono la banca ottomana a Istanbul.

La reazione fu un pogrom anti-armeno da parte di turchi islamici in cui persero la vita 50.000 armeni. Il grado di coinvolgimento del governo ottomano nel pogrom è oggetto di discussione.

Nel periodo precedente la prima guerra mondiale all'impero ottomano era succeduto il governo dei Giovani Turchi. Costoro temevano che gli armeni potessero allearsi coi russi, di cui erano nemici. Nel 1915 alcuni battaglioni armeni dell'esercito russo cominciarono a reclutare fra le loro fila armeni che in precedenza avevano militato nell'esercito ottomano. Intanto l'esercito francese finanziava e armava a sua volta gli armeni, incitandoli alla rivolta contro il nascente potere repubblicano, che sorgerà ufficialmente nel 1923 dopo la lotta anti-imperialista di liberazione nazionale e la vittoria della rivoluzione kemalista.

Giustificando i propri atti come reazione a una minaccia al nascente e ancora debole Stato, i Giovani Turchi procedettero all'esecuzione immediata di 300 nazionalisti armeni e diedero l'ordine di deportazioneAnatolia, dove abitavano da millenni, verso i deserti della Siria e della Mesopotamia. di buona parte del popolo armeno dall'Anatolia, dove abitavano da millenni, verso i deserti della Siria e della Mesopotamia.

Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco.

Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco.

da www.wikipedia.org


Di questa tragedia pochi parlano, spesso non è presente nei libri di storia, la Turchia ancora non la riconosce. E' un evento storico ormai appurato, perchè negare ancora l'evidenza? Perchè non fare un passo avanti ed entrare in quella che si chiama democrazia?

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giovedì, 20 novembre 2008

Il 6 gennaio 1896 "l'arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat" si rivelò un'esperienza a dir poco sorprendente per coloro che a Parigi ebbero il privilegio di assistere alla proiezione della celebre pellicola dei fratelli Lumière.
Dal fondo una locomotiva avanza, dapprima è piccola e lontana, poi, man mano che si avvicina alla stazione, la sua dimensione cresce, si allarga sempre più, finisce per occupare gran parte dello schermo. Una sequenza apparentemente semplice, capace però di mostrare una profondità d'immagine mai raggiunta sullo schermo fino a quel momento.
Gli spettatori, tuttavia, anzichè rallegrarsi per i progressi della tecnica di cui erano stati resi testimoni, pensarono bene di trovare riparo sotto le sedie nel timore che la locomotiva potesse travolgerli.
Di certo non potevano sapere che proprio quella reazione li avrebbe resi non solo testimoni ma perfino protagonisti assoluti nella nascita del cinematografo inteso come "fabbrica delle emozioni".



da www.thepolloweb.blogspot.com
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mercoledì, 12 novembre 2008
Come sottolineato da Mauro Piadi e da Giulio Stevanato  Escher fu il primo a disegnare oggetti e situazioni impossibili nella realtà.

Maurits Cornelis Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972) è stato un incisore e grafico olandese.

È conosciuto principalmente per le sue fantastiche incisioni su legno, litografie e mezzetinte che tendono a presentare costruzioni impossibili, esplorazioni dell'infinito, tassellature e motivi a geometrie interconnesse che cambiano gradualmente in forme completamente differenti. Le opere di Escher sono molto amate dagli scienziati, matematici, logici e fisici che apprezzano il suo uso di poliedri, distorsioni geometriche ed interpretazioni originali di concetti appartenenti alla scienza.


Il triangolo di Penrose
Il triangolo di Penrose

Esempi famosi del suo lavoro includono le Mani che disegnano (1948), un'opera che raffigura due mani che si disegnano l'un l'altra, Cielo e acqua I (1938) nella quale giochi di luce e ombra convertono dei pesci nell'acqua in uccelli nel cielo, e Salita e discesa (1960), nel quale file di persone salgono o scendono una scala chiusa in un ciclo infinito, su una costruzione che è impossibile da costruire, ma che è possibile disegnare solo avvalendosi di stranezze della percezione e della prospettiva.

Le opere di Escher hanno una forte componente matematica, e molti dei mondi che ha disegnato sono costruiti attorno a oggetti impossibili come il Triangolo di Penrose oppure ad illusioni ottiche come il Cubo di Necker. In "Gravità", invece, dei rettili multicolori sporgono le loro teste da un possibile dodecaedrostellato.
Le implicazioni logiche, matematiche, geometriche e fisiche sono piuttosto variegate, e coinvolgono concetti quali tra gli altri:

  • l'autoreferenzialità, appunto dove due mani si disegnano vicendevolmente.
  • I processi ricorsivi, quali l'Effetto Droste, collegati a particolari rotazioni del piano, come in galleria di stampe, dove un visitatore, guardando fuori da una finestra della galleria rivede l'edificio contenente anche se stesso, in una successione potenzialmente infinita.
  • Questioni di topologia, esempio la percorrenza di una superficie bidimensionale estesa in uno spazio tridimensionale come Nastro di Möbius percorso da formiche
  • L'infinito (sia filosofico che matematico), preludio alle geometrie frattali a sviluppo infinito, ad esempio nelle opere sul tema del limite del cerchio, dove un motivo ripetitivo si espande nell'infinitamente piccolo.
  • Il moto perpetuo, dove un trucco percettivo permette il disegno di una cascata che aziona un mulino e la stessa acqua torna ad alimentare la cascata.
  • Tassellature degli spazi bi e tridimensionali, impieganti "tessere" ripetute con tutte le possibili variazioni.
  • Spazi dimensionalmente diversi che si incontrano, come in rettili, dove piccoli animali preistorici escono dal mondo bidimensionale di un libro, per poi ritornarvi.

In tutte le opere non vi è solo la fredda logica delle scienze esatte, ma mondi naturali con panorami, scorci, piante ed animali reali od immaginari intervengono ad arricchire i suoi lavori in un'ottica straordinariamente globale.

http://tdreller.officeisp.net/Privates/Cartoon%20Escher.gif
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domenica, 09 novembre 2008
Il theremin (anche teremin) è il più antico strumento musicale elettronico conosciuto. È stato inventato dal fisico russo Leon Theremin nel 1920.

Questo strumento è composto fondamentalmente da due antenne poste sopra e a lato di un contenitore nel quale è alloggiata tutta l'elettronica. Il controllo avviene allontanando e avvicinando le mani alle antenne, mediante quella superiore (posizionata verticalmente) si controlla l'altezza del suono, quella laterale (posta orizzontalmente) permette di regolarne l'ampiezza. Il suono può variare tra quello di un violino a quello vocale. Lo strumento è considerato molto difficile da suonare proprio perché lo si suona senza toccarlo.

L'idea dello strumento venne in mente a Theremin mentre compiva alcuni esperimenti per l'esercito con amplificatori a valvole: si accorse che a volte si produceva un fischio che cambiava frequenza variando la distanza delle mani dalle valvole. Sviluppò l'idea fino a giungere alla costruzione di un vero e proprio strumento musicale battezzato eterofono.

Lo stesso Theremin era un musicista (violoncellista) e approfittò dei circoli musicali che frequentava per far conoscere la sua invenzione che riscosse un notevole interesse. Qualche tempo dopo fu contattato da Lenin che gli propose di diffondere lo strumento in Europa.

Venne organizzato un tour nelle maggiori capitali europee: Berlino, Londra e Parigi. Proprio a Parigi la curiosità fu tale da causare disordini fra le migliaia di persone che non erano riuscite ad avere un posto in teatro.

Nel 1928 Theremin sbarcò a New York dove lo strumento venne presentato a un ristretto gruppo di musicisti e magnati dell'industria (vi erano anche Arturo Toscanini e Henry Ford). In seguito fu fondata un'azienda per lo sviluppo e la costruzione dell'eterofono che per l'occasione fu ribattezzato theremin.

In seguito furono concessi i diritti di costruzione commerciale alla RCA ma, a causa della crisi economica di quegli anni, il prezzo di vendita dello strumento era talmente alto da impedirne la diffusione.

La più grande virtuosa dello strumento fu Clara Rockmore, una violinista russa che, non potendo proseguire per motivi di salute la sua attività, si dedicò al nuovo strumento.

In passato il theremin è stato usato dal chitarrista dei Led Zeppelin, Jimmy Page, in molti live e nell'intermezzo di Whole Lotta Love (1969). È utilizzato spesso, in studio e nei concerti dal vivo, anche dalla Blues Explosion di Jon Spencer.

I theremin attuali sono costruiti con tecnologia a transistor che li rende molto più economici.

Il principio di funzionamento del theremin si basa sul principio fisico del battimento di due onde.

L'intuizione del suo inventore sta nell'accoppiamento di due oscillatori elettronici che producono due onde alla medesima frequenza non udibili (maggiori di 20 kHz).

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giovedì, 06 novembre 2008

Sir Arthur Eddington (Kendall, 28 dicembre 1882 – Cambridge, 22 novembre 1944) è stato un astrofisicoinglese.

Fu uno dei più importanti astrofisici dell'inizio del XX secolo. Scoprì il limite che porta il suo nome (limite di Eddington) e che corrisponde alla luminosità massima che può avere una stella con una data massa, senza che essa inizi a perdere gli strati più alti della propria atmosfera.

È comunque conosciuto per le sue ricerche riguardanti la teoria della relatività. Fu grazie ad uno dei suoi articoli (Report on the relativity theory of gravitation), che gli studiosi di lingua inglese scoprirono la teoria della relatività generale di Albert Einstein, in quanto a causa della Prima Guerra Mondiale, gli articoli delle riviste tedesche erano pochissimo (o per niente) diffuse nel resto del mondo.

Eddington nacque a Kendal in Inghilterra da una famiglia di Quaccheri. Dimostrò molto presto le sue inclinazioni per la matematica e vinse diversi premi e borse di studio fino al 1905 quando cominciò alcune ricerche presso il laboratorio Cavendish, seguite da ricerche matematiche (che interruppe rapidamente) ed infine ricevette un posto di lavoro al Reale Osservatorio di Greenwich. Qui venne immediatamente coinvolto in un progetto di ricerca iniziato nel 1900, riguardante le immagini fotografiche dell'asteroide 433 Eros. Il primo incarico riguardò l'analisi di queste immagini per determinare con precisione il valore della parallasse solare. Nel 1906, iniziò un suo studio statistico sul movimento delle stelle che gli fruttò un premio, ricevuto l'anno seguente.

Nel dicembre 1912, George Darwin, figlio di Charles Darwin e professore a Plumian, morì ed Eddington fu designato a succedergli. Il titolare dell'altra cattedra di astronomia a Cambridge, la Lowndean chair, morì anch'egli e, nel corso dell'anno seguente Eddington divenne il direttore dell'osservatorio di Cambridge, diventando il responsabile dell'astronomia teorica e sperimentale a Cambridge.

Durante la Prima Guerra mondiale, Eddington fu richiamato per effettuare il servizio militare. Essendo quacchero e pacifista, rifiutò di andare sotto le armi e chiese di effettuare un servizio alternativo, che, a quei tempi, non era previsto. Alcuni amici scienziati intervennero in suo favore e riuscirono a farlo congedare per i suoi meriti scientifici. Nel 1915, ricevette tramite la Royal Astronomical Society gli articoli sulla relatività generale di Einstein e di de Sitter. Iniziò ad interessarsi a questo argomento in quanto la nuova teoria sembrava spiegare la precessione del perielio di Mercurio.

 

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sabato, 01 novembre 2008
E' morto in Svizzera all'età di 86 anni Jacques Piccard, esploratore dei grandali fondi marini (sceso a 10.916 metri di profondità), oceanografo, pilota, progettista di sottomarini, economista, figlio del fisico Auguste, l'inventore del batiscafo. Lo ha annunciato Solar Impulse, un progetto di aereo solare, di cui è co-fondatore il figlio Bertrand Piccard. Era nato a Bruxelles il 28 luglio 1922. "Uno degli ultimi grandi esploratori del Ventesimo secolo, l'uomo disceso negli abissi più profondi del mondo, un vero Capitano Nemo, Jacques Piccard si è spento il primo novembre a 86 anni, sulle rive del Lago di Ginevra che tanto amava", si legge in un comunicato inviato alla France Press. Piccard ha portato avanti "l'opera del padre, il celebre fisico Auguste Piccard, inventore del pallone aerostatico e del batiscafo", secondo il testo.

A bordo del batiscafo 'Trieste', Jacques Piccard diventa l'uomo 'più profondo' del mondo toccando il fondale della Fossa delle Marianne a 10.916 metri il 23 gennaio 1960, in compagnia dell'americano Don Walsh", prosegue il comunicato. Ha poi costruito quattro "mesoscafi", sottomarini per le profondità medie, tra cui il primo sottomarino turistico lanciato nelle acque del lago di Ginevra in occasione dell'esposizione nazionale svizzera del 1964.

Ma è tutta la famiglia Piccard a essere famosa per le sue numerose imprese: il padre Auguste ha superato due volte il record di altitudine con pallone aerostatico (nel 1931 e 1932), mentre il figlio Bertrand è stato il primo a volare intorno al mondo senza fermarsi con il pallone aerostatico "Orbiter 3" nel marzo del 1999.

 

da www.alice.it

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martedì, 14 ottobre 2008

L’invenzione della matita e della sua industrializzazione è argomento molto ricco ed interessante, come curioso è tutto il movimento di collezionisti che gira intorno a questo importante, quanto semplice, oggetto di tutti i giorni.

La matita è oggi senza alcun dubbio lo strumento più comune per scrivere e disegnare, ma non è il più antico. Furono infatti i sumeri alla fine del quarto millennio A.C. a inventare la più antica forma di scrittura conosciuta: la scrittura cuneiforme.
scrittura cuneiformeI sumeri e gli assiro-babilonesi utilizzavano un semplice strumento metallico per incidere solitamente tavolette in argilla (prima che seccasse) o anche in pietra. Uno strumento simile era utilizzato anche dagli antichi Romani per graffiare il papiro: ero lo stilo, il nonno della moderna matita.

La matita è invenzione relativamente recente: la grafite che ne è la base fu infatti scoperta solo nel 1564.
Dopo una fortissima tempesta fu scoperto un enorme giacimento di grafite pura in Borrowdale, in Inghilterra. Era il 10 settembre, data che è considerata il compleanno della matita.

I pastori del luogo si accorsero subito che questo nuovo misterioso minerale naturale poteva essere molto utile: cominciarono ad utilizzarlo per marchiare le loro pecore e successivamente in pezzi più minuti avvolti in lembi di tessuto o di lana per scrivere.

In poco tempo la grafite diventò molto famosa tra chi necessitava di un materiale con cui scrivere o disegnare e si cominciò ad inserirla tra i materiali più disparati per avere un supporto più stabile che consentisse anche di non sporcarsi le mani. La grafite pura è infatti un minerale molto morbido e che lascia una impronta molto decisa anche al minimo contatto.

Furono gli italiani i primi a pensare ad un contenitore in legno: Simonio e Lyndiana Bernacotti realizzarono dei progetti per la realizzazione di matite attraverso la creazione di fori in un’anima ovale di ginepro abbastanza compatta, in cui veniva poi inserita e incollata un’anima di grafite.

Poco dopo, nel 1762 a Nuremberg, in Germania, ebbe inizio la prima produzione industriale di matite. La fabbrica Faber, dal cognome del suo fondatore, ideò un processo industriale che inserisce, tra due fogli di legno di cedro poi incollati, una anima di grafite, detta poi mina. Era nata la matita moderna.

Nel 1795 Nicholas Jacques Conte, uno scienziato francese, inventò il procedimento di mescolare alla grafite pura anche dell’argilla per ottenere mine più “dure”: è infatti in base alla quantità di argilla contenuta nella mina che le matite sono più o meno dure e lasciano quindi segni più o meno evidenti. Le diverse quantità di argilla vennero studiate e inventate dall’austriaco Joseph Hardtmuth della Koh-I-Noor e sono a tutt’oggi in uso.

L’argilla era mescolata alla polvere di grafite, modellata nella forma giusta e poi fatta passare in fornace prima di essere inserita nell’adeguato astuccio di legno.

Ma come sono costruite esattamente le matite?

Costruzione di una MatitaL’immagine a sinistra illustra i vari procedimenti che vengono eseguiti in fabbrica per la costruzione industriale delle matite.

Si parte da un blocco di cedro (1) che viene poi tagliato in assi (2). Le assi di cedro vengono poi tinte (3) e vengono praticate delle incisioni (4).
In queste incisioni vengono inserite le mine (5) e viene incollata una nuova asse sopra alla precedente (6).
Il sandwitch che si ottiene viene fatto passare in un tornio (7) che divide le singole matite (8) e da la forma definitiva (esagonale, tonda, quadrata, ecc.).
Successivamente le matite vengono colorate e rifinite (9 e 10). Eventualmente viene anche inserito un supporto in ferro per la gomma (11) e la gomma stessa (12).

Hyman L. Lipman di Filadelfia ha brevettato la prima matita con gomma nel 1858. Il particolare anello di metallo che collega la gomma alla matita si chiama puntale.

Le prime matite prodotte industrialmente non venivano colorate in modo da mostrare la qualità del legno utilizzato, particolare al tempo molto ricercato e tenuto in grande considerazione da chi doveva acquistare una nuova matita.

Verso il 1890 si cominciò a colorare le matite e ad imprimere i marchi e i nomi delle aziende produttrici, fu uno delle prime forme di immagine coordinata applicata al prodotto.

Matite

I produttori americani usavano al tempo grafite cinese. Quella cinese era infatti considerata la migliore al mondo e quindi gli americani cominciarono a dipingere le loro matite di giallo.
In Cina il giallo è infatti un colore associato al rispetto e alla nobiltà, i produttori americani utilizzavano il giallo proprio per esprimere questa nobiltà e superiorità delle loro matite con grafite cinese.

Ancora oggi negli Stati Uniti (e non solo) il 75% delle matite sono gialle: la tradizione e la consuetudine sono rimaste anche se non viene quasi più utilizzata grafite cinese per le matite.

Le prime matite americane erano realizzate con Cedro dell’est, proveniente dal Tennessee e da altri stati del sud-est degli Stati Uniti, era un legno molto forte e resistente. Nel 1900 però i produttori di matite necessitavano di sempre più riserve di legno per la loro produzione e lo andarono a scovare dall’altra parte degli Stati Uniti, in California.
Il Cedro Californiano si rivelò un legno ancora migliore per la produzione di matite ed è ancora oggi il legno più utilizzato a livello mondiale.

La storia della matita è comunque alquanto complicata e nelle mie ricerche ho trovato varie versioni su chi ha inventato cosa, ho cercato di riportare in questo articolo un riassunto il più veritiero possibile.

Ma comunque sia tutta questi complicati procedimenti ed invenzioni hanno portato fino ai giorni nostri uno degli oggetti più utilizzati e prodotti in assoluto: la matita. Ogni anno vengono prodotte miliardi di matite in tutto il mondo da centinaia di diverse fabbriche, ognuna delle quali ha storia e modelli diversi: diverse matite quindi.. migliaia, milioni di diversi modelli di matita.

Matite

Tutta questa diversità e storia non poteva non fare nascere un movimento attivissimo di collezionisti di matite.

Su internet sono presenti vari siti che parlano di collezionismo di matite, con migliaia di foto accuratamente catalogate per marca, modello, uso.. insomma un universo di matite vero e proprio, dalle più antiche e rare, alle più comuni. Da quelle destinate ad usi professionali (da carpentiere, da bozzetto, ecc) a quelle più strane e assurde prodotte per scopi professionali.

da www.thepolloweb.blogspot.com

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domenica, 12 ottobre 2008

Pensavate che fosse possibile osservare nei musei sola ossa di dinosauro?! Per egoismo o per scopi scientifici, invece, l'uomo si è permesso di conservare anche dell'altro. Buona lettura

GAMBA DI SICKLE

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Il generale Dan Sickle dell'Unione perse la sua gamba in seguito ad una cannonata nella battaglia di Gettysburg durante la guerra di secessione americana. La sua gamba fu colpita da una palla di cannone e la stessa fu amputata poco dopo. La gamba e la palla sono conservate al Museo Nazionale della Sanità e della medicina negli USA.

CERVELLI DI BROCA

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Paul Pierre Broca è stato un antropologo, neurologo e chirurgo francese. I suoi interessi sulla craniometria, lo portarono a fare studi e scoperte eclatanti, tanto che ancora oggi si parla di afasia di Broca per indicare quell'afasia determinata dalla lesione dell'area (detta area di Broca) della circonvoluzione frontale inferiore dell'emisfero sinistro. Nel 1861, grazie ad una autopsia svolta su un suo paziente, che da vivo aveva mostrato segni di inabilità a parlare, Broca scoprì la presenza di una lesione nell'emisfero cerebrale sinistro, originata dalla sifilide, e proprio a questo danno addebitò la difficoltà ad esprimersi del paziente. Ancora oggi i cervelli di alcuni pazienti analizzati da Broca, vengono esposti nei musei della scienza francesi.


VERTEBRA DI RIZAL

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José Rizal è stato un medico, scrittore e poeta lirico, didatta, pittore, scultore, agricoltore filippino. Come Gandhi, Rizal ha sempre creduto in mezzi pacifici per la riforma, che era ciò che voleva per il suo paese. E' ora un eroe nazionale. Circa 17 anni dopo la sua morte il suo corpo è stato riesumato trasportato a Manila e durante il trasporto una sola vertebra è stata racchiusa in un reliquiario di vetro per per essere esposto presso il museo Rizal a Fort Santiago. Presumibilmente è stato l'unico osso colpito in pieno durante la fucilazione dei filippini collaborazionisti inquadrati nell’esercito spagnolo.

BRACCIO DI SAN BONAVENTURA
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Il santo braccio della scrittura a mano di San Bonaventura (religioso, filosofo e teologo italiano autore della famosa ' L'itinerario della mente verso Dio') è stato incassato in un braccio d'argento a forma di reliquiario che ora risiede nella sua città natale (Bagnoregio-VT) nella chiesa parrocchiale di San Nicola.

CAPELLI DI G.WASHINGTON

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Il vero padre della nazione americana : George Washington. Alcuni suoi parenti chiesero di conservare una ciocca dei suoi capelli in ricordo del grande uomo che fu. Così nel 1850 la ciocca dei capelli fu racchiusa in un medaglione d'oro,ed è stata donata più tardi al Maine Historical Society dove è conservata.

DITO DI GALILEO

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Galileo Galilei è stato dichiarato uno dei padri della "scienza moderna" e della "fisica moderna." Fu arrestato da parte della Inquisizione durante il suo ultimo anno di vita a causa della sua convinzione che il sole era il centro del cosmo, e non la Terra. Quando morì il suo dito fu prelevato da Francesco Gori nel 1737 ed ora è in mostra al Museo di Storia del Scienza in Italia.

CERVELLO DI EINSTEIN

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Albert Einstein non ha bisogno di presentazioni. La mattina del 18 aprile 1955, poche ore dopo la morte del più grande e stupefacente scienziato di tutti i tempi, il patologo Thomas Stoltz Harvey dell’ospedale di Princeton ebbe la felice idea di “rubare” il suo cervello.Nelle ore successive indisse una conferenza stampa in cui dichiarò che la preziosa reliquia sarebbe stata conservata da lui per carpire i segreti di cotanta genialità.
Per diversi anni però cervello e ladro scomparvero dalla scena fino a riapparire in tempi recentissimi.
Da quel momento sono stati diversi gli studi condotti sulla materia grigia più famosa del mondo, ma nessuno è giunto a conclusioni significative.


da www.seriomanontroppo.it

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categoria:curiosità, grandi persone
giovedì, 18 settembre 2008

Fridman propose una soluzione alle equazioni di campo della relatività generale riguardo all'espansione dell'universo, provata in seguito dalle osservazioni di Edwin Hubble del 1929. Alcuni scritti di Fridman, tra cui Über die Möglichkeit einer Welt mit konstanter negativer Krümmung des Raumes (Sulla possibilità di un mondo con curvatura negativa costante), pubblicati dall'Accademia delle Scienze di Bruxelles il 7 gennaio 1924, dimostravano che aveva studiato i tre modelli, che descrivevano curvatura positiva, zero e negativa, un decennio prima che Howard Percy Robertson e Arthur Geoffrey Walker pubblicassero le loro analisi.

L'idea di un universo in esapnaisone e non statico, risale al novecento inoltrato, quando questa scoperta poteva effettuarsi sin dalla fine del seicento, con le leggi sulla gravitazione che già si conoscevano. La mentalità di un universo statico era così radicata e indiscutibile che perfino Einstein modificò le sue formule per consentire i calcoli in un sistema immobile usando la costante cosmologica.

Fridman fu un precursore del suo tempo, le sue scoperte si rivelarono esatte.

Primo modello: L'universo non è infinito nello spazio, ma lo spazio non ha alcun limite. La gravità è così forte che lo spazio si incurva su se stesso, venendo ad assomigliare in qualche misura alla superficie della Terra. Se si continua a viggiare in una certa direzione sulla superficie della Terra, non ci si imbatte mai in una barriera invalicabile nè si cade giù da un margine, ma si finisce al punto di partenza. Nel primo modello di Fridman lo spazio è esattamente così.

Nel secondo modello, l'espansione dura per sempre e lo spazio è incurvato nel modo opposto, come la superficie di una stella. In questo caso lo spazio è infinito.

Nel terzo modello, l'espansione ha la velocità minima che si richiede per evitare il collasso, quindi lo spazio è piatto e anche in questo caso è infinito.

Ancora oggi è difficile dire quale dei modelli rispecchi la relatà, in virtù delle nuove scoperte in materia di teoria quantistica. Sta di fatto che Fridman ebbe un'intuizione geniale che consentì alla scienza di avazare, anche se i sui "benefici"  furono postumi.

 

Prima parte tratta da http://wikipedia.org . Spiegazione dei modelli presi dal libro "Dal Big Bang ai buchi neri" di Stephen Hawking, che il prof Leo54 mi ha gentilmente prestato.

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categoria:scienza, curiosità, grandi persone
giovedì, 07 agosto 2008

TORINO - Andrea Pininfarina, 51 anni, è stato investito da un'auto mentre era alla guida del suo scooter Piaggio. L'imprenditore è morto sul colpo. L'incidente è avvenuto questa mattina, poco dopo le 8, in via Torino, a Trofarello. Probabilmente era diretto a Cambiano, un comune distante circa tre chilometri dove ha sede la storica carrozzeria torinese. Il corpo è stato rimosso dal luogo dell’incidente pochi minuti prima delle 11, dopo l’intervento del 118.

LA DINAMICA - Stando alla ricostruzione fornita dal comandante dei vigili urbani di Trofarello, Luigi Semenzato l'imprenditore stava percorrendo via Torino provenendo da Moncalieri sulla sua Vespa GT60 di colore grigio, quando all'altezza di via Filippo Turati è stato investito da una Ford Fiesta di colore rosso guidata da un uomo di 78 anni residente a Trofarello. Dalle prime ricostruzioni l'automobilista avrebbe avuto la visuale parzialmente ostruita da un furgone cassonato che stava scaricando materiale edile parcheggiato lungo via Torino. L'automobilista non avrebbe dato la precedenza a Pininfarina. I primi ad arrivare sul luogo dell'incidente sono stati i vigili urbani e il 118. Inutili i tentativi di rianimazione. Pininfarina è morto sul colpo. La salma è stata trasferita presso la camera mortuaria del cimitero di Chieri, a pochi chilometri di distanza. L'automobilista è stato ricoverato in stato di shock presso l'ospedale di Moncalieri.

 Uno dei suoi prototipi.

 

da http://corriere.it

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categoria:grandi persone
venerdì, 25 luglio 2008

WASHINGTON - Nella sua ultima lezione il professor Randy Pausch, che insegnava scienze informatiche alla Carnegie Mellon University di Pittsburgh, ha detto di non voler essere compatito e di non voler parlare della morte, ma della vita. Lui, 47 anni - sposato con tre figli - è morto per un tumore che nonostante le cure ha invaso il suo organismo in modo irreparabile. L'ultima lezione ai suoi studenti è stata registrata e - messa in Rete - ha avuto un successo strepitoso . Pausch parla dei sogni di quando era bambino, dell'importanza di sognare e della possibilità di realizzare i propri desideri. «Non possiamo cambiare le carte che ci vengono servite, solo il modo in cui giochiamo la mano» è la celebre frase con cui il 18 settembre ha spiegato ai ragazzi l'importanza di non rinunciare mai a vivere, in un discorso piena di umorismo e ottimismo.

INNO ALLA VITA - Una lezione di vita, un saluto profondo che ha commosso non solo gli allievi della Carnegie Mellon ma tutto il mondo. E che è diventato un libro tradotto in 30 lingue ed edito in Italia da Rizzoli ( «L'ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore»), in cui i temi della last lection vengono sviluppati e approfonditi. «Ho un problema di sistema - aveva annunciato il docente di fronte a 400 studenti -. Benché abbia sempre goduto di forma fisica strepitosa, ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita». L'incontro finale tra il docente e i suoi studenti, tra ironia e riflessioni profonde, si era trasformato in un commosso inno alla vita. «Trovate la vostra passione e seguitela - disse -, non smettete di cercarla perché altrimenti ciò che state facendo è solo aspettare la Mietitrice». Lui, citato da Time tra le cento persone più influenti del mondo, la morte l'ha affrontata a viso aperto: «Non la battiamo vivendo più a lungo, ma vivendo bene e pienamente, perché ella verrà per tutti noi» aveva detto.

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categoria:grandi persone

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