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The Italian Blog

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venerdì, 06 febbraio 2009

Una stima del 600, dello studioso britannico Robert Hooke, affermava che la nostra mente può contenere 3.155.760.000 idee distinte.

Questa è stata in seguito smentita, secondo recenti studi comparsi sulla rivista New Scientist, la stima più realistica si aggirerebbe intorno a:
10 elevato a 80.000.000.000.000 che equivale a 1 seguito da 80 miliardi di zeri (pensiero + pensiero - ), un numero enormemente più grande perfino di tutti gli atomi contenuti nell’universo.
Il calcolo è stato fatto in base a tutte le possibili connessioni neuronali, considerando che il cervello contiene circa 10 miliardi di neuroni e che ogni neurone ha circa un migliaio di estensioni ( i dendriti), che lo connnettono ad altri mille.
Semplice no?

 

da http://thepolloweb.blogspot.com

postato da: T3rminator alle ore 20:17 | Permalink | commenti (5)
categoria:scienza, medicina, curiosità
martedì, 01 luglio 2008

 

ROMA - Anche in Italia arriva l'allarme "droghe sonore online". Particolari onde tra i 3 e i 30 Hertz, frequenze che agiscono sul cervello umano, possono innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l'attività cerebrale, in modo simile alle droghe. Basta collegarsi al sito giusto e scaricare speciali file per ottenere sequenze sonore dai nomi che sono tutto un programma: «marijuana», «cocaina», «alcol», «ecstasy».

Un "lettore" di dosi sonore
da scaricare in rete
ALLARME - L'allarme sulle «cyber-droghe», noto in rete con il nome di iDoser, è serio e arriva dal Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza, i cui 007 informatici stanno da tempo monitorando un fenomeno che potrebbe rapidamente dilagare - come già avvenuto in Spagna - e che già vanta migliaia di appassionati che discutono attraverso la rete, si scambiano impressioni e consigliano modalità e tecniche di somministrazione. Sono già centinaia, avverte la Guardia di Finanza, le pagine web dedicate a questo fenomeno e migliaia gli appassionati che discutono attraverso la rete, si scambiano impressioni e consigliano modalità e tecniche di «somministrazione».

COME E DOVE - Le dinamiche commerciali che stanno dietro al fenomeno ricalcano quelle del mercato tradizionale degli stupefacenti: la partenza è con file offerti gratuitamente, poi si passa alla sommistrazione a pagamento. Esiste una società che offre online, sul proprio sito, un vero e proprio lettore audio (tipo il popolare WinAmp dei file mp3) per "dosi sonore". Dosi che, per altro, oltre a essere acquistate possono anche essere reperite gratuitamente in maniera piuttosto semplice con una semplice ricerca su Google. Si arriva su siti che ospitano link ad archivi di file quali Rapidshare o simili. Pochi clic per avere sul computer un file "zippato" che, una volta decompresso, svela centinaia di "dosi", accuratamente catalogate con i nomi delle sostanze di cui dovrebbero riprodurre l'effetto: assenzio, ecstasy, cocaina, morfina, tranquillanti, eroina, peyote e così via. Su Internet si trovano poi anche pratiche guide all'uso: "Come far funzionare una dose al 100%". Mentre YouTube è piena di video che illustrano i presunti effetti su giovani (e spesso giovanissimi) consumatori.

IL PRINCIPIO: INFRASUONI - «Le onde comprese tra 3 e 30 hertz, gli infrasuoni, ovvero le frequenze su cui lavora il cervello umano, sono in grado di innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l'attività cerebrale. Le onde alfa, ad esempio, che vanno da 7 a 13 hertz, hanno un potenziale effetto rilassante, ma ce ne sono altre che ottengono l'effetto opposto, cioè euforizzante o eccitante. Basta inserire questi infrasuoni - che l'orecchio umano non percepisce - dentro un brano musicale, e il gioco è fatto» ha spiegato il colonnello Umberto Rapetto della Guardia di Finanza. «L'uso di questi infrasuoni non è sconosciuto alle forze di polizia, che all'estero li usano come deterrenti, ad esempio nelle discoteche per calmare i ragazzi». «Il loro uso - ha aggiungo il colonnello è anche documentato storicamente in campo militare».

RISCHI - «Sui rischi per la salute derivanti dall'uso di queste cyber-droghe non ci sono evidenze», ha precisato il colonnello. «Attendiamo risposte dagli esperti, ma è necessario riflettere» su queste nuove disponibilità offerte dalla rete. Il potenziale di diffusione dell'iDoser è enorme, perché rispetto alle sostanze stupefacenti tradizionali sono meno invasive, più pratiche da utilizzare, e costano molto meno: un file può andare dai 5 ai 10 euro, col vantaggio rispetto alla droga che non si consuma e quindi si può riutilizzare quante volte di vuole».

POTENZIAMENTO - «Il fatto che una stimolazione sonora ad hoc possa avere particolari conseguenze sul cervello non è una sorpresa» commenta Michelangelo Iannone, ricercatore dell'Istituto di Scienze Neurologiche del Cnr di Catanzaro. «Abbiamo infatti osservato e misurato di recente l'effetto "sommatorio" del suono e dell'ecstasy sul cervello di animali da esperimento». «In particolare» chiarisce lo specialista, «abbiamo sommnistrato ad alcuni topolini una dose minima di ecstasy, incapace di produrre alcun effetto neurologico e abbiamo poi "somministrato" agli stessi anche una "dose" di suono a 95 decibel, cioè il massimo consentito, teoricamente, nelle discoteche, riscontrando un potenziamento degli effetti dell'ecstasy. Non solo, aumentando la dose iniziale di ecstasy abbiamo ottenuto col suono un potenziamento dell'effetto che è durato cinque giorni». «Questo spiega anche perché alcuni tipi di stupefacenti, come per esempio proprio l'ecstasy, siano consumate in quantità particolarmente significative in occasioni come i rave-party dove, evidentemente, la musica produce un 'amplificazione dei suoi effetti».
Ma ha senso parlare di dipendenza? «Se una stimolazione nervosa esiste è verosimile che avvenga attraverso l'azione su determinati neurostrametttitori, come per le altre droghe, quindi è sicuramente possibile ipotizzare meccanismi e conseguenze non dissimili. Senza studi in merito non si può dire di più e si possono solo fare ipotesi, ma si tratta di ipotesi molto ragionevoli».

da www.corriere.it

postato da: T3rminator alle ore 21:35 | Permalink | commenti (1)
categoria:informatica, medicina, droga, curiosità
mercoledì, 30 aprile 2008

 

Il video in alto è un esperimento condotto dai giapponesi per dimostrare praticamente la presenza di catrame nei polmoni dopo aver fumanto 400 sigarette.

QUESTI SONO UN VIDEO E UN POST DI SENSIBILIZZAZIONE A FAVORE DELLA CAMPAGNA ANTIFUMO. IL FUMO UCCIDE!!!!

Questo, invece, è un banner per continuare a diffondere questo sano messaggio che a fatica sta entrando nella testa dei fumatori incalliti.
postato da: T3rminator alle ore 13:23 | Permalink | commenti (8)
categoria:test, medicina, dibattito, curiosità
giovedì, 27 marzo 2008

Thomas Beatie è nato come donna, ma poi è diventato uomo, e lo è tutt'ora. E' un transessuale come tanti altri, ma ha qualcosa di decisamente diverso dagli altri. E' il primo uomo (transessuale) ad essere incinta. Aspetta una bambina che si chiamerà Nancy ed è al quinto mese di gravidanza. Il tutto è dovuto al fatto che non ha voluto sottoporsi alla sterilizzazione proprio per riservarsi la facoltà di procreare. La notizia ha fatto scalpore e in America è nato un forte tam-tam sulla  rete. Cosa ne dite? E' eticamente corretto che una bambina avrà un padre e una madre che sono esteticamente uomo? Intanto vi riporto una breve intervista rilasciata dallo stesso Beatie.

La sterilizzazione non è un requisito fondamentale per la riassegnazione del sesso, così ho deciso di preservare il mio diritto a procreare“. E com’è vivere una gravidanza da uomo? “Quando abbiamo deciso di avere un figlio, i nostri familiari sono rimasti choccati mentre molti medici ci hanno respinto. Per i vicini eravamo una coppia normale, ora non lo siamo più“. E poi aggiunge “desiderare un figlio non è una prerogativa femminile, ma fa parte dell’essere umano“. “La gravidanza è una sensazione incredibile. Nonostante la mia pancia cresca giorno dopo giorno, io mi sento uomo e quando mia figlia nascerà, io sarò il padre e Nancy la madre“.

postato da: T3rminator alle ore 14:44 | Permalink | commenti
categoria:medicina, dibattito, curiosità
venerdì, 18 gennaio 2008

Un 'dente intelligente' curera' malati di ipertensione, ipertiroidismo, Alzheimer, tumori alla bocca e rimpiazzera' pillole e iniezioni. Il dente contiene un farmaco e un microchip, che controlla il rilascio del farmaco, consentendo di somministrarlo in base alle necessita' del paziente. Il contenitore puo' essere ricaricato con un nuovo farmaco in modo non invasivo dallo stesso paziente, che viene informato del bisogno da un dispositivo di controllo a distanza, una sorta di telecomando.  Un'idea buona e utile a parte la complessità del funzionamento. Infatti, se per caso dovesse funzionare male e somministrasse quantità inferiori o elevate di medicinali rispetto al previsto, il paziente sarebbe stroncato dagli effetti collaterali dei farmaci. Il mondo tende sempre ad uno sviluppo meccanico e robotizzato, ma essendo sempre macchine soggette a deterioramento e possibili mal funzionamenti, nn mi fiderei tanto ad utilizzarli, soprattutto in caso di impossibile controllo da parte di personale specialistico. Penso che più che investire nel "dente intelligente" che non cura le persone ma funziona come un timer, si potrebbe investire in qualcosa che permetta di sconfiggere le malattie( la ricerca) che purtroppo in Italia è quasi assente.

postato da: T3rminator alle ore 15:08 | Permalink | commenti (1)
categoria:medicina, dibattito, curiosità

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