Fisici Usa hanno visto che nasce
nelle “Fasce di Van Allen”, zone
piene di particelle d’energia finite
nel nostro campo magnetico.
Le fasce di Van Allen.
Le particelle cariche (elettroni, protoni e particelle alfa) non sono in grado di attraversare le linee di forza di un campo magnetico, per cui l’incontro fra le particelle emesse dal Sole, che costituiscono il vento solare, e il campo magnetico terrestre produce due effetti: una distorsione del campo magnetico, sotto la pressione generata dal vento solare, e la deflessione delle particelle lungo le linee di forza del campo.
Le particelle cominciano a spiralizzare attorno alle linee di forza, con una traiettoria ad elica il cui raggio è proporzionale alla carica e inversamente proporzionale all’intensità del campo magnetico.
Quest’ultima proprietà della traiettoria ha una conseguenza interessante, la particella viene portata dalla struttura del campo bipolare verso i poli, dove il campo magnetico, richiudendosi verso terra si intensifica, quindi la spirale della particella si restringe sempre più fino, in molti casi, a zero dopo di che il moto della particella si inverte, ritornando in dietro. In questo modo le particelle vengono catturate e confinate in una zona dello spazio attorno alla Terra, andando a costituire delle vere e proprie fasce, teorizzate da Van Allen da cui prendono il nome, e poi osservate sperimentalmente dai primi veicoli spaziali che sono entrati in orbita attorno alla terra.
Queste fasce di radiazioni hanno a lungo preoccupato i responsabili delle missioni umane nello spazio, ma l’intensità è tale che risulterebbero pericolose solo se, nell'attraversarle, un uomo fosse fuori dei veicoli spaziali.
Talvolta, quando l’energia delle particelle in arrivo dal Sole aumenta, queste riescono ad arrivare in profondità nell’atmosfera e allora abbiamo il fenomeno delle aurore boreali.
da www.thepolloweb.blogspot.com
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