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The Italian Blog

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martedì, 13 gennaio 2009
Il 27 gennaio potrebbe essere l'ultimo giorno di vita di Larry Swearingen. Quel giorno Larry avrà 37 anni. Fa sensazione conoscere la data della propria morte. Uno stillicidio: prima di giorni, poi di ore, infine di minuti e un'iniezione letale lo manderà all'altro mondo. Larry, che si è sempre proclamato innocente, è rinchiuso nel braccio della morte in Texas da dieci anni ed è stato condannato a morte nel dicembre del 2000 per aver strangolato Melissa Trotter, nipote di un senatore. Melissa Trotter, 19 anni, sparì l'8 dicembre del 1988 da un college nei pressi della città di Conroe in Texas. Il corpo della ragazza fu trovato 25 giorni dopo in un bosco da alcuni cacciatori. Larry era un elettricista che conosceva la ragazza e aveva un piccolo precedente penale. Inoltre, fu una delle ultime persone a vederla in vita. Subito sospettato e dopo tre giorni incarcerato con la scusa di aver violato il codice della strada.

La giuria lo ha condannato dopo aver sentito la testimonianza della dottoressa Joye M. Carter che nel referto dell'autopsia scrisse che il corpo della ragazza era stato abbandonato 25 giorni prima del ritrovamento. La storia dei 25 giorni è stata fatale a Larry. L'accusa è riuscita a farlo condannare utilizzando prove indiziarie. Dopo nuove perizie, eseguite da tre esperti, si è scoperto che gli organi interni della povera ragazza erano in perfetto stato di conservazione. Ciò significa che il corpo poteva essere stato abbandonato dai 10 ai 14 giorni prima del ritrovamento e non 25 come è stato detto. Una differenza di circa 10-15 giorni che scagionerebbe Larry Swearingen in quanto in quei giorni era già in carcere.

Il 31 ottobre del 2007 la dottoressa Carter, in una dichiarazione sotto giuramento, concordava con le risultanze delle nuove perizie. Un'ammissione quindi che quanto da lei dichiarato nel 2000 era errato. A cascata dopo questo nuovo elemento fondamentale si è anche saputo, solo a processo chiuso, che la vittima, qualche giorno prima della sparizione, aveva ricevuto minacce telefoniche da parte un sadico che le preannunciava una morte simile a quella che ha fatto. Come se non bastasse sulla ragazza sono stati trovati peli pubici di un uomo il cui «Dna» non è quello di Larry. Sotto le unghie della ragazza sono state trovate tracce di sangue. Anche questo è risultato non essere di Larry .

Tutti questi elementi non sono stati sufficienti al giudice Fred Edwards, presidente del processo, per riaprire il caso: «Inopportune» le ha definite. Lo scorso 26 dicembre , come un regalo di Natale, è stata stabilita la nuova data dell'esecuzione: il 27 gennaio. Larry in Italia ha un amico: Gianluca Ferrara, direttore editoriale di una casa editrice. Ferrara ha organizzato una colletta e inviato 3500 dollari per pagare uno speciale test per dimostrare l'innocenza dell'amico. E ha organizzato anche una petizione su un sito internet: www.congliultimi.it. Larry e Gianluca giocano a scacchi attraverso delle lettere. Per corrispondenza, disegnando i movimenti delle pedine. Ma l'ultima mossa potrebbe essere quella del boia.

 

da corriere.it

postato da: T3rminator alle ore 21:04 | Permalink | commenti (3)
categoria:storia nera, libertà violata
giovedì, 11 dicembre 2008
L'anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani è stato annunciato da radio e tv anche a Kabul. Poiché nessuno dei lavoratori del centro di riabilitazione, anche i più istruiti, sapeva cosa fossero, ho chiamato un esperto a spiegare. Ora mi trovo al reparto accettazione: trenta i pazienti in attesa di essere registrati. Col numero ciascuno avrà un piano di trattamento. I più fortunati anche un impiego, qualcuno imparerà un mestiere, altri torneranno a scuola.

Per molti, ahimè, potremo fare ben poco.
Oggi però, una novità, un esercizio consigliato dall'esperto: dare ai pazienti un secondo numero. Non un voto, ma quello dell'articolo della Dichiarazione violata.

Si parte con Nik e Jakùb, vittime di mine anti-uomo: articolo 3, diritto alla sicurezza della persona. Stesso numero per Lailà, ferita dalle bombe americane durante un matrimonio. Ecco Naim, viso orientale, etnia hazarà, la più strapazzata del Paese. Dimostra quindici anni, ha un piede torto. In Europa si cura alla nascita. Ora ci vorrà un'operazione e tre mesi di gesso.

A Jalal invece il 9, l'articolo che vieta l'arresto arbitrario: ha la protesi a pezzi, rotta in carcere. Ce l'hanno messo al posto del fratello accusato di un furto per forzarlo a costituirsi. Minà ha orrende detrazioni della pelle su braccia e collo. Data in sposa per saldare una faida familiare, si è cosparsa di benzina e data fuoco.

L'esercizio si fa pensoso, ma andiamo avanti. Marùf, vecchia conoscenza, vuole la sesta protesi: 19, diritto di opinione: perché anticomunista, al tempo dei russi ha passato in carcere una vita. Là, per le botte ha perso la gamba.

5 a Wassè: accusato di furto, anni fa i Taliban gli hanno amputato mano destra e gamba sinistra. Arriva Simà, la schiena a pezzi, sorretta dai figli, dei bambini. A loro, che non vanno a scuola per mantenere la madre vedova, 26, diritto all'istruzione. Faisal, 23, diritto alla sicurezza sul lavoro ed a un equo compenso: in Iran, clandestino è caduto da un'impalcatura malferma. Paralizzato.

Su trenta pazienti sedici hanno un secondo numero. Penso ai commenti al primo articolo. Tutti d'accordo sul «nati liberi e gli uguali diritti», hanno riso per lo «spirito di fratellanza» che dovrebbe regolare le azioni fra persone. «In Afghanistan, sei fratello in casa o con quelli del clan. Devi, se non vuoi essere schiacciato. Il resto è lotta ovunque». L'entusiasmo all'arrivo degli stranieri, cacciati i Taliban, è sparito assieme al sogno di un Paese senza etnie e fazioni. «Se il primo articolo è calpestato, chi rispetterà gli altri?»

Alberto Cairo lavora al Progetto ortopedico della Croce Rossa in Afghanistan.
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categoria:dibattito, grandi persone, storia nera
mercoledì, 26 novembre 2008

Nel 1890 nell'Impero Ottomano si contavano circa 2 milioni di armeni, in maggioranza cristiani orientali o cattolici. Gli armeni erano sostenuti dalla Russia nella loro lotta per l'indipendenza, poiché la Russia aspirava ad indebolire l'Impero ottomano per annetterne dei territori ed eventualmente appropriarsi di Costantinopoli. Per reprimere il movimento autonomista armeno, il Governo ottomano incoraggiò fra i Curdi, con i quali condivideva il territorio nell'Armenia storica, sentimenti di odio anti-armeno.

L'oppressione che dovettero subire dai Curdi e l'aumento delle tasse imposto dal governo turco esasperò gli Armeni fino alla rivolta, alla quale l'esercito ottomano, affiancato da milizie irregolari curde, rispose assassinando migliaia di armeni e bruciandone i villaggi (1894). Due anni dopo, probabilmente per ottenere visibilità internazionale, alcuni rivoluzionari armeni occuparono la banca ottomana a Istanbul.

La reazione fu un pogrom anti-armeno da parte di turchi islamici in cui persero la vita 50.000 armeni. Il grado di coinvolgimento del governo ottomano nel pogrom è oggetto di discussione.

Nel periodo precedente la prima guerra mondiale all'impero ottomano era succeduto il governo dei Giovani Turchi. Costoro temevano che gli armeni potessero allearsi coi russi, di cui erano nemici. Nel 1915 alcuni battaglioni armeni dell'esercito russo cominciarono a reclutare fra le loro fila armeni che in precedenza avevano militato nell'esercito ottomano. Intanto l'esercito francese finanziava e armava a sua volta gli armeni, incitandoli alla rivolta contro il nascente potere repubblicano, che sorgerà ufficialmente nel 1923 dopo la lotta anti-imperialista di liberazione nazionale e la vittoria della rivoluzione kemalista.

Giustificando i propri atti come reazione a una minaccia al nascente e ancora debole Stato, i Giovani Turchi procedettero all'esecuzione immediata di 300 nazionalisti armeni e diedero l'ordine di deportazioneAnatolia, dove abitavano da millenni, verso i deserti della Siria e della Mesopotamia. di buona parte del popolo armeno dall'Anatolia, dove abitavano da millenni, verso i deserti della Siria e della Mesopotamia.

Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco.

Nelle marce della morte, che coinvolsero 1.200.000 persone, centinaia di migliaia morirono di fame, malattia o sfinimento. Altre centinaia di migliaia furono massacrate dalla milizia curda e dall'esercito turco.

da www.wikipedia.org


Di questa tragedia pochi parlano, spesso non è presente nei libri di storia, la Turchia ancora non la riconosce. E' un evento storico ormai appurato, perchè negare ancora l'evidenza? Perchè non fare un passo avanti ed entrare in quella che si chiama democrazia?

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categoria:curiosità, grandi persone, storia nera
giovedì, 16 ottobre 2008

Simo Hayha venne soprannominato “La morte bianca” dalle truppe sovietiche. Era un cecchino finlandese, impegnato tra il 1939 e il 1940 nella Guerra d’ Inverno tra l’ Unione Sovietica e la Finlandia.
In quel periodo, a delle temperature che oscillavano tra i -20 e i -40 gradi, Simo Hayha condusse la sua personale carneficina contro i soldati dell’ Armata Rossa. Col suo fedele M28, detto anche il fucile “Pystykorva”, nascosto da una tuta mimetica bianca uccise una media di 5 persone al giorno. La cosa più impressionante è che un giorno, in Finlandia, in quel periodo ammontava a 5 ore di luce.

Un morto l’ ora. Per un totale di 505 morti ufficializzate, 542 se si contano anche quelle non ufficialmente riconosciute. 740 se si considerano anche quelle non di cecchinaggio, con la mitragliatrice KP - 31.

Vengo al punto: in guerra si uccide perchè altrimenti verremmo uccisi. Ma un cecchino no, lui non si trova in mezzo alla bolgia.
Un cecchino non è solo colui che preme un grilletto. Un cecchino è colui che osserva la sua vittima, la guarda in faccia consapevole del fatto che quelli saranno i suoi ultimi istanti di vita. Colui che si sforza di trovare una ragione per vederla morire, che si autoconvince di possedere l’ autorità per farlo.


 

da www.thepolloweb.blogspot.com

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categoria:curiosità, storia nera
lunedì, 21 luglio 2008

Sessantatre anni fa, in questo stesso periodo dell’anno, nella segretezza più totale gli Stati Uniti stavano sperimentano i primissimi ordigni nucleari. La prima bomba al plutonio, dal nome in codice "Gadget", era stata da poco fatta esplodere nel "Trinity test" (16 luglio 1945) e a Hiroshima e Nagasaki, anche se stremate dalla Seconda Guerra Mondiale, la vita procedeva in piena normalità, del tutto inconsapevole della tragedia che di lì a poco avrebbe devastato le città e ucciso decine di migliaia di abitanti.

Il primo test nucleare della storia è il Trinity test, avvenuto nel poligono di Alamogordo, nel Nuovo Messico, il 16 luglio 1945 alle ore 5:29:45 nell'ambito del Progetto Manhattan. Dopo le esplosioni di Hiroshima e Nagasaki, mano a mano che nuovi Stati si aggiungevano a quello che sarebbe poi stato chiamato il club nucleare, le esplosioni atomiche o nucleari di test si sono moltiplicate. La guerra fredda, dal canto suo, spingeva verso l'alto il numero delle armi nucleari in un’escalation controllata da Usa e Urss.

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da www.notizie.alice.it

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categoria:invenzioni, curiosità, storia nera
venerdì, 27 giugno 2008

Pubblico la storia agghiacciante di un "uomo" (se così si può chiamare) che ha mangiato una persona consensiente!

Si tratta del 45enne Armin Meiwes, nato a Routenburg, e per questo, conosciuto cone il cannibale di Routenburg.
Il motivo che l'ha spinto alla carne umana è il fatto che secondo lui è buonissima e sa di maiale.
"Attendevo di assaggiarla da 30 anni", dice in un intervista su una televisione tedesca che ha inchiodat allo schermo tra la curiosità e l'orrore un milione di telespettatori. E' lui che sei anni fa uccise, cucinò e mangiò un tecnico informatico di 42 anni. E la vittima, aspetto ancora più agghiacciante, era consenziente.

Conobbe la sua vittima su internet tramite un annuncio. Cercava candidati che avessero voglia di farsi macellare.
La scelta fu di 400 persone disposte ad essere mangiate ma il fortunato prescelto fu proprio l'ingegnere berlinese Bernd-Juergen Brandes. Si trattava di un omosessuale coprofago tedesco, proclive ai piaceri della prostituzione, afflitto da turbe psichiche ed avvezzo all'automacerazione fisica. Meiwes gli somministrò una forte dose di sonniferi, gli mutilò il pene eretto e insieme mngiarono le misere carni (oddio!), dopo averle fatte saltare alla fiamma con aglio ed olio in un tegamino.
L'incontro si svolse in qusto modo: Armin ricevette la sua vittima nella sua villa abbandonata nell'Assia dell'est. In soffitta aveva predisposto un vero e proprio teatro dell'orrore, con tutti gli strumenti adatti alla macellazione. Iniziò così la cerimonia dell'orrore: venti tranquillanti e una bottiglia di vino per stordire la vittima, che tuttavia rimane cosciente per partecipare al rituale: Meiwes gli taglia il pene e dopo averlo cotto lo mangiano assieme.
L'amputazione provoca un'emorragia che nel giro di qualche ora fa perdere coscienza alla vittima, già sotto l'effetto di tranquillanti e alcol. A quel punto il cannibale gli taglia la gola e inizia a tagliarlo a tranci e a mangiarlo. Riesce a ingurgitare circa 20 chili di carne. Il tutto, che potrebbe sembrare partorito dalla mente di un mitomane, tanto assurdo e impensabile, è stato da lui ripreso con una videocamera. Quattro ore di inferno.

Attualmente sconta l'ergastolo nel carcere di Kassel, lavorando nella lavanderia.
Racconta: "La carne umana ha lo stesso sapore di quella di maiale, è solo leggermente più amara, più sostanziosa. E' davvero buona. Ho arrostito leggermente la carne e l'ho salata. Il primo assaggio è naturalmente qualcosa di strano, un'emozione indefinibile. È una bella sensazione sapere che Brandes è diventato una parte di me". Racconta poi che sua medre gli leggeva spesso la storia di Hansel e Gretel ed era molto interessato quando, nella storia, il piccolo Hansel doveva essere divorato.
Il barbaro, orripilante omicidio non sarebbe mai stato scoperto se, a corto di carne umana, Meiwes non si fosse preoccupato di pubblicare un nuovo annuncio su internet.

Meiwes è stato condannato in primo grado di giudizio ad otto anni di carcere, in virtù di un capo di accusa non di omicidio, bensì di suicidio assistito, mentre non gli è stata riconosciuta l'infermità mentale. Il processo di appello si è concluso con una condanna all'ergastolo.

Una storia allucinante, davvero ai limiti dell'immaginazione.

L'intero articolo è tratto da http://ilrolla.blogspot.com

postato da: T3rminator alle ore 22:08 | Permalink | commenti (1)
categoria:curiosità, storia nera
sabato, 24 maggio 2008

 

Il 23 maggio 1992 morirono Giovanni Falcone, sua moglie e 3 agenti della scorta, in un attentato mafioso, una tremenda esplosione sull’autostrada fra Trapani e Palermo.
23 maggio 2008, oltre 1.200 studenti a bordo della Nave della legalità sbarcata a Palermo per commemorare il 16° anniversario della strage di Capaci.
La sorella del magistrato: “I giovani italiani hanno valori forti”. Il ministro Alfano: “Nel ‘92 mi sono vergognato di essere siciliano”. Il procuratore Grasso, giunto a Palermo in nave con i ragazzi, ha ringraziato gli studenti con i quali, durante il viaggio, ha parlato e dibattuto sui temi della lotta alla mafia.
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categoria:grandi persone, anti-mafia, storia nera
mercoledì, 19 marzo 2008

L'altro giorno al tg hanno mandato un servizio sul calcio femminile in Iran e potevano essere riprese solo perchè stavano facedo l'allenamento con il velo che gli copriva il capo. Scrivo questo post per evidenziare quanto siano vicine e diverse le realtà sul nostro pianeta. In Italia, in Europa e in Occidente in generale, la donna sta prendendo sempre più un ruolo fondamentale nella vita politica e lavorativa all'interno della società. Sono ormai finiti i tempi in cui la donna era relegata tra le mura domestiche, non aveva diritto nel prendere decision i importanti all'interno della famiglia e non aveva addirittura il diritto di voto, affidato ai "colti e intelligenti" uomini. Nella storia la donna è sempre stata la figura considerata inferiore, inutile e insignificante, ma fortunatamente i tempi sono cambiati, le menti si sono pian piano aperte e oggi abbiamo una donna che è sempre più considerata persona e meno essere. Questo accadeva nel mondo secoli addietro, fino a qualche decennio fa, come ho sottolineato prima, le cose sono radicalmente cambiate, in Europa e in America, ma in Medio Oriente, la situazione non è così. Perchè? Cosa c'è dietro? Bho, sta di fatto che la donna è sempre più considerata un oggetto, i suoi diritti si contano sulla punta delle dita, in paesi comee Pakistan e Afghanistan, non può uscire se non con il corpo interamente coperto dal Burka e nei paesi più "moderati" devee assolutamente indossare il classico velo. Ci sono regole ferree, il padre è il capo famiglia e ha l'assoluto controllo delle donne. Ci sono gli spettacoli maschili e quelli femminili, persino le manifestazioni sportive sono distinte per sesso. Loro spiegano tutto questo come la volontà del Signore, sarebbe tutto scritto nel Corano. C'è proprio un rifiuto alla ragione e al dialogo, non si vuol neanche sentir parlare di cambiamento, tutti gli atti propensi a questo, sono duramente puniti. Un esempio è la condanna a morte (ancora in ballo) di un giovane giornalista che ha elencato i diritti delle donne secondo il modello occidentale e con l'accusa di essere stato blasfemo è stato condannato alla pena capitale. Viviamo sullo stesso pianeta, sulla stessa terra, a pochi insignificanti chilometri di distanza rispetto alla grandezza dell'universo eppure siamo così distanti, così lontani che sembra di vivere in mondi separati, mondi paralleli!

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categoria:donne, dibattito, curiosità, storia nera
martedì, 12 febbraio 2008

Domenica 10 febbraio, è stata la giornata della memoria per le vittime delle foibe. Una tragedia apparsa da pochi anni nell'interesse della cronoca e ancora oggi pochi sanno cos'è  e ancora poco se ne parla. Le foibe, sono delle grandi fosse, scavate nel terreno, di natura carsica. In Italia si trovano nel Friuli Venezia-Giulia e nalla Dalmazia (attuale Slovenia), ed è proprio lì che si è consumata la tragedia. Tutto ha inizio quando in europa "ride la pace", la seconda guerra mondiale è terminata e si pensa alla ricostruzione sia delle città che delle vite del popolo, ma nell'estremo nord-est italia, c'è ancora l'inferno. Possiamo chiamarla una strage silenziosa, perchè improvvisamente escono di casa e spariscono decine di docenti, preti, impiegati comunali... insomma, gente normale, gente normalissima, che sparisce nel nulla senza lasciare traccia. In seguito si capirà che la colpa di tutto ciò è da attribuire ai titini, (seguaci di Tito), che aveva instaurato un regime dittatoriale in Jugoslavia, e questa era la punizione per gli italiani che al tempo di Mussolini erano stati obbligati ad essere fascisti. Quindi il loro motto era : italiano=fascista, quindi da sterminare! Ovviamente dietro c'è una complessa ragione politica, la più eclatante è il fatto che Mussolini aveva conquiistato la Dalmazia, annettendo all'Italia Pola (la capitale) e aveva italianizzato tutti i cognomi e i nomi delle città. Questo era un gesto di ritorsione e vendetta nei confronti di gente innocente che era ormai stremata dalle guerra.

Le testimonianze dei pochi sopravvissuti, sono terrificanti. Le persone venivano rapite da un gruppo di briganti, sempre di sera o in vicoli nei quali nessuno poteva vederli e portate in ex prigioni o scuole divenute rifugio dei soldati durante la guerra, venivano torturati e seviziati, poi qualche giorno dopo, venivano legati l'un l'altro e portati, a notte inoltrata sull'orlo di una foiba. Così, uno dei soldati, sparava al primo, che cadendo trascinava giù gli altri. Le possibilità di sopravvivere erano scarse, perchè queste cavità arrivano anche ad una profondità di 45-50 metri e non hanno un percorso lineare, sono spigolose e brulle con il fondo pieno di acqua gelida. Per essere sicuri della morte, i titini, gettavano una granata nella foiba, facendola chiudere dal crollo di alcuni massi.

Qualcuno è riuscito a sopravvivere per caso, o perchè è stato mancato dai colpi durante la fretta dell'esecuzione o perchè non è finito in fondo alla cavità, fermandosi su una roccia vicino all'ingresso.

Le foibe hanno nella credenza popolare slava, un significato particolare, infatti, indicano la porta per l'inferno, un luogo di morte per i dannati, coloro che saranno tormentati per l'eternità. Oltre alla "comodità di usare le foibe per giustiziare i malcapitati, venivano usate anche dal punto di vista del significato.

Non si saprà mai quante persone sono state giustiziate nelle foibe, c'è chi parla di oltre 10.000 chi di 5.000, comunque dati terrificanti che fanno riflettere, una strage di tali dimensioni che è stata oscurata per anni dalla politica, dai comunisti italiani che non vollero che se ne parlasse per non rovinare la loro reputazione. Fortunatamente oggi le cose sono un  pò cambiate e si sta facendo qualche piccolo passo in avanti.

Sono stati scritti numerosi libri su questo argomento, invito a leggere (per chi è interessato) Foibe di Gianni Oliva e Esilio di Bettiza, due libri che con una grande documentazione raccontano perfettamente il clima di terrore che si è vissuto in quegli anni.

postato da: T3rminator alle ore 11:26 | Permalink | commenti (5)
categoria:dibattito, curiosità, storia nera

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